Avevo sempre creduto che l'attimo fosse un rifugio dal passato stritolante e un paravento leggero opposto al futuro, corrucciato e ostile. Cercavo sempre di scrollarmi dalla schiena le necessità alla nascita, con una certa noia e per l'impiccio, e un lieve ghigno a corrompere questo volto così dolce, a detta di alcuni, quasi nauseante, a detta mia. Certo il ghigno della noia mi riportava al mondo, come una mina che esplode in testa. Dovevo solo vivere l'attimo per il tempo sufficiente a non scivolare nella ripetizione, facile vero? Per niente. Troppe distrazioni e apparenti necessità in agguato, troppe parole provenienti dall'esterno, troppe luci intermittenti, troppi rumori inutili. In effetti, lo cercavo spesso, quell'istante perfetto. O meglio, sapevo della sua esistenza, della sua possibilità di verificarsi. Dovevo solo aspettare che le circostanze si rincorressero fino a incontrarsi nel punto esatto, nella perfezione dell'attimo. E nel frattempo vivevo percorrendo un piano cartesiano pressoché infinito, nell'attesa.
Quando lo sento avvicinarsi, inizio a guardarmi attorno, a fissare lo sguardo in una direzione senza alcun senso né un motivo.

Poi tutto avviene nella mia mente, l'ambiente si trasforma e diventa positivo, favorevole, perde tutta l'ostilità del moderno indossando odori e colori di altri attimi ormai passati ma vissuti fino a morire, nello spazio di secondi, affacciandosi su un'altra galassia, fino a lasciarci un po' di esistenza.

Che potrei farmene, se l'alternativa fosse consumarla nella rozzezza del quotidiano?
È nella strada che l'attimo si lascia trovare più facilmente.

Camminando veloce, col naso verso il cielo e le mani infilate nelle tasche vuote e polverose, posso vederlo che si nasconde dietro una porta o appoggiato a una balaustra o che sale le scale nella stazione della metro. Sorrido, stormi di pensieri mi tirano le labbra, stringo la stoffa della giacca con le mani, è proprio lui e corre dritto verso di me. Gli vado incontro, abbracciando l'atmosfera, baciando la possibilità di una nuova avventura. E riaprendo gli occhi, scopro che lui è già corso via. Mi volto, tristemente.

Alla fine non pensavo di chiedere la Luna. Volevo solo sentire l'olezzo dell'attimo in corsa, sentire il peso del mio corpo scivolare via dalle mie narici, dalle mie labbra. Lasciarlo scappare, finalmente, con tutto il suo ingombro.

Odiavo la noia delle necessità corporali, io volevo vivere solo di sogni, fantasie, storie e avventure, mie, di altri, di sconosciuti incontrati sui treni, ai semafori, alla posta.
Volevo vivere tutte le loro vite, filtrarle e restituirle loro purificate, collaudate, perfette, prive di insoddisfazioni.

In quei momenti sospesi sentivo concentrarsi tutta la forza di gravità nell'ipotalamo.

Con la storia e il tempo, eternamente abbracciati, che mi spingevano lungo i pensieri, fuori dagli eventi, fuori dalla meschinità del vivere quotidiano. Oh sì, era quello che volevo. Non disturbare la Luna, solo viaggiare verso di lei, in balia del caso, in un attimo eterno, respirando il profumo del mondo.

1
1
5

La banda di mastro Leonardo e il mistero di Ronaldo in campo

Natale in giallo

11 December 2018

Ore 15, l'arbitro sta per fischiare l'inizio dell'incontro di calcio fra Juve e Napoli. L'allenatore dei bianconeri guarda concentrato i suoi ragazzi schierati in campo ma c'è qualcosa che non lo convince. Si gira verso il suo vice, lo scambio di sguardi fra i due è un grande punto interrogativo, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

1
1
2

ESSERCI

11 December 2018

Strapazzi la mia meraviglia col tuo sorriso. Poi attraversiamo la pioggia e dall'altra parte ci sorprende il sole nonostante lo abbiamo visto tante volte. Le tue mani sulle mie spalle come a dire sono qui. Ma io lo so che ci sei. Che il tuo abbraccio è il mio rifugio sicuro. In fondo [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

7
7
22

Semper fortis

10 December 2018

La verità è che questa è una frase che tatuerò presto sulla mia pelle. Devi mandare un segnale, devi lottare e passare attraverso tutte le sfumature della solitudine per capire appieno queste parole. C'è stato un periodo in cui avevo bisogno dell'approvazione e del sostegno. Ma la verità è che [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

1
1
9

VIAGGIO A BREMA

10 December 2018

Tirolo settentrionale, 1957. "È un po'di tempo che non ci vediamo e mi farebbe piacere rivederti. E farebbe piacere anche a Peter e ai ragazzi". Questo il tono della lettera che Freda aveva scritto a Monika, la sua amica d'infanzia. Così, dopo qualche tentennamento e considerando che era estate [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
4
12

Una storia

09 December 2018

Ero poco più che una bambina, quando l'alito appannava i vetri della stanza e stavo ore ad osservare la neve cadere, fantasticando di giocare a palle di neve affondando i piedi nel ghiaccio o soltanto immergervi le mani per formare un gran bel pupazzo tutto da ammirare. Già, perché le mie fragili [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Puccia: Bello e bella l'idea di fotografie letterarie, similmente racconti che [...]

  • Giofilo: Grazie Puccia...mi fa piacere che approvi l'idea di fotografare la realtà [...]

2
2
15

Vivere

09 December 2018

La dottoressa Knopfer preparava la lezione di biologia. Aveva studiato alla Queen Mary of London e ne divenne docente col tempo ottenendo una cattedra in molecolare. Si laureò in anticipo coi tempi; con l'intuito di un facchino sapeva rendersi utile ancor prima che servisse. Aveva appreso il seme [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
1
8

TERROR  EN  LA  CAPILLA  MORTUARIA

09 December 2018

Carmen si reca al cimitero per far visita ai propri defunti e portare dei fiori. Dopo aver allestito fiori e piante, sta per andar via, quando ricorda di dover portar fuori un secchio con dell'acqua. Scende nella cappella, ma un colpo di vento improvviso fa chiudere il cancelletto della stessa, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
6
17

L'ALTRO NATALE

08 December 2018

E puntuale come ogni anno sta arrivando il Natale, neanche tanto in punta di piedi poi. Lui arriva e basta. Anche se nessuno, me compreso, lo ha invitato. Anche se sinceramente potrei farne a meno. Arriva come ogni anno in uno sfavillio di luci stroboscopiche visibili dalla Luna e odore di caldarroste [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Puccia: Già potrei darti anche ragione, ciò non toglie che il Natale [...]

  • Fabrizio Arnò: Carissimi Giuseppe, Scrittrice, Walter e Puccia... ognuno di noi vive di emozioni, [...]

8
15
22

Rose blu - Gemelli - 3/3

Natale in giallo (P 3 di 3 Lorena)

08 December 2018

Tre mesi dopo Manuela esce di casa per andare all’università; stamattina esame di sociologia. Sale sul suo scooter, indossa il casco e mentre lo fa con la coda dell’occhio vede una figura che ha un che di conosciuto. L’uomo indossa un paio di Lewis sdruciti, un giubbotto di pelle scuro e occhiali [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Puccia: Bravi tutti, mi unisco a tutti i commenti e bravo anche Walter, bel discorso!

  • Surya: Bravi,bravi, bravi! Siete il top del top entrambi, messi insieme siete stratosferici, [...]

6
6
13

La banda di mastro Leonardo e il mistero degli amici

Natale in giallo

08 December 2018

Il commissario Trabalza stava impazzendo perché da un po di tempo era subissato di denuncie di furti e strani comportamenti ambientali da parte degli amici, erano stati chiamati così i robot di ultima generazione utilizzati per pubblica utilità. Negli uffici postali dietro gli sportelli c'erano [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Walter Fest: Giuseppe voglio essere ripetitivo, i tuoi commenti sono bellissimi, corretti, [...]

  • Puccia: Divertente, sei uno spasso!

4
2
22

Insegnami l'amore

07 December 2018

Amami come io non so fare insegnami l'infinito. raccontami l'amore con le tue mani. Fammi viaggiare nei deserti della passione. Prestami i tuoi occhi per scoprire le sfumature dell'alba. Allenami il cuore. Accarezza le mie paure fino a farle svanire come rugiada in un giorno di sole. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
1
10

VITE  VAGANTI 

07 December 2018

Quattro amici si rivedono dopo un anno e decidono di trascorrere insieme un giorno al mare. Partono in auto da Milano e nelle due ore che li separano dalla costiera ligure, decidono di raccontarsi l'ultimo anno vissuto da ognuno di loro. Andrea è tornato da poco dalla Francia, dove si era rifugiato [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su