Signore, mi scusi, quelle cipolle che le sono avanzate nel piatto, le mangia? Se così non fosse potrei approfittarne? Non mi guardi così, c'è una spiegazione a questa richiesta e le assicuro che non è dettata dalla fame.

Allora si chiederà perché? Se ha un minuto di tempo avrò modo di spiegarglielo. Mi piace la curiosità in un uomo, denota interesse per il mondo. Di questi tempi non è così diffusa, sa? In fondo la guerra è finita da soli 5 anni, ancora abbiamo tanta strada da fare per ricostruire una società che possa apprezzare e valorizzare la pace... ma sto divagando, mi scusi. Torniamo alle cipolle.

Per cominciare mi presento, mi chiamo Cinzia e quella che vede ballare al centro della sala è mia sorella Alina. Le parlo di mia sorella perché è una parte importante della storia che le sto raccontando.

Deve sapere che siamo ebree, italiane, ma ebree. Avevo 18 anni, e mia sorella 15 quando siamo state deportate in un campo di concentramento, per la precisione ad Auschwitz, ci siamo restate per 18 mesi, prima eravamo state in altri, ma solo di passaggio. Siamo riuscite sempre a restare insieme.

Dal suo sguardo capisco che lei non mi crede, in fondo perché dovrebbe credere a una sconosciuta?

(si alza una manica) Ecco, vede? Questi sono i numeri che ci venivano tatuati quando venivamo schedati. Per me e mia sorella sono quasi un vanto, anche se si potessero cancellare non lo faremmo mai, servono a ricordare, o meglio, a non dimenticare.

La prima volta c'erano anche mia madre e mio padre, siamo stati divisi e non li abbiamo più rivisti, non sappiamo neanche dove e in quale modo siano morti. Io e mia sorella ci tenevamo sempre per mano, giorno e notte, quasi avevamo la sensazione di non avere l'uso di una delle due mani. La mia era questa (alza a mostrare la mano sinistra), ci siamo tenute per mano così tanto che per qualche mese dopo tutto quello che era successo non riuscivamo neanche ad abbracciarci.

L'esperienza che abbiamo vissuto non l'auguro neanche ai nostri aguzzini, ai nostri carnefici, perché troppi detenuti hanno perso la loro umanità; quella luce negli occhi che ti fa capire che sei umano, in alcuni di loro era completamente scomparsa. Qualcuno, i più deboli di anima, avrebbero ucciso il loro stesso fratello per un pezzo di pane. Io e mia sorella abbiamo giurato che a noi non sarebbe mai accaduto. Era difficile non cedere alla tentazione di disumanizzarsi, era la scorciatoia per avere meno paura, per non pensare al nostro destino. Sparivano decine di persone ogni giorno, solo dopo abbiamo saputo che venivano uccise e bruciate.

Ormai eravamo allo stremo quando la mattina del 27 gennaio del 1945, anzi all'alba, quando di solito venivamo chiamati dalle guardie per uscire dai dormitori, non si sentì nessun rumore, neanche l'abbaiare dei cani. Era un silenzio irreale, nella nostra camerata ci chiedevamo con gli sguardi cosa stesse succedendo, alcune avevano avuto il coraggio di avvicinarsi alle finestre per tentare di guardare fuori, ma erano così lerce che neanche loro erano in grado di rispondere alla nostra muta domanda.

Passò qualche minuto che a noi sembrò un'eternità, poi dall'esterno qualcuno gridò: “Venite fuori, non c'è più nessuno! Non ci sono le guardie, hanno abbandonato il campo!”. Prima timidamente, poi con maggior convinzione uscimmo tutti, non c'era più nessuno oltre noi prigionieri. Eravamo sorpresi, eravamo disorientati, non eravamo più abituati ad agire senza avere ordini. Ci eravamo ammucchiati tutti nel piazzale grande del campo, qualcuno si era diretto verso il capanno degli attrezzi per cominciare a lavorare, avevano paura di essere puniti.

Poi sentimmo il rumore di motori, erano dei carri armati, ma non erano tedeschi, avevano dei colori diversi e c'erano uomini a cavallo. Forzarono i cancelli di entrata, nessuno di noi si mosse, non sapevamo cosa fare. Uno dei soldati a cavallo si fece avanti e urlò qualcosa in una lingua che non conoscevamo, scoprimmo che era russo, perché alcuni di noi li capivano, e immediatamente arrivò la notizia che eravamo liberi.

Non riuscivamo a capire quella parola, libertà... pensavamo di non poterla neanche più pronunciare.

Eravamo tutti in male arnese, denutriti, sporchi, chissà quale orrenda visione avevano di noi quei soldati.

Il soldato a cavallo si chiamava Ivan, ci lanciò delle cipolle che io e Alina prendemmo al volo e cominciammo, senza neanche sbucciarle, a prendere a morsi. Il sapore era forte, acre, ma allo stesso tempo dolcissimo, era la prima cosa che mangiavamo da donne libere.

Non passa giorno che io non tenti di mangiarne, per me e per Alina quello è il sapore della libertà e ogni volta si rinnova quella sensazione straordinaria della riconquista della nostra umanità. Chiunque vorrà sposarmi dovrà convivere con questa cosa.

Se mi da il tempo di mangiarle accetterò volentieri di ballare con lei. Ma dovrà dirmi il suo nome, io non ballo con gli sconosciuti.

Tutti i racconti

3
6
19

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: Credo che oggi tu ci abbia regalato un gioiello, un racconto da ricordare

  • Ondine: Grazie Paolo. Ma mi hai comunque fatto pensare se sarebbe una buona idea immergersi [...]

1
5
13

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lo Scrittore: grazie per il bel commento, il carcere non è solo detenzione, specie [...]

  • Ondine: Altro che storiella! Mi si è chiusa la gola... il finale una frustrata [...]

6
10
42

La donna volante

20 August 2026

Volava, volava, volava. Le bastava chiudere gli occhi, anche solo per un istante, e in quel buio lei poteva scorgere le nuvole, tutte intorno a sé. E mille giochi di luce le danzavano intorno, quando i raggi del sole si insinuavano in quel manto candido e soffice. Non importava chi ci fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
11
39

Che fare?

20 August 2026

Che condizione strana. Più mi fai felice più sono spaventato. E tu sei come me: sei spaventata. Come faremo a sapere come si concluderà tutto questo? Ci distruggeremo a vicenda, oppure ci salveremo l'un l'altro? Nel frattempo, però, che male. Quanto mi pesava il petto, sapendo che stavo costruendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Questi sono i famosi "bivi" che condizionano la nostra vita; se sei [...]

  • Mary: Ciao Leo, perché mai una vita senza sofferenza non è degna di [...]

4
4
41

SOGNO ALCHEMICO

19 August 2026

Nigredo Era calata una notte scura senza luna. Lui stava percorrendo il sentiero nel bosco con l'istinto di un animale selvatico. Il maestro gli aveva appoggiato la mano sulla fronte ed era rimasto in silenzio ad occhi chiusi a pregare. Alla luce di una candela gli aveva indicato la porta e lo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino....ma c'è un continuo?Like

  • zeroassoluto: Mi piace capire, like!.. da wikipedia:
    Magnum Opus (alchimia) - Wikipedia [...]

6
9
49

Zia Evelina

19 August 2026

Pomeriggio inoltrato di metà luglio. Squilla il telefono. «Pronto?» «Buongiorno, lei è il signor Gustavo Fiorito?» «Sì, sono io.» «La chiamo dallo studio del notaio Velasco. Dovrebbe venire venerdì prossimo alle 18 per comunicazioni riguardo alla signora Evelina Santorelli, deceduta un mese fa.» [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Ognuno ha il diritto di vivere come vuole: basta non far male a nessuno. PEr [...]

  • Riccardo: molto molto dolce! Un plauso ad Evelina, donna che non si è piegata [...]

7
7
57

Finché non verifichi

Anatomia di un'attesa

18 August 2026

La luce del frigorifero si accende. Fuori è buio. Resti con lo sportello spalancato senza prendere niente. Una bottiglia d’acqua, mezzo limone e un contenitore sigillato con la pellicola. Lo sposti di un centimetro. Richiudi. Sul tavolo il telefono si illumina. Lo raggiungi pensando sia lei. Non [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Hai descritto perfettamente l'attesa di un amore perfetto distante e idealizzato [...]

  • zeroassoluto: Amore malato lontano dagli occhi, a senso unico.
    Amore sbagliato di chi [...]

5
10
41

I tempi della mia infanzia

Quando la famiglia e la comunicazione erano valori inestimabili

18 August 2026

Bei tempi quelli della mia infanzia: un mondo sospeso tra semplicità e calore umano, un’epoca in cui il senso di appartenenza al nucleo familiare e alla comunità era il vero tessuto connettivo della vita quotidiana. Ricordo come tutto ruotasse attorno all’amore genuino, al rispetto reciproco e [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Tempi passati purtroppo. Allora di giocava in cortile con tutti i ragazzini [...]

  • Gennarino: zeroassoluto: Grazie per aver letto e commentato. Buona serata.

3
4
38

Diario di una Mangiuomini – 17 Luglio 2XXX

17 August 2026

Caro Diario, sono un po’ di giorni che non ti scrivo. Sono stata... via. Ma finalmente ho raggiunto l’undicesima posizione! Certo quel mezz’uomo e mezzo piccione mi ha quasi messo alle strette con tutto quel... guano... Bleah. Mi si era pure appiccicato tra i capelli... Una delle battaglie più [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Le bambine devono essere addestrate al combattimento dalla nascita.
    Like

  • Anderwritten: Grazie a tutti del feedback!

    Rispondendo a Paolo: Più che "votata" [...]

6
7
51

Senza la logica della volpe

17 August 2026

Stamattina, appena alzata, ho subito realizzato che il piede sinistro non mi doleva più, dopo mesi di tormenti. Inoltre mi sono sentita piena di energia, un fatto estremamente raro per me. Ho cominciato addirittura a rassettare la casa, ancor prima di far colazione. Fatti oggettivamente mai registrati [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Carino ma ora?Senz'anima cosa farà la protagonista?Like

  • Rosa rosa: Grazie a tutti. Scrivo di getto in seguito ad un pensiero o lavorando su qualcosa [...]

2
1
63

Ballata De Baia Domizia

16 August 2026

Ballata De Baia Domizia Sulla spiaggia de Baia Domizia, osservo il mare: è calmo, nun dice bugie. Respira piano, come un vecchio blues. Accarezzato dalle ali dei gabbiani porta con se una nuova voce mentre Il vento passa leggero e si porta via questa vita mia. Questa sorte brucia dentro l’animo [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
5
44

IL PARADOSSO DEL 12° SEGNO. LA BILANCIA, IL SEGNO CHE NON ESISTEVA NONOSTANTE THEMIS

Primo di tre contributi dedicati alla nascita del segno zodiacale della Bilancia

16 August 2026

Come fa il segno dell'equilibrio e della giustizia a essere un'invenzione artificiale e tardiva? Per capire la Bilancia dobbiamo scavare nel tempo prima del tempo, quando l'universo era governato dai Titani. Themis (Temi) non è una divinità olimpica comune: è figlia di Urano (il Cielo) e Gaia [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su