Non era bella ma aveva un volto interessante. Marina, nonostante l’età avanzata, era ancora una donna attraente. Lo sguardo intrigante, il suo incarnato scuro e la folta capigliatura nera e riccioluta. Giovanile nell’aspetto fisico, sbarazzina e molto intraprendente, aveva conservato la freschezza di un’adolescente alle prese con i sogni e le avventure.

Quella mattina, aveva indossato il vestito acquistato a Firenze, qualche anno prima. Lo conservava con   premura, come si fa con le cose che hanno un posto nel cuore. Quel vestito bianco avorio con le stampe a fiori rosa pesca, lo aveva davvero. L'occasione era speciale quel giorno. Il tempo che la separava da quell’incontro diventata sempre più incalzante, faceva rumore anche il silenzio dell’emozione. Ad abbaiare al suo rocambolesco agitarsi per la casa era Lillo, il suo cane, un volpino ormai compagno di giochi e di bizzarrie da più di dieci anni.

Si guardò allo specchio. - Sono piatta, tutto sommato, non mi dispiaccio, sono magra, ma carina! –

Si rasserenò raccogliendo i riccioli neri che le addolcivano i tratti del viso levigato dall’abbronzatura intensa. Era piacente, semplice, raffinata. Si affrettò a chiudere la porta di casa. Il fiato grosso, il cellulare e il coprispalle rosa cipria, tutto con sé. Chiamò l’ascensore. Era pronta per quell’incontro. Il più importante della sua vita.

L’aria leggera di quello scorcio d’estate e quei raggi di sole d’un tepore dolce e avvolgente alleggerivano i suoi passi decisi, diretti alla fermata della metropolitana. Un settembre complice, dai toni sobri di una laconica estate. Ebbene sì, incontrare Marco era un po' come fare un passo indietro nella propria esistenza, era ricomporre un nostalgico tassello di un tempo andato, tra mille ostacoli e mille sofferenze. In metro, durante il breve tratto che la conduceva all’aeroporto, tanti pensieri le attanagliavano la mente, le annebbiavano la vista. Fantasticava con un’ansia che le toglieva il respiro, immaginava di incontrare dall’altro capo della città uno sconosciuto. Una persona lontana anche dai ricordi e, forse per autodifesa, anche un po' dal cuore. Fu quello il percorso in metropolitana più lungo della sua vita. Eppure l’aeroporto era a pochi chilometri da quella ridente cittadina a ridosso dei monti stupendi ove aveva trascorso la sua infanzia.

Scese dalla metro, attraversò la strada, mille volti anonimi uscivano dall’aeroporto con bagagli comuni e dinamiche ventiquattrore. Un uomo si separò dalla folla, si dirigeva verso la sua direzione, con passo deciso. Le andò incontro, era lui. Proprio lui. Lei spalancò le braccia attendendo Marco coi suoi passi spediti.

Non era cambiato. Non era molto diverso dalle ultime foto che aveva ricevuto. Lo riconobbe. D’altronde le foto erano le uniche compagne di viaggio. Le andò incontro con il fiato corto e le lacrime agli occhi. Marina non riuscì a trattenere il pianto. Un abbraccio immenso. Il più lungo della loro vita. Ritrovarsi a distanza di anni e incontrarsi adulti, divisi da un continente e da storie diverse non era stato molto semplice. Loro che il destino aveva diviso, loro che di privazione materna si erano nutriti, loro che in occhi quasi anonimi si erano specchiati per anni, loro, proprio loro, ora si incontravano. Incredibilmente simili, uniti da quel cordone affettivo che aveva fatto un giro immenso senza mai essere reciso.

Entrambi vissuti in contesti familiari diversi, tra culture diverse. Entrambi amati, entrambi con le loro vite legate dalla distanza, dalla scoperta nel tempo dell’appartenenza biologica. Il giorno in cui Marina scoprì l'identità del fratello era il giorno in cui indossava l’abito bianco avorio dai fiori rosa pesca. Un giorno qualunque di un’estate calda e suggestiva. In quell’incontro le distanze come per magia si annullarono, come se il tempo non fosse mai passato, nasceva in quell’istante un’altra vita, una seconda vita. Marina e Sandro si erano cercati per anni, un atroce destino li aveva separati, una forte prova d’amore li aveva riuniti.

Tutti i racconti

1
1
5

Antropologia del Potere (2/3)

21 February 2026

Al mattino l’uomo si svegliò solo. Nulla era cambiato nella stanza. Eppure, da quel giorno, nessuna decisione importante fu presa senza passare — in qualche modo — attraverso il suo giudizio. Egli non imponeva il comando, ma tutti consideravano il suo giudizio importante; dalle decisioni più semplici [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
1
5

Messaggio dalla Morte

21 February 2026

Nessuna pietà né giustizia per il nemico. Solo paura. Solo dolore. Poiché sono bestie a cui poco o nulla importa della vita altrui. Io sono La Morte, vengo a pareggiare i conti con voi che la decretate quasi fosse niente. Mi abbatterò su di voi. Oppure entrerò dalla porta principale bussando [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
1
3

Dove finiscono le paure 1/2

21 February 2026

Era stanco, davvero tanto stanco; era vecchio si diceva, e sì lo era. Ormai solo da anni, non si era mai abituato a quella solitudine; non gli piaceva sentirsi solo. Eppure eccolo lì, a guardare il soffitto di quella camera che non gli piaceva, troppo asettica, ma d'altronde che ci poteva fare: [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
2
262

Antropologia del Potere (1/3)

20 February 2026

Vi racconterò la storia di un uomo. Non vi dirò il suo nome, né la sua età, né il lavoro che svolgeva. Non importa nemmeno se fosse nato in questo paese o altrove. Tutto ciò che serve sapere è il suo stato: una nevrosi avanzata, forse già pazzia, certamente una forma di degenerazione morale che [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
2
151

Il Potere della Coccinella

20 February 2026

Voglio raccontarvi una storia “spaventosa”. È la storia di una bambina che aveva paura di tutti gli insetti e quella bambina sono io, Annabella. Fino a poco tempo fa infatti ne ero terrorizzata. Se avessi visto una formica, una farfalla o un qualsiasi altro insetto, fuori o dentro casa, sarei [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Si cresce aprendosi al mondo coltivando buonsenso ed ottimismo.
    Adelante [...]

  • Riccardo: beh, osservando i ragni che tessono la tela, è uno spettacolo!
    un [...]

4
2
206

L'ordine abituale delle cose

20 February 2026

— E quanto costa? Era il più giovane dei due a parlare. L’altro teneva lo sguardo fisso sulla mercanzia senza mostrare un vero interesse. — Facciamo dieci euro e le regalo questa agenda dell’anno scorso. — Rispose la vecchia dietro al banco di legno pieno di cianfrusaglie, sorretto da due cassette [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    frammento di una storiaccia di spie, soldi, piccoli e grandi trafficanti?
    Carissimo [...]

  • Rubrus: Si direbbe un mercatino di memorabilia delle dittature comuniste; mi risulta [...]

5
5
87

L'accendino

19 February 2026

Non ho voglia di aspettare, fa molto freddo e già cade qualche fiocco dal cielo nero. Guardo le strade illuminate dai lampioni per vedere se arriva, ma ormai è una speranza inutile. Sarebbe stato meglio stare in camera, sul letto, al buio, dove nessuno può vedere le lacrime scorrere. Non posso [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: la speranza è solo una piccola fiammella che attira lo sguardo nascondendo [...]

  • Dax: triste, bello.Like

7
12
136

Quando scriverai

19 February 2026

Quando scriverai Quando sarai grande forse scriverai di me Per ricordare o mettere a posto alcuni oggetti Sparsi nella vita e mai più ritornati Basterà anche un foglio un po' stropicciato In fondo io ero così Imponente figura e spigolosa bocca Mani pesanti e scarpe strette da lacci di colore [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: hai colto bene Miu...un attraversamento.
    e non giustifica
    ciao

  • Dax: intenso, triste, vibrante. like

3
6
198

Mano nella mano

19 February 2026

Tutti i personaggi e gli eventi descritti in questo racconto sono frutto della fantasia dell’autore. Qualsiasi somiglianza con persone reali è puramente casuale. Angela fingeva fosse una giornata come tante altre, ma dentro di sé sentiva un dolore profondo. Da una settimana era oggetto di bullismo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
6
54

TURBANTE BLU

18 February 2026

Un turbante blu ben calzato, la giacca grigia, la borsetta in grembo stretta tra le mani, sguardo silenzioso verso il pavimento… Due posti prima, un uomo con i capelli bianchi e una giacca verde attende pensoso. Primo piano, day hospital oncologico. Oltre la porta di un discutibile color rosa, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Rubrus: Un racconto "per sottrazione" ma non per questo privo di messaggi [...]

  • Lo Scrittore: una porta chiusa, la curiosità ti spinge ad aprire ed ecco uno sguardo [...]

10
11
88

Maschi e Femmine: istruzioni per l’uso

Chi si riconosce… probabilmente sta già controllando gli angoli.

Miu
18 February 2026

Questo racconto è tratto da una storia vera, anche se le mele non sono mele, il Paradiso non è un Paradiso e il dinosauro-porto, purtroppo, non esiste. Per il resto, ogni riferimento a persone reali è puramente intenzionale. Da sempre mi chiedo come sia possibile che il genere umano, pur diviso [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Oddio, secondo me gli esseri umani, maschi compresi, sono troppo poco logici. [...]

  • Lo Scrittore: caspita! moooolto intrigante, la mela cubica mi mancava, davvero interessante [...]

6
9
206

Ermete Voglino, nome di battaglia “Don Ciccio” e Luigi Fassio, chiamato “Baffo”, due partigiani uniti da un tragico destino

18 February 2026

Inizio estate 1944, in barriera di Milano, a Torino, c’è un’osteria gestita da marito, moglie e dal figlio Giuseppe, che dal 10 febbraio è partigiano nella 101ª Brigata Garibaldi con il nome di battaglia “Zan”. Il caldo si fa già sentire, ma non più il suono della tromba di Pino, che da mesi verso [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su