Era stanco, davvero tanto stanco; era vecchio si diceva, e sì lo era. Ormai solo da anni, non si era mai abituato a quella solitudine; non gli piaceva sentirsi solo. Eppure eccolo lì, a guardare il soffitto di quella camera che non gli piaceva, troppo asettica, ma d'altronde che ci poteva fare: in ospedale erano tutte uguali.

Aveva immaginato una fine diversa, aveva sperato in una fine senza disturbare nessuno, ed invece era stato di peso. I primi mesi di malattia i figli si erano dovuti dividere tra lui e le loro famiglie, con fatica e sacrifici. Quando capì che i figli non sarebbero andati in vacanza perché lui era malato, fece in modo che si allontanassero, fino a farsi ricoverare in un ospedale a loro insaputa, senza avvisare e senza dire la città dove si trovava. Aveva chiesto espressamente al personale di reparto che non si sapesse che lui era ricoverato lì. Ovviamente questo aveva comportato che nessuno gli facesse visita in quei mesi, se non i volontari che, sapendo, lo accudivano nelle piccole necessità, gli lavavano i cambi, e ogni tanto si fermavano a parlare un po' di più con lui. Ma in fin dei conti era solo.

Si ricordò dell'ultima volta che aveva parlato con lei: erano stati insieme tutta la vita ed in quel momento lei lo stava lasciando per sempre, stava lasciando tutti e tutto per sempre. Lui con le lacrime agli occhi le stringeva la mano nella speranza che tutto finisse con lei che guariva, perché sapeva che senza di lei sarebbe stato tutto inutile. In quel frangente fu lei a consolarlo: "Stai tranquillo! Andrà tutto bene!" Le diceva: "Senza di te non sono vivo!" e aggiunse scoppiando a piangere: "Voglio andarmene io al posto tuo! Loro hanno bisogno di te, non di me! Vivi per loro! Me ne vado io al posto tuo!" E lei gli accarezzava con tenerezza il viso, guardandolo con quegli occhi che ormai erano anni che lui non vedeva più e che sperava di vedere ancora. Non sapeva cosa fare: "Ti prego! Lascia andare me!" "Tranquillo", ripeté lei, "tranquillo, loro ti vogliono bene, prenditi cura di loro come se ci fossi io". Lui sprofondò nel suo collo: "Ti voglio troppo bene per lasciarti andare così!" Abbracciandolo disse: "Lo so... l'ho sempre saputo! Ti voglio bene anch'io!" Lui sentiva il freddo del suo corpo avanzare come se la stesse prendendo, come se la stesse avvolgendo. Si allontanò tanto quanto bastò per vedere il suo viso, per vedere i suoi occhi, che si stavano svuotando, che lentamente stavano abbandonando la loro luce. Dopo pochi minuti, lei non c'era più. Da quel momento lui sentì la solitudine entrare nel suo cuore e mai più uscirne.

Ed ora sentiva che toccava a lui. Il pensiero che forse si sarebbe ritrovato con lei gli faceva temere meno l'inevitabile.

Entrò in stanza l'infermiera, lo visitò appena, controllò la flebo, poi lo guardò in viso, lo guardò attentamente. Si avvicinò, gli prese una mano e disse accarezzandolo: "Chiamo il prete! Vuoi fare due parole con lui? Eh?" Lui annuì pensando che se l'infermiera avesse ritenuto di dover chiamare il prete, forse non mancava così tanto tempo come pensava. L'infermiera uscì e lui restò di nuovo solo.

Guardava il soffitto, non poteva fare molto altro, sdraiato sul letto. Attraverso la finestra si vedeva solo il cornicione della palazzina di fronte alla sua. Durante la sua permanenza in quella stanza, ogni tanto pensava ironicamente: "La prossima volta, vista mare eh! Dobbiamo ricordarcelo!" In quell'istante entrò il prete, si avvicinò al letto, prendendo la sedia si sedette e guardandolo disse: "Dimmi figliuolo; dimmi cosa dovresti farti perdonare da nostro Signore!"

Tutti i racconti

1
1
18

Nives ed Ignis

30 May 2026

Nives: Tu lo illudi. Ignis: E tu invece fai di meglio? Guarda come è ridotto adesso: sta bene? Nives: Almeno non finisce con l’alimentare un sentimento ingiusto. Io passerò, ma quello che lascio è costruttivo, non distruttivo. Ignis: Ingiusto dici, eh? E prendersi colpe che non si hanno invece [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
10

Lungo la riva

30 May 2026

Ho udito il respiro del mare nelle notti senza sonno. Nel pallore esangue della luna inutili stelle vagano in cerca di ombre dove poter brillare la loro lontana morte. Ho visto l’onda, triste, quasi disfatta e liquida morire sulla sabbia piena di conchiglie. Rotolano i loro gusci vuoti, pieni di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
8
27

Anuptafobia

29 May 2026

Ho l'abitudine di ascoltare le conversazioni degli estranei. Lo faccio semplicemente perché da un dialogo, dai gesti di una persona, dal suo modo di esprimersi o dal suo tono di voce, può nascere l'idea per una commedia, un racconto o una poesia. Ieri, mentre ero seduto tranquillo sul pullman che [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Rubrus: Difficile non formulare lo stesso pensiero della donna. Stando a quanto l'uomo [...]

  • Gennarino: Rubrus: Gentile amico, htazie per aver letto e commentato. Infatti, vede tutto [...]

3
5
25

il sabato mattina di una bambina degli anni settanta

Quanti di voi così?

29 May 2026

Ecco, era arrivato ancora una volta: il sabato. Per tanti bambini era il giorno più amato e atteso, il primo del fine settimana che permetteva di stare un po' più a letto, fare una bella colazione e guardare i cartoni animati in televisione, restando magari tutto il giorno in pigiama. Da bambina [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lo Scrittore: ahi ahi cosa mi hai fatto ricordare. una trafila che ho percorso per molto [...]

  • BennyArum: Caro Scrittore, te hai sbloccato il ricordo dei baci! ;)

2
4
42

Oggi non più

28 May 2026

Siamo sulla metro e tu sei in piedi davanti a me. Seduta scruto la figura alle tue spalle. Tu stai guardando il cellulare: forse un messaggio, un video, un drama, non lo so. Non mi vedi come non percepisci che dietro di te qualcuno è incuriosito e ti è molto vicino. Come fai a non sentirlo? Sembra [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Asbe: La destinazione finale è per tutti noi e, per casi fortuiti, si può [...]

  • BennyArum: bel racconto mi è piaciuto molto, l'angelo custode e il cupo mietitore [...]

3
4
38

Il Gioco

28 May 2026

Da una fessura del mio stallo posso vedere tutto quello che succede fuori, o almeno una buona parte. Sotto un sole cocente l'arena è polverosa e gli spalti sono gremiti di gente che urla olé olé. Vedo mio fratello che trotterella con incedere elegante e fiero. È bello, il suo corpo è scolpito da [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
6
34

Dialogo su parola e diffamazione

Cicerone e Lisia commentano dall'isola di Ogigia la nostra attualità

27 May 2026

Cicerone vs Lisia (sulla diffamazione online e il pericolo per la libertà di espressione) Omero aveva ragione: l'isola di Ogigia esiste davvero. Qui, ospiti della ninfa Calipso, gli spiriti magni dell'antichità dimorano in eterno, seguendo le vicende terrene. Tra questi ve ne sono due, Marco [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: bello, in effetti c'è del giusto in entrambe le dissertazioni Like

  • Zio Rubone (Ezio Bruno): Ho trovato delizioso questo dialogo tra Cicerone e Lisia nell'isola di [...]

3
3
46

Qualche riga

27 May 2026

Qualche riga Qualche riga per poter dire che son passata di qua Avevo da finire l’inchiostro della penna Mi annoiavo in maniera mortale e avevo tempo Mi piace trasgredire scrivendo con la penna rossa La mia non è una penna qualsiasi Merito di poter dire la mia e guai a chi non mi ascolta Ma quando [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
37

Il colmo di guardare

26 May 2026

Quella mattina mi ero vestita con una cura insolita. Avevo persino infilato gli orecchini — gesto raro, un po’ goffo per me — perché ogni volta mi perdo nella pazienza lenta di trovare il buco dell’orecchino, al centro esatto del lobo, come se il corpo pretendesse una precisione che la mente non [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Teo Bo: Rapito dall'eleganza e dallo stile che mi hanno trascinato sino all'ultimo [...]

  • Ecate: Grazie a tutti e buona giornata ovunque voi siate :)

4
4
84

Samudaripen (2/2)

26 May 2026

Quando i poliziotti arrivarono disse subito: “Li ho trovati io, sono clandestini. Ho dovuto forzare la porta”. I poliziotti entrarono nella ex palestra con le mani sulle pistole, e quando furono dentro… “Dottore, guardi che qui non c'è nessuno”, disse uno dei poliziotti. “Come nessuno?”. Hutter [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Un bel significato. purtroppo l'uomo è fatto in parti ugiali di [...]

  • Rubrus: Senza il commento di Asbe mi sarei perso un paio di pezzi, ma, anche così, [...]

2
4
55

Tango

il tango è un sentimento triste che si balla

25 May 2026

Il tango è un sentimento triste che si balla, nessuno è stato capace di esprimere questo sentimento come il grande cantante Carlos Gardel. E nessuno saprà mai eguagliarlo. Esiste in Buenos Aires il suo monumento funebre, c’è la sua statua e molte signore anche giovani, in discreto numero si recano [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Una storia triste e coinvolgente. like

  • BennyArum: Ogni passo di tango avvicina e allontana! Bellissimo racconto.

2
3
68

Samudaripen (1/2)

25 May 2026

Alcuni mesi dopo aver acquistato la villa, Berny Hutter, rincasando, vide da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle si avviava con fatica verso il piccolo edificio adiacente la casa, dove si trovava la palestra ormai usata da anni come ripostiglio. Berny Hutter era un uomo sospettoso per [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

Torna su