La casa era impeccabile, come sempre. 

Ogni superficie sembrava brillare di ordine, ogni oggetto al suo posto. Eppure lei non si fermava. Continuava a passare lo straccio sul tavolo, anche se non c’era una sola macchia, e lavava lo stesso bicchiere che aveva già lavato due volte. Controllava gli angoli, anche quelli che sapeva perfettamente puliti. Non era per la polvere, non era mai per la polvere. Era per scacciare quel pensiero che tornava, sempre più spesso, sempre più insistente.

 

Si fermò per un attimo davanti alla finestra. Guardava fuori, ma non davvero. Gli edifici di via D’Amelio erano immobili, muti, come congelati in una foto. Si tolse gli occhiali, li posò sul davanzale e si strofinò gli occhi. Accanto a lei c’era la foto di Diego, suo marito. Lo fissò per un attimo, come se volesse dirgli qualcosa. Che uomo era stato. Forte, serio. Con quei suoi silenzi che dicevano tutto. I figli avrebbero dovuto essere come lui, pensò. Una vita tranquilla, una farmacia. E invece…

 

Sentì quel nodo al petto che conosceva fin troppo bene. Lo ignorò. Prese di nuovo lo straccio e tornò al tavolo. Strofinava, sempre nello stesso punto, fino a consumarsi le mani. Come se quel gesto potesse fermare il tempo.

Poi lo sentì. Il motore di un’auto che si avvicinava. Rallentava, le ruote sull’asfalto, lo stesso rumore ogni volta. Si fermò. Sentì il clic delle portiere, il bisbiglio delle voci. 

Era Paolo.

 

Non si mosse subito, rimase lì con lo straccio in mano, ma i suoi occhi si spostarono verso la finestra. Attraverso i vasi vide lui, il suo bambino, e quei ragazzi sempre educati, sempre composti. Giovani, troppo giovani. Ogni volta provava a offrir loro qualcosa, un caffè, un cioccolatino. Non accettavano mai. E ogni volta si chiedeva come facessero a essere così affezionati a Paolo. Si vedeva che gli volevano bene. Ma come fare a non volergli bene. Era un eroe il suo bambino.

 

Chiuse gli occhi per un attimo. Poteva già immaginare la scena che tra un minuto ci sarebbe stata davanti alla porta. Lui che le diceva “eccomi qui, come va?”, Lei che gli rispondeva di avere un dolorino, ma che andava tutto bene, che non doveva venire così spesso. “Non devi, Paolo, non devi.” E lui che le sorrideva, con quel sorriso che non ammetteva repliche. “Mamma, smettila.”

Sorrise anche lei, piano. Guardò lo straccio che stringeva ancora tra le mani. “Sempre con questo straccio,” borbottò tra sé. Si girò e andò in cucina. Posò lo straccio accanto al lavandino, si sbatté le mani sul grembiule, un gesto istintivo, come se ci fosse polvere. Ma non c’era niente. Si affrettò, doveva aprire prima che suonasse il campanello.

 

Ma il campanello non suonò, al suo posto, il boato.

 

Non era un suono. Era qualcosa che spaccava tutto, aria e terra insieme. Le orecchie le si riempirono di un fischio forte che faceva dimenticare tutto. tutto scomparso. Sentì il rumore dei vetri che si rompevano, il pavimento che tremava. Ma non si mosse. Rimase con gli occhi chiusi, Non c’era bisogno di guardare. Non c’era bisogno di capire. 

 

Paolo era morto.

 

Gli anni passarono, ma quel giorno no. Quel giorno rimase lì, come un peso che non poteva spostare. Si chiedeva se fosse stata colpa sua. Se non lo avesse amato così tanto, se lui non fosse stato così legato a lei, forse le cose sarebbero andate diversamente. Non l’avrebbero usata come un arma per assassinarlo, Pensava sempre la stessa cosa.

 

“Hanno ucciso Paolo,” diceva a sé stessa. “Ma non è solo questo. Hanno usato il mio amore per farlo. Sono riusciti ad uccidere tutto l’amore del mondo.”

 

E la casa, un tempo così ordinata, non lo era più. Rimanevano solo polvere e silenzio e vicino al padre la foto del figli Paolo Borsellino

Tutti i racconti

2
3
25

Ellie

22 May 2026

«Ellie! Ellie!» «Rispondimi, amore... Ellie!» «No, Ellie!» La voce della madre echeggiava tra le case del quartiere, come un richiamo affettuoso, quelli che i bambini fingono di non sentire quando hanno troppa fretta per andare. Per voltarsi. Il mondo intorno era quieto. Immobile, come dopo un [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
2
15

L'amico scomparso 1/3

Ritorni e rimpianti

22 May 2026

“Signore e signori, benvenuti a Roma. Abbiamo appena toccato terra. La temperatura esterna è di 18 gradi. Vi preghiamo di rimanere seduti con le cinture allacciate fino allo spegnimento del segnale luminoso e all'arresto completo dell'aeromobile al gate. Grazie per aver volato con noi, arrivederci". [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    la prima puntata mi sembra stia delineando una storia davvero interessante.
    to [...]

  • Elena Assante: bravissimo come al solito

2
3
56

Ed è questo il tempo.

21 May 2026

E verrà un tempo in cui gli uomini diranno "siamo evoluti", ma non sapranno più riconoscere la vita. Costruiranno macchine che pensano, reti che vedono, occhi che non dormono mai. Ma perderanno lo sguardo. Riempiranno la mente di numeri e il cuore di rumore, e chiameranno questo progresso. Ma dentro, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Teo Bo: Mmmm... a questo punto mi alzo, Vado a fare colazione con cappuccio e brioches [...]

  • Dax: Fa riflettere....Like

3
3
30

Capitan Uncino

La bellezza non ha una sola faccia

21 May 2026

Quando la pioggia scendeva, tanta da non poterci stare tutta dentro, il torrente fuggiva via, aggrappandosi al proprio ventre e inseguito da se stesso urtava gli scogli del suo letto. Navigava mosso ma leggero, quando la neve si immergeva nelle sue acque, durante la stagione delle primule fiorite. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Povero Giuseppe....non meritava. E povera famiglia e anche il cane....like

  • Teo Bo: Caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo Giuseppe, secondo me riuscita [...]

5
8
46

Attenzione ai dettagli

20 May 2026

Si dice spesso che l’amore renda ciechi. Nel caso di Francesca l’amore le aveva tolto anche l’udito selettivo, perché da anni ascoltava Stefano senza mai davvero sentirlo. Stefano era uno di quegli uomini che si definiscono “attenti ai dettagli”. Alto, sempre perfettamente pettinato, con quella [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
8
35

Il Mito dei Dioscuri: Dal Segno dei Gemelli alla Perfezione dell'Uovo

Dalle stelle di Castore e Polluce all'espressione "Aus dem Ei gepellt":

20 May 2026

C’è un’eleganza intrinseca nel Mito dei Dioscuri, Castore e Polluce, che trascende il tempo. Inoltre c’è un dettaglio curioso che lega questi eroi divini a un’espressione idiomatica tedesca molto comune: "so schön wie aus dem Ei gepellt" (bello come sbucciato dall'uovo). Sebbene oggi suoni come [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

22
20
136

Monsieur le Docteur

Un'altra vita

19 May 2026

I boulevard sono tutti illuminati dalle luci di un Natale a cui mancano solo poche ore e sulla strada dell'hotel la bancarella dei vecchi libri sta per chiudere. «Dix euros?» «Bien monsieur, au revoir et joyeux Noël». La copertina è viola, le pagine ingiallite, scritte a mano con una calligrafia [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Walter Fest: Buongiorno a tutti. Dico al volo la mia. Premesso che trovo bellissimo il confronto [...]

  • Pindaro: Amore inganno morte misericordia mistero s'intrecciano in poche righe. [...]

4
3
47

Ci siamo persi

19 May 2026

Ci siamo persi amore mio in questo intricato labirinto verde dove non arriva luce né suono. Eravamo mano nella mano sulla strada che avevamo deciso di percorrere verso est dove il sole sorge ogni mattina dove volevamo vedere nascere il nuovo giorno dalla finestra della nostra casa di fronte al [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dario Mazzolini: Sarà, gentile Lorenzo che ho un'affinita particolare per la narrazione [...]

  • Asbe: Il viaggio verso l'est come speranza e nuovo inizio per progetti futuri, [...]

6
5
32

Bellezze senza tempo

Ovvero: i canoni di bellezza sono relativi, i calzetti corti no.

Miu
19 May 2026

Stavo scrollando Facebook come si fa alle undici di sera quando non hai niente da fare, ma non riesci ad andare a letto. Pollice in automatico. Gatti, pubblicità di diete miracolose, compleanni di gente che non conosci. Poi mi appare lei. “Principessa iraniana dell'800. Simbolo di perfezione [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
5
89

La svolta

Il travaglio … del nonno

18 May 2026

Estate 2025. La mattina del 26 luglio Raffaele era pronto, come ogni giorno di vacanza che si rispetti, a compiere il suo personale sacrificio quotidiano: andare al mare. “Un impegno alquanto gravoso, di quelli che logorano l’anima e il fisico, soprattutto se affrontati con dedizione e continuità”, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Teo Bo: Quante verità in 4 minuti di racconto! Bravo, per la sottile ironia [...]

  • Dax: bello. Like

4
5
31

Favola moderna

esperimento di scrittura

Dax
18 May 2026

Grimilde appoggiò il palmo della mano destra sul lettore a scansione biometrica. Una porzione di parete della libreria in mogano scivolò di lato con un soffio. Entrò nell’ambiente in penombra, le scarpe tacco 12 passarono dal parquet al marmo. La porta si chiuse alle sue spalle e le luci fredde [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
5
41

L'estate di Gigio

Dialogo surreale tra un bambino lucido e uno romanista

17 May 2026

L’estate di Gigio Era l’estate del 1984. Io e il mio amico Alessio, detto Gigio, sì, lo so, come Gianluigi Donnarumma; chissenefrega, e comunque Alessio è arrivato prima, ingannavamo la noia delle calde e pigre giornate estive pedalando per Macerata con le nostre biciclette. La scuola era finita [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Lo Scrittore: mi rendo conto di quanto sia esteso il fenomeno del tifo, della squadra del [...]

  • Aquilarandagia75: grazie per il tuo giudizio e per il tuo like, hai colto la piccola, o grande, [...]

Torna su