Voglio raccontarvi una storia “spaventosa”. 

È la storia di una bambina che aveva paura di tutti gli insetti e quella bambina sono io, Annabella. 

Fino a poco tempo fa infatti ne ero terrorizzata. 

Se avessi visto una formica, una farfalla o un qualsiasi altro insetto, fuori o dentro casa, sarei corsa subito a nascondermi da qualche parte. 

Un giorno a casa, mentre il mio fratellino giocava con gli amici in cortile, la mamma mi chiese aiuto per fare le pulizie.
«Per favore vai a prendere l’aspirapolvere nell’armadio che c’è da passare il tappeto.»

Non volevo avvicinarmi all’armadio, perché sapevo che dentro c’era un ragno. Mi feci forza e aprii piano piano l’anta sperando che il ragno non se ne accorgesse o scappasse. 

Cercai di prendere l’aspirapolvere senza guardare. Allungai la mano a tentoni, ma nel farlo m’impigliai nel cavo che tirai con tutte le forze. Dall’armadio cadde a terra di tutto, aspirapolvere compreso.

«Annabella ma insomma» disse la mamma sospirando, «guarda cos’hai combinato. Ci penso io qui, tu porta fuori la spazzatura.»
«Oh no, la spazzatura no» gridai. «C’è uno scarafaggio!»

Ma la mamma insistette. Così, raccogliendo di nuovo tutto il mio coraggio, andai in cucina e aprii lo stipetto sotto al lavello. Sempre a occhi chiusi sfilai il sacchetto dal contenitore, ma intravidi il “mostro", cominciai a correre, inciampai e rovesciai tutto.

«Insomma» sbraitò stanca mia madre, «non posso proprio farti fare niente? Penso io anche a questo, tu vai sul terrazzo ad annaffiare i fiori. Almeno quello Annabella.»

Uscii e cominciai a bagnare, ma ad un tratto una farfalla volò verso di me. Scappai in un angolo e urtai due vasi che caddero rompendosi. Mi precipitai in casa nascondendomi sotto il tavolo. 

Sul pavimento c'erano le mie impronte e sul terrazzo cocci sparsi ovunque.

«Chi ha fatto questa confusione?» Chiese la mamma guardandomi. « Lo scarafaggio o il ragno?» 

“È stata una farfalla.” Mormorai dispiaciuta.

La mamma sospirò rassegnata, prese lo straccio e ricominciò a pulire. 

In quel momento mio fratello Luca tornò a casa e andò subito da lei. Gli volevo tanto bene anche se a volte mi faceva disperare perché voleva sempre avere l’ultima parola, ma sapeva essere così dolce quando voleva.
«Guarda che bella coccinella ho trovato in giardino!» 
«Non hai paura?» Gli chiesi preoccupata.
«No» rispose sereno, «non può farmi nulla. Guarda quanto è piccola, io sono mille volte più grande di lei.»

Aprì la mano e me la fece toccare. Rimasi meravigliata dal riuscire a farlo.

Intanto la farfalla era tornata a volare sui fiori e, per la prima volta, vedendola mi venne da sorridere. 

In quel momento capii che gli insetti non mi avrebbero più fatto paura.

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