In questo momento il dolore si è lenito, credo sia merito della morfina.
Mi indurranno in coma farmacologico.
M'è parso di capire che ritengano in tal modo di salvaguardare il mio cervello, francamente ne farei a meno, ma, in certi momenti, il dolore è così devastante che potrei uccidere per provare sollievo.
Approfitto di questa momentanea lucidità per cercare di capire cosa mi sia successo.
I medici parlano di pancreatite emorragica, ma sono perplessi, non si spiegano la causa, nessun cancro, nessuna infezione e nemmeno ho mai abusato di alcol, si, sono un po' in sovrappeso, ma, porca vacca, ho solo 41 anni!
Cerco di mettere i sequenza gli avvenimenti che mi hanno condotto qui e che mi fanno temere che non ne uscirò vivo.
Ho provato a dire questa frase cercando di essere spiritoso, ma ho capito subito che medici e infermieri non ritengono sia una battuta, ma una reale possibilità e, a questa conferma, ho sentito una fitta al cuore, non è facile rassegnarsi a morire.
Guardo la donna che ho sposato da poco più di un anno, sembra molto preoccupata, forse in maniera un po' troppo scenografica.
L'ho conosciuta tramite chat, è brasiliana, non particolarmente bella, ma, da subito, molto interessata e disponibile.
Ripenso a tante strane coincidenze che hanno affrettato il nostro matrimonio.
Lei, dopo pochi mesi di comunicazioni a distanza, ha perso il lavoro, mi ha anche detto che sarebbe rimasta senza casa, mi sono sentito un angelo salvatore e l'ho aiutata.
Quando è venuta a trovare un'amica in Spagna, ha allungato il viaggio fino in Italia.
Abbiamo passato una giornata insieme, le avevo prenotato l'albergo, ma appena mi sono rimesso in macchina mi ha telefonato dicendo che non poteva stare senza di me. Sì, molto disponibile, molto appassionata.
Mi sono chiesto come mai questo istantaneo coinvolgimento, diversa cultura, forse; desiderio di non perder tempo, forse; travolgente attrazione, forse; molta gratitudine, forse; vero amore, mah...
Poche settimane dopo era a casa mia, trovavo fastidioso rinnovare il permesso di soggiorno ogni mese, così è stato più facile sposarla: vero amore? Mah!
Era tanto caruccia, tanto gentile, tanto grata, tanto disponibile, sempre un po' distratta perché poco capiva la lingua italiana.
Ma ora ricordo piccole, o forse grandi, anomalie.
Quando parlavo con mia sorella dell'eredità, pur senza dire una parola, le si risvegliava l'interesse e ci seguiva ovunque ci spostassimo. Silente e attenta.
Aveva già due figlie da un compagno tedesco, poi un'operazione che le aveva tolto le ovaie, ma, con lungimiranza, aveva conservato gli "ovulini" perché "non si sa mai".
Quando una cara amica, con la quale avevo avuto una storia, mi telefonò congratulandosi per le nozze, la cara mogliettina, si intromise dall'altro telefono e la trattò in malo modo, ne fui molto imbarazzato.
Anomalie, segnali che non ho colto.
Ma ora quel che mi colpisce come una fucilata in pieno petto è ricordare quando raccontava divertita di quel suo zio che ben conosceva le piante in Brasile e poteva darti qualcosa da bere o da mangiare che non sortiva alcun effetto, a meno che... tu non assaggiassi, anche a distanza di molto tempo, un determinato tipo di carne o altro.
Perché sto pensando che siamo andati a cena da suo zio tre mesi fa e perché ho un brivido ricordando che ieri sera siamo stati ad un ristorante brasiliano?
Appena tornati ho cominciato a sentirmi male, credevo fosse un'indigestione, ho vomitato l'anima, poi si sono aggiunti dolori all'addome, sempre più forti, l'ho supplicata di portarmi al pronto soccorso, s'era già fatta mattina.
Ora sono qui e ho una fottuta paura, le fitte stanno ricominciando, sto immobile, paralizzato dalla sofferenza, con il viso contratto dal dolore, sento calde lacrime scendere ai lati del mio viso, non sto piangendo è che fa male, dannatamente male!
Sto perdendo conoscenza, non sono riuscito a capire e non ho più tempo per farlo.
La speranza è morta.
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