Antefatto: Daredevil, alias Matt Murdock, è il nuovo guardiano di Gotham. Batman, prima di morire, gli ha lasciato Tau, una IA in grado di simulare la voce del padre, deceduto anni prima.

 

Gotham, ore 10:30 pm, zona Grey Haven

Piove da ore. Non la pioggia sottile di Hell’s Kitchen. No. Qui è più simile a piombo liquido, sporco, come se anche il cielo stesse marcendo lentamente. Daredevil è su un tetto. Il palazzo sottostante è un vecchio edificio vittoriano trasformato da poco in un co-working iper-hipster. Un esempio perfetto della gentrificazione che lo infastidisce più di quanto voglia ammettere. Il vecchio Grey Haven era un rifugio per senzatetto, poi un centro giovanile. Ora? Open-space e caffè tostato a mano. Nessun rifugio. Solo marketing.

Tau rompe il silenzio.

 

Tau:

(voce del padre, calma, severa) «Smettila di guardare in basso come se ci fosse un senso. Non è lì che troverai risposte, Matt. Non questa notte.»

 

Daredevil stringe il suo bastone multiuso. 

La bimba che non ha salvato mesi fa è ancora lì… il ricordo brucia. Poi  sente un suono familiare… un coltello che gira tra le dita.

 

Flashback – Gotham, un anno fa 

La scena è nitida. Un loft abbandonato. Pareti coperte di ritagli di giornale. Una figura al centro, con occhiali rotondi e mani guantate. Asporta con precisione chirurgica il viso di una vittima. Il corpo non ha più nome, ma una targhetta con scritto “Anonimo 45 – Tipologia C”.

Lombroso non uccide per passione. Uccide per sistema. Catalogare, classificare, ridurre l’essere umano a tipologie criminologiche. Dice di “finire ciò che Cesare aveva iniziato”. Un culto del controllo. Ma non è un pazzo. È freddo. È consapevole. Matt non vuole diventare così.

 

Presente – Gotham, zona Grey Haven

Tau

«Movimento al terzo piano, tre soggetti. Due in piedi. Uno… non si muove.»

 

Daredevil sa. Il cuore fermo. È una vittima. Si getta dal tetto, tre piani giù nel silenzio. Plana come un falco sull'androne. 

Eccoli. Due uomini armati. Nessun simbolo, nessuna affiliazione. Lavoro sporco da contractors.

 

Tau:

«Riconosco la firma. Collaboratori passati di Jean Right. La chiamavano “Mamma Dolorosa”.»

 

Il nome attraversa Daredevil come una pugnalata.

Stende il primo. Il secondo spara, ma Daredevil percepisce il colpo ancora prima che muova l’indice. Un calcio al polso e il colpo va nel soffitto. Poi un pugno secco al diaframma. Su un letto, una donna di circa 60 anni. Sguardo aperto, bocca piena di garza. Morta da ore. Sul muro, una scritta fatta col rossetto: “Il dolore è una moneta. Si spende, si investe, si moltiplica.” La firma è chiara. Dolorosa.

 

Gotham, interno ufficio di Matt Murdock

L’ufficio è al quarto piano di un edificio che prima ospitava una scuola pubblica, adesso convertito in “Polo di innovazione sociale”. Sulla porta c’è ancora il vecchio nome, “M. Murdock, Attorney at Law”. Una reliquia. Seduto alla scrivania, sguardo fisso su un fascicolo; tra le dita, il rosario che aveva da bambino. Lo fa scorrere piano, come se potesse dargli una risposta. Ma dentro la testa… Mr. W, sempre lui, sempre presente. Dalla TV accesa: «… Il sindaco W ha annunciato oggi il progetto di “Redenzione Urbana” per i quartieri disagiati di Manhattan. Intelligenze artificiali, videocamere biometriche e pene personalizzate. Un modello esportabile anche a Gotham, ha detto in conferenza…» È nauseato da ciò che sente.

 

Tau:

«Matt. Non sei in tribunale adesso. Sei qui. Gotham ti parla, ma tu la ignori. Stai diventando quello che odi.»

 

Daredevil stringe i pugni, ma non risponde.

 

Tau insiste: «W non è un uomo, è una dottrina. Ti ha preso tutto a New York. Se vuoi combatterlo, devi farlo con metodo, non con rabbia. Hai chiesto un’indagine. Lasciami fare il mio lavoro.»

 

Matt respira a fondo. Poi finalmente si alza e cammina verso la finestra. Fuori, Gotham pulsa di luci artificiali. Di sicurezza tossica. Poi Tau scarica i dati.

 

Tau:

«Convergenze rilevate in quattro casi negli ultimi tre mesi. Nessun legame apparente tra le vittime, ma tutte avevano un figlio sotto tutela dello Stato. Tutti i figli... scomparsi. Tre dati chiave:

1. Le madri erano inserite in programmi sperimentali di reinserimento sponsorizzati da W. 

2. Tutte erano sotto monitoraggio passivo IA – quanto tu stesso hai contestato in tribunale per violazione della privacy emotiva.

3. Le morti sono state catalogate come suicidi… ma due avevano tracce di atropina nei tessuti oculari. Un agente paralizzante.»

La voce di Tau si fa più grave.

«La tua Dolorosa sta scegliendo le sue vittime come simboli. Non sono semplici esecuzioni. Sono manifesti. Ogni uccisione è una lettera. Un alfabeto del dolore.»

 

Daredevil lo sa bene, lei sta lasciando un messaggio. Ma il problema non è solo lei, è anche il mondo che le ha permesso di nascere.

 

Matt:

«Lo vedi? W non ha ucciso quelle donne. Ma ha creato il sistema che le ha spinte nel vuoto. È come Commodo. Ha preso tutto. Ha distrutto i valori, e ora… ora siede sul trono.»

 

Tau:

«E tu sei Massimo? Ti basta essere distrutto per essere giusto? O vuoi vendetta? Perché se è vendetta… non ti serve l’avvocato. Ti serve solo il costume.»

 

Matt:

«… Voglio giustizia.»

 

Tau:

«Allora apri gli occhi. Ce n’è una ancora viva.»

 

Matt:

(sussurrando) «Chi?»

 

Tau:

«Si chiama Emily Keene. Trentatré anni. Un figlio sotto tutela. Programma di reinserimento annullato tre giorni fa. I dati predittivi la segnalano come prossima nella lista di Dolorosa.»

 

Matt si gira, prende il bastone. Il volto si indurisce.

 

Matt:

«Traccia la sua posizione. Prepara il dossier e… attiva il protocollo P.»

 

Tau:

(con tono severo) «Attivo. Ricordati, Matt: se entri in guerra con lei, finirai per guardarti nello specchio e vederla.»

 

Matt  sorride appena, un sorriso amaro.

 

Matt:

«Una sensitiva diventata schizoide dopo l'omicidio del marito e del figlioletto in una rapina... Spero proprio di no.»

 

Tau:

«Consiglio: nascondere Emily non basta. Dolorosa lavora sull’invisibile.»

 

Matt:

«No. La useremo.»

 

Tau:

(con tono grave) «Trappola?»

 

Matt:

«Lei ha lasciato un messaggio su un muro. Noi le risponderemo… con un teatro.»

 

Arrivato a casa di Emily, Daredevil decide di preparare una trappola, portando la donna in un altro luogo. Di sicuro la sensitiva la troverà.

 

… continua

 

 

NdA. Sceneggiatura per un'avventura di Daredevil a Gotham City

 

DISCLAIMER: Questa è un’opera fan-fiction realizzata senza alcuno scopo di lucro.

I personaggi, l’ambientazione e gli elementi degli universi narrativi originali appartengono ai rispettivi autori e/o detentori dei diritti. Nessuna violazione di copyright è intenzionale. Il presente racconto è stato scritto esclusivamente per intrattenimento e come omaggio alle opere originali.

Daredevil / Matt Murdock © Marvel
Batman © DC Comics

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