"Disillusione avanza"
disse la fanciulla Blu appoggiando la teiera sul tavolo. Avanzò una donna sulla cinquantina con in testa un grande cappello circolare di seta, appoggiato sulla visiera c'era un fiore fatto di rete e piume. Indossava un vestito tipico anni 60, con abbinati dei lunghi guanti color panna. Con composta eleganza sedette sulla poltrona al fianco della fanciulla Blu.
"Perciò, hai ancora bisogno dei miei servigi" disse, avvicinando quella che lei  aveva deciso essere la sua tazza alla bocca.
"Se sei tu la prima a cercarmi, allora vuol dire che siamo ancora in tempo. Il tutto potrebbe durare il meno del previsto, basta che non mi fai brutti scherzi.", continuò la donna osservando la fanciulla con spinosa attenzione. Poi guardandola dritta negli occhi chiese:
"A quante settimane siamo? Quanto è forte il sentimento rinchiuso nel tuo pancino questa volta?"
Con grande impertinenza allungò un dito verso il ventre della fanciulla, che scostò quell'invadente gesto della donna.
"Ma se fai così non va bene! Devi essere collaborativa, non sono io la cattiva, sei tu ad aver chiesto il mio aiuto.” disse Disillusione appoggiando la tazza da tè e accendendo la prima sigaretta.
"Sì lo so, l'ho fatto perché pare sempre essere la soluzione migliore. Non credo sarei capace di coltivare e crescere questo sentimento."
Rispose la fanciulla Blu con la testa china, osservando il fumeggiare dell'acqua del tè.
“Sono... Tre settimane. Ma secondo me possiamo farcela, la prego Disillusione mi dica cosa devo fare"
"mm... Che giovane e ingenua fanciulla. Sei sicura di poter reggere anche questo? Sei più fragile di quanto ricordassi"
rispose Disillusione, notando il gracile corpicino della fanciulla.
"E perché credi sia così fragile?" si sentì dire da una voce lontana. Una bellissima, formosa donna di colore, con passo pieno di carattere e determinazione, avanzò.
"Non sei forse stata tu a spingerla all'aborto l'ultima volta?"
Continuò la nuova arrivata, sedendosi sulla terza poltrona.
"Uff! Ma sei stata tu ad invitarla?" Chiese Disillusione alla fanciulla Blu.
"Mi chiedevo come fosse possibile che non fossi ancora arrivata a disturbare il nostro banchetto, Speranza."
"É vero sono io, Speranza. Nonché una delle tue più grandi nemiche, che mai smetterà di metterti i bastoni tra le ruote. Cosa pensi, che io non lo sappia? Questo aborto é un crimine! Chi é il fanciullo che acconsente a tale orrore? Almeno glielo abbiamo chiesto? Lui lo sa di essere il padre?"
Disse speranza gesticolando e urlando con forza e potenza, facendo benissimo intendere quanto lei fosse contraria.
"Oh! Ma per favore! Piantiamola con questi discorsi sull'etica e la giustizia. Questa scelta vale l'incolumità di tutte e tre. Credi davvero saremmo capaci di crescere un piccolo marmocchio?" ribatté Disillusione lasciandosi sfuggire la sigaretta dalle dita.
"Senza alcun dubbio" rispose Speranza, battendo il tacco.
"Ma fammi il favore! Ma lo vedi com’è messa? Già potrebbe non riuscire a reggere "l'aborto" come lo chiami tu. Figurati crescere un bambino. Immagino tu sappia altrettanto bene che nessun'altro potrebbe crescerlo al posto suo." Disse Disillusione indicando la fanciulla.
"Allora cosa suggerisci di fare? Sopprimerlo? Vuoi uccidere il sentimento che si porta dentro?"
"Lo sai vero che se quel sentimento non sarà corrisposto o che se lei morirá nel crescerlo, anch'esso morirá? Lo sai? E se lei muore io e te siamo fottute!"
"si lo so, ma io sono Speranza e credo fermamente che questa gravidanza possa renderla più forte e aiutarla ad andare avanti."
"Balle!"
"scherzi?"
"Balle, sono solo balle!  Illusa, credi davvero andrà come pensi? Ma cerca di essere un minimo realistica.  Fatti raccontare dalla fanciulla Blu quanto la tua folle idea sia poco verosimile. C'è un cancro che la divora! Ma non lo vedi? Combatte già ogni giorno, con tutte le sue forze, per la vita. Chi credi di essere per dirle cosa deve e cosa non deve fare?"
"E tu credi di essere tanto diversa?"
"È lei ad avermelo chiesto questa volta."
"Già, questa volta, infatti si vede quanto é peggiorata per la scorsa. Sopprimere quel sentimento vorrebbe dire sopprimere una delle più forti parti di lei. Cara sei sicura di voler rinunciare fin dal principio?"
Chiese speranza alla fanciulla Blu mentre, con fare materno, le intrecciava i capelli.
"Io... Sono stanca" disse la fanciulla con voce tremolante.
"Vorrei solo che si fermasse il tempo. Vorrei solo non trovarmi lui, quel ragazzo, davanti ogni volta che cammino. Perché sento come una piccola mano di bimbo afferrarmi il polso. Quel bimbo é Sentimento, che mi chiede di camminare insieme. Ma io non voglio. Qualunque cosa voi scegliate a me va bene. Vorrei solo non dover scegliere se allontanare Sentimento o portarlo via con me. Bloccate il tempo vi prego, mi sembra una responsabilità così grande e io mi sento così infinitamente piccola."  Continuò guardando il vuoto e lasciando che ogni lacrima le cadesse con enorme pesantezza sulle guance.
"Allora prendi le distanze, scegli di non pensarci. Scappa. Quando ti sembra che si ripresenti il problema, cambia strada. Forse così facendo Sentimento non crescerà e magari morirá nell'attesa di una tua risposta."  Disse Disillusione con sguardo serio e infastidito.
"Sei sempre la solita bambina, quella stessa insicura, tremolante bambina che si poneva vittima del mondo. Mi dai troppo sui nervi! Lo sai quanti bambini abbiamo ucciso per la tua irresponsabilità? Chissà se anche questo nuovo padre acconsentirà all'abbandono di Sentimento, e se invece sceglie di riconoscerlo? Cosa pensi di fare? Il tuo malinconico mondo di eterna vittima cadrebbe. Saresti davvero capace di cambiare o come una codarda scapperesti lasciandoci fare il lavoro sporco? Cresci una buona volta!"
Concluse Disillusione alzandosi dalla poltrona, poi accese la seconda sigaretta e se ne andò. La fanciulla Blu ferita e contrariata da quelle rudi parole fuggí, come solo un disegno sa fare. Speranza si sedette al posto della fanciulla e prese a sorseggiare il tè.
"Dove pensate di andare? Siamo chiuse in un circolo vizioso."


Uscita ferita e spaventata dalle parole di Disillusione, la Fanciulla Blu nascondendosi fra le braccia di lui e asciugandosi le lacrime disse: ”Ti prego, fammi un’altra promessa.”
“Quale?” chiese lui con tono accondiscendente.
“Promettimi che non t’innamorerai mai di me” rispose lei, ripensando alle parole di Disillusione. Lui anche se consapevole di star mentendo, guardandola dritta negli occhi e subito dopo rubandole un bacio, disse: ”Va bene, ti prometto che non mi innamorerò di te”.

La Fanciulla Blu inondata da un miscuglio di desiderio e rifiuto, di timore e appagamento, per la prima volta ebbe una visione di ciò che poi sarebbe diventato Sentimento: Amore. Ma un fischio lontano la riportò alla realtà.

Un ospite imprevisto aveva fatto visita a Disillusione e Speranza: Paura.

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