Era il gennaio del 1984. Ed era anche la mia prima riunione di lavoro. Da circa due mesi ero nell'organico di questa azienda americana e questo incontro serviva per mettere a punto le strategie di marketing per il nuovo anno. La convocazione era, per tutte le equipe dell'Italia centrale, per la tarda mattinata di martedì 22 gennaio all'hotel Michelangelo di Firenze, un quattro stelle della catena Star Hotels, situato a pochi passi dal fiume Arno, di fronte al Parco delle Cascine e a 700 metri circa da Ponte Vecchio. Arrivai per l'ora di pranzo, il tempo necessario per prendere possesso della camera e mi ritrovai davanti ad un buffet pieno di ogni ben di Dio. Nel pomeriggio, dopo la sessione plenaria che ci impegnò per un paio di ore, fummo lasciati liberi. Una doccia salutare mi ritemprò dalla stanchezza del viaggio e dalla noia della riunione, dopo di che scesi nella hall. Era un bellissimo albergo, la hall era molto grande, arredata con dei comodi divani e poltrone in pelle. Mi accomodai di fronte alla reception in attesa di qualche collega per decidere il da farsi per il dopocena. Cominciai a sfogliare distrattamente un quotidiano trovato sul tavolino davanti a me, i miei occhi però vagavano in ogni dove della hall, dall'ingresso alla reception, dalle poche persone sedute sui divani agli ascensori che salivano e scendevano. E proprio uno di questi catturò tutta la mia attenzione non appena si aprì la porta. Ne uscì una coppia. L'uomo, sulla quarantina, indossava una divisa da pilota e trascinava una trolley nera mentre lei, di poco più giovane, indossava degli attillatissimi pantaloni bianchi con un maglione color fucsia; si tenevano per mano mentre facevano per raggiungere l'uscita dell'hotel. Un taxi era in attesa davanti all'ingresso, e dopo aver caricato la trolley nel portabagagli si scambiarono un bacio che sapeva di saluto, l'uomo entrò in auto e in un attimo si allontanò sotto lo sguardo della bellissima signora che subito dopo rientrò in hotel sedendosi in una poltrona non lontano da me. Si accese una sigaretta e cominciò a scrutarsi intorno, da destra a manca, come una telecamera. Improvvisamente i nostri sguardi si incrociarono, la fissai per qualche secondo, poi abbassai gli occhi verso la rivista che avevo sulle ginocchia, forse per educazione o meglio per imbarazzo. Dopo qualche attimo tornai a guardarla, e con ancor più grande imbarazzo notai che mi stava ancora fissando. Non feci in tempo a pensare qualcosa che la vidi alzarsi, sempre con lo sguardo su di me, mi passò davanti, e mentre mi regalava un dolce sorriso mi mostrò, con fare inequivocabile, la chiave della sua stanza con il numero bene in evidenza: 302. Spinse il bottone per chiamare l'ascensore e poco dopo sparì dietro le porte che si chiudevano, continuando a fissarmi e ad ammiccare alla chiave della sua stanza. Il mio cuore pompava a mille all'ora. Mi guardai intorno per cercare di capire se fossi veramente io il mittente di quel messaggio. Non c'era nessun'altra persona nelle mie vicinanze, quindi le attenzioni della bella signora erano rivolte proprio a me. Fu un attimo. Feci le scale a due a due, non aspettai nemmeno l'ascensore. Arrivato al terzo piano mi trovai davanti a un lungo corridoio, la 302 era in fondo, cominciai ad avanzare rallentando l'andatura; vedevo, verso la fine del corridoio, riflessa sulla moquette, la luce di una porta aperta, feci un rapido calcolo guardando i numeri delle stanze e capii che era la 302. Arrivato in prossimità della sua stanza la vidi seminascosta dietro la porta che mi sorrideva e invitava ad entrare. Appena varcai la soglia chiuse la porta e ci si appoggiò con la schiena continuando a fissarmi con quel suo sorriso seducente, quindi mi si avvicinò gettandomi le braccia al collo e stampandomi un lungo bacio sulla bocca. La strinsi forte a me, facendo scorrere le mie mani lungo la sua schiena per poi farle scendere lentamente sui suoi glutei e premendola al mio corpo. Cominciavo ad eccitarmi. Non capivo più niente. Senza sapere come, ci ritrovammo a letto, avvinghiati l'uno all'altra. Le mie mani la scrutarono tutta, il suo corpo non aveva più segreti, la sua bocca lanciava gemiti di piacere. Andammo avanti per non so quanto tempo, fino a quando non rimanemmo esausti uno sull'altra, immobili, con il respiro affannato. Si spostò di fianco a me e si accese una sigaretta gettando la prima boccata di fumo verso il soffitto, poi si girò verso di me e sorrise di nuovo. Alla mia domanda di sapere il suo nome mi rispose con una tenera carezza: "E' importante?" mi rispose. "No", le dissi, e mi avvicinai per baciarla, ma mi chiuse la bocca con due dita e si alzò dirigendosi verso la doccia, io non potei fare altro che accompagnare con lo sguardo quel meraviglioso corpo nudo che poco prima era stato mio. Quelle sue due dita davanti alla mia bocca mi fecero capire che la meravigliosa quanto inaspettata serata era giunta al termine, rimasi qualche secondo ancora ad ascoltare il rumore dello scrosciare dell'acqua che accarezzava il suo corpo e cominciai a rivestirmi. Uscì poco dopo, avvolta da un accappatoio color fucsia e da un buonissimo odore di vaniglia del suo bagnoschiuma, feci per avvicinarmi a lei ma questa volta mi poggiò la mano sul petto. "Buona fortuna", mi disse aprendo la porta della camera. Rimasi a guardarla ancora qualche secondo. "Anche a te", risposi, ed uscii. Mi voltai per guardarla un'ultima volta ma la porta si chiuse inesorabilmente. Ripercorsi a ritroso il lungo corridoio scendendo lentamente le scale, raggiunsi l'uscita dell'hotel. Non avevo voglia di andare a letto. Arrivai senza accorgermene a Ponte Vecchio, accompagnato dal silenzio di una tarda serata di gennaio, ma il freddo pungente mi fece tornare immediatamente sui miei passi e varcai la soglia dell'hotel Michelangelo nel momento in cui il silenzio fu interrotto dal rombo dei motori di un aereo che si allontanava per chissà quale destinazione.

 

Tutti i racconti

2
3
25

Ellie

22 May 2026

«Ellie! Ellie!» «Rispondimi, amore... Ellie!» «No, Ellie!» La voce della madre echeggiava tra le case del quartiere, come un richiamo affettuoso, quelli che i bambini fingono di non sentire quando hanno troppa fretta per andare. Per voltarsi. Il mondo intorno era quieto. Immobile, come dopo un [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
2
15

L'amico scomparso 1/3

Ritorni e rimpianti

22 May 2026

“Signore e signori, benvenuti a Roma. Abbiamo appena toccato terra. La temperatura esterna è di 18 gradi. Vi preghiamo di rimanere seduti con le cinture allacciate fino allo spegnimento del segnale luminoso e all'arresto completo dell'aeromobile al gate. Grazie per aver volato con noi, arrivederci". [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    la prima puntata mi sembra stia delineando una storia davvero interessante.
    to [...]

  • Elena Assante: bravissimo come al solito

2
3
56

Ed è questo il tempo.

21 May 2026

E verrà un tempo in cui gli uomini diranno "siamo evoluti", ma non sapranno più riconoscere la vita. Costruiranno macchine che pensano, reti che vedono, occhi che non dormono mai. Ma perderanno lo sguardo. Riempiranno la mente di numeri e il cuore di rumore, e chiameranno questo progresso. Ma dentro, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Teo Bo: Mmmm... a questo punto mi alzo, Vado a fare colazione con cappuccio e brioches [...]

  • Dax: Fa riflettere....Like

3
3
30

Capitan Uncino

La bellezza non ha una sola faccia

21 May 2026

Quando la pioggia scendeva, tanta da non poterci stare tutta dentro, il torrente fuggiva via, aggrappandosi al proprio ventre e inseguito da se stesso urtava gli scogli del suo letto. Navigava mosso ma leggero, quando la neve si immergeva nelle sue acque, durante la stagione delle primule fiorite. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Povero Giuseppe....non meritava. E povera famiglia e anche il cane....like

  • Teo Bo: Caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo Giuseppe, secondo me riuscita [...]

5
8
46

Attenzione ai dettagli

20 May 2026

Si dice spesso che l’amore renda ciechi. Nel caso di Francesca l’amore le aveva tolto anche l’udito selettivo, perché da anni ascoltava Stefano senza mai davvero sentirlo. Stefano era uno di quegli uomini che si definiscono “attenti ai dettagli”. Alto, sempre perfettamente pettinato, con quella [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
8
35

Il Mito dei Dioscuri: Dal Segno dei Gemelli alla Perfezione dell'Uovo

Dalle stelle di Castore e Polluce all'espressione "Aus dem Ei gepellt":

20 May 2026

C’è un’eleganza intrinseca nel Mito dei Dioscuri, Castore e Polluce, che trascende il tempo. Inoltre c’è un dettaglio curioso che lega questi eroi divini a un’espressione idiomatica tedesca molto comune: "so schön wie aus dem Ei gepellt" (bello come sbucciato dall'uovo). Sebbene oggi suoni come [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

22
20
136

Monsieur le Docteur

Un'altra vita

19 May 2026

I boulevard sono tutti illuminati dalle luci di un Natale a cui mancano solo poche ore e sulla strada dell'hotel la bancarella dei vecchi libri sta per chiudere. «Dix euros?» «Bien monsieur, au revoir et joyeux Noël». La copertina è viola, le pagine ingiallite, scritte a mano con una calligrafia [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Walter Fest: Buongiorno a tutti. Dico al volo la mia. Premesso che trovo bellissimo il confronto [...]

  • Pindaro: Amore inganno morte misericordia mistero s'intrecciano in poche righe. [...]

4
3
47

Ci siamo persi

19 May 2026

Ci siamo persi amore mio in questo intricato labirinto verde dove non arriva luce né suono. Eravamo mano nella mano sulla strada che avevamo deciso di percorrere verso est dove il sole sorge ogni mattina dove volevamo vedere nascere il nuovo giorno dalla finestra della nostra casa di fronte al [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dario Mazzolini: Sarà, gentile Lorenzo che ho un'affinita particolare per la narrazione [...]

  • Asbe: Il viaggio verso l'est come speranza e nuovo inizio per progetti futuri, [...]

6
5
32

Bellezze senza tempo

Ovvero: i canoni di bellezza sono relativi, i calzetti corti no.

Miu
19 May 2026

Stavo scrollando Facebook come si fa alle undici di sera quando non hai niente da fare, ma non riesci ad andare a letto. Pollice in automatico. Gatti, pubblicità di diete miracolose, compleanni di gente che non conosci. Poi mi appare lei. “Principessa iraniana dell'800. Simbolo di perfezione [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
5
89

La svolta

Il travaglio … del nonno

18 May 2026

Estate 2025. La mattina del 26 luglio Raffaele era pronto, come ogni giorno di vacanza che si rispetti, a compiere il suo personale sacrificio quotidiano: andare al mare. “Un impegno alquanto gravoso, di quelli che logorano l’anima e il fisico, soprattutto se affrontati con dedizione e continuità”, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Teo Bo: Quante verità in 4 minuti di racconto! Bravo, per la sottile ironia [...]

  • Dax: bello. Like

4
5
31

Favola moderna

esperimento di scrittura

Dax
18 May 2026

Grimilde appoggiò il palmo della mano destra sul lettore a scansione biometrica. Una porzione di parete della libreria in mogano scivolò di lato con un soffio. Entrò nell’ambiente in penombra, le scarpe tacco 12 passarono dal parquet al marmo. La porta si chiuse alle sue spalle e le luci fredde [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
5
41

L'estate di Gigio

Dialogo surreale tra un bambino lucido e uno romanista

17 May 2026

L’estate di Gigio Era l’estate del 1984. Io e il mio amico Alessio, detto Gigio, sì, lo so, come Gianluigi Donnarumma; chissenefrega, e comunque Alessio è arrivato prima, ingannavamo la noia delle calde e pigre giornate estive pedalando per Macerata con le nostre biciclette. La scuola era finita [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Lo Scrittore: mi rendo conto di quanto sia esteso il fenomeno del tifo, della squadra del [...]

  • Aquilarandagia75: grazie per il tuo giudizio e per il tuo like, hai colto la piccola, o grande, [...]

Torna su