Prima di quella mattina, quella che ha dato una svolta alla mia esistenza, la mia vita era un disastro. Con l'arrivo dei trent'anni avevo deciso che dovevo assolutamente trovare marito. Lo cercavo in modo talmente morboso che mi ritrovavo sempre a vivere relazioni assurde. Così, in balia degli eventi, arriviamo a quella mattina che mi ha cambiato la vita. Frequentavo Luca, uno spilungone trentacinquenne di quelli convinti che il mondo sia in debito con loro, e che, in attesa della grande occasione, vive con mamma e papà e si fa dare la paghetta, come a quindici anni. Io invece cercavo di barcamenarmi con un lavoravo part time alla segreteria dell'università e di accasarmi con Luca. Che poi in realtà mai e poi mai avrei voluto dividere il mio patrimonio genetico con quella sottospecie di larva! Comunque quella mattina io e Luca eravamo diretti al canile perchè l'esimio fidanzato aveva deciso che era tempo di prendere un cane, che, ovviamente avrebbe curato sua mamma. Eppure mi sembrava una buona idea. Se ora vuole un cane, a breve vorrà un figlio, è il promo passo per mettere la testa a posto, pensavo. Pensavo male, ma l'ho accompagnato lo stesso. E meno male! Perché è proprio al canile che la mia vita è cambiata, è lì che ho, finalmente, incontrato il mio Principe Azzurro, quello con cui vivere per sempre felice e contenta. All'ingresso ci ha accolti una ragazza molto giovane e minuta dal sorriso accattivante pronta ad accompagnarci e aiutarci nella nostra decisione. Mentre ci raccontava vari aneddoti sui cani e cercava di capire cosa facesse a caso nostro, Luca mi ha guardata e ha espresso la sua perla di saggezza “Bianca ma non senti che puzza qui? E poi non c'è neanche un cane di 'marca', io non lo voglio un bastardo”. Sembra assurdo ma sono felice che l'abbia detto, mi ha aperto gli occhi, ho finalmente ascoltato il mio grillo parlante, quello che zittivo da tempo. Mentre la volontaria del canile rimane attonita, faccio quello che anche lei vorrebbe fare, lo prendo a calci in culo e lo caccio dal canile, e dalla mia vita. “Mi chiamo Bianca e mi scuso per il comportamento di quel cretino del mio ex fidanzato”, “Sono Sara, e non so come hai fatto a stare con lui, me lo chiedo da quando siete entrati!”, la volontaria scoppia in una risata fragorosa e mi invita a proseguire il giro a vedere i cani. Ed è in quel momento che succede. Lo incontro. Un batuffolo nero col pelo ispido e una grande macchia bianca sull'occhio destro. Il cucciolo è nella gabbietta insieme ad altri tre cagnolini ma lui mi colpisce, ha qualcosa di diverso. Scavalca i compagni di box e, allegro e festoso, si arrampica letteralmente sulla gabbietta per venirmi a salutare. E' un Pierino la Peste, è amore a prima vista. Non ci ho pensato due volte, Sara è raggiante e io, la fiera mamma di Pierino, uno splendido esemplare di cucciolo meticcio dal pelo ispido e la faccia buffa, cammino sulle nuvole. Non ho mai avuto cani e non so come farò ad organizzarmi ma sono così felice. La convivenza con Pierino è allo stesso tempo un disastro e una meraviglia. Una vera pacchia appena arrivati a casa con guinzaglio, cuccia, diversi giochi, ciotola e pappa nuovi di zecca, siamo sopravvissuti al veterinario e iniziamo a conoscerci meglio, siamo felici e innamorati.Passato il primo idilliaco momento in cui credevo di aver trovato l'unico cucciolo tranquillo e 'immuodisastro' sono tornata con i piedi per terra e ho capito di essermi illusa, ma che bella la mia vita con Pierino. La mia casa è un po' più disordinata, le mie pantofole sono distrutte e passo le giornate a correre per passare con lui ogni minuto libero,ma non sono mai stata così felice. Cercavo marito e ho trovato molto di più, un pestifero, amorevole e simpaticissimo cane, un amore vero e puro e ho capito cosa voglia dire amare ed essere amatiper davvero. Certo nessun uomo riuscirà mai ad amarmi come il mio Pierino ma ora so che cosa voglio anche da un compagno a due zampe e non mi accontenterò sino a che non troverò un amore almeno lontanamente simile a quello che mi lega al mio cane.


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