Tutto ciò che scrivo nasce da persone vere.

Non sempre lo sanno, non sempre lo sospettano, ma esistono - e starnazzano - davvero.

I miei racconti, le mie favole, le mie caricature non sono invenzioni: sono allegorie, ritratti travestiti, specchi deformanti, piccoli omaggi (o stoccate) a chi popola il mio mondo.

Questa favola non fa eccezione: l’oca, lo sciacallo, il manuale di psicologia, persino il torpedone… tutto ha avuto un’origine reale.

Il resto è solo piume e pantano.

-:-

 

Nella fattoria di PianAperta viveva un’oca convinta non solo d’essere la più intelligente della fattoria, ma anche l’unica degna di pensiero critico al mondo.

Non le bastava beccare il grano e starnazzare: voleva primeggiare, pontificare, sentirsi ammirata.

Un giorno trovò un vecchio manuale di psicologia caduto dal carro del padrone: un polveroso Compendio di psicologia spiccia in relazione alla cattedra di epistemologia.

Lo lesse tutto senza capirci nulla, ma i paroloni… i paroloni erano irresistibili: disforia, Klein, burnout, Skinner, alessitimia, coping, alienazione, Freud. 

Dopo averlo sfogliato al contrario e beccato un paio di pagine, si convinse d’essere nata per essere psicologa. O meglio… psichiatra.

Da quel giorno diagnosticò tutto a tutti:

  • La mucca soffriva di disforia, ovvero sbalzi d’umore cronici da stalla,
  • Il maiale era in pieno burnout da troppo fango,
  • Il cavallo manifestava coping disfunzionale con scarti improvvisi,
  • La gallina era affetta da alessitimia perché non distingueva più tra chicchi e sassolini,
  • Persino l’asino viveva in uno stato di alienazione permanente.

Intanto la sua testa si riempiva come una concimaia di paroloni dei quali non conosceva bene il senso, ma che sembravano così belli, importanti… d’effetto.

Nacquero così i suoi tre scritti e/o capolavori immortali:

  • Hai spiumato il mio posteriore e ne hai fatto un piumone,
  • Se sei nato zolla, non sarai mai becchime,
  • Non date ragione agli altri (ma a me sì) o vi aggredisco a beccate.

Quando li declamava, spalancava le ali, sbatteva le penne e faceva inchini teatrali davanti allo stagno.

Dal canto loro, gli animali della fattoria trattenevano a stento le risa: Il coniglio si piegava in due, il ragno fingeva di tossire, le mosche cadevano svenute, il maiale si rotolava nel fango con tutta la prole pur di non farsi sorprendere a sghignazzare.

 

Ma lei non si scomponeva:

“Io sono una psicologa certificata… certificata da me medesma! E voi siete solo bestie, animali ignoranti! Io, l'unica oca che ha superato il concetto stesso di oca!"

 

Poi, alzando il becco come fosse in cattedra, iniziava le sue lezioni: “Cari esseri sub-intellettivi, oggi vi parlerò della mia ultima scoperta: la Teoria del Becco Quantico. Essa dimostra che ogni mio starnazzo vibra nell’etere cosmico e genera onde concentriche che curano la disforia del fieno”.

Gli animali si guardarono tra loro. La gallina sussurrò al tacchino: “Altro che disforia del fieno… questa soffre di disforia del cervello”.

Ogni sera, immancabile, si specchiava nello stagno, gonfiava le piume, vi si tuffava dentro e chiedeva: “Stagno delle mie brame, chi è la più strafiga, intelligente, colta, simpatica, profonda studiosa del reame?”

E lo stagno, tra gorgoglii e ranocchi, rispondeva: “L’oca più strafiga, intelligente, erudita, profonda, mia ocaggine divina, sei sempre tu… anche perché ti sei tuffata qui e non sei ancora tornata su”.

 

Subito dopo, l’acqua si intorbidiva, vomitando pantano.

Passarono i giorni, passarono i mesi, e gli animali non ne poterono più.

Pur di non sentirla starnazzare decisero di darle ragione in tutto. Ma non fu sufficiente. 

 

Stremati, organizzarono una colletta per regalarle un biglietto sul primo torpedone di passaggio, destinazione: Contea della Papera Impazzita.

Il conducente resistette appena dieci minuti alla Teoria del Becco Quantico, poi sterzò verso la stazione di servizio e la lanciò fuori dal finestrino.

Fu così che l’oca, ruzzolando nella polvere, andò a cadere proprio tra le fauci dello Sciacallo del Letamaio, che da giorni le girava intorno annusando il vento.

Non la divorò - non ne era capace - ma le leccò le piume con aria servile, pronto a portarne in giro gli starnazzi come fossero ululati da predatore. I due si allontanarono insieme: lei tronfia come sempre, lui fedele portavoce di ogni sua vanteria.

E da allora, quando qualcuno esagera con i paroloni credendo di sembrare intelligente, in paese lo chiamano subito: “BlaBlaQuack”.

 

Morale della favola

Chi parla a vanvera, senza ragione,

si perde tra fumo, paroloni e finzione.

Chi invece sa dire poco ma bene,

non finisce mai sul torpedone in catene.

Tutti i racconti

7
6
52

Un messaggio dal passato

23 August 2026

Quando mia madre è morta, è successo qualcosa che non avevo previsto. Il dolore, invece di lasciarmi immobile, mi ha spinto all’indietro. Sempre più indietro. Avevo bisogno di scavare nel passato, perché era l’unico modo che mi era rimasto per immaginare un futuro senza di lei. Così ho cominciato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • lottimista: Dolore, dolcezza, nostalgia che senti addosso, raccontati da una penna agile [...]

  • Jeanjeudi: Bello. Vero. Complimenti sentiti.

4
4
24

Lo strapazzo, poi mi ammazzo

23 August 2026

Era bello che per quel giorno lavorassimo accanto, troppo tempo era passato. Mi disse subito che la bambina stava più che bene e per piacere di non farle altre domande. Avevo un sorrisetto destato dall'ammirazione per la splendida forma fisica della mia ex moglie, inebetito e pronto a pagare le [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
7
48

IL RACCONTO DI DIO

DIO SI FA UN GIRO NEL QUARTIERE

22 August 2026

Erano giorni che si diceva che nel quartiere girasse una macchina sospetta. Un attentatore, forse, ma chi veniva ad attentare alla vita di disperati come noi? Le bombe, se ci vedevano, sarebbero implose da sole. Allora, l’ipotesi più accreditata era che potesse essere un maniaco. Io ascoltavo questi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Ondine: Originale e ben scritto. Ho apprezzato molto anche i commenti.

  • zeroassoluto: Benvenuto "ragazzo"!!!
    Ho super apprezzato...

5
5
30

La mia famiglia

22 August 2026

La mia famiglia è sparpagliata. Un pezzo qua e un pezzo là. Amiche lontane e vicine, sorelle nel cuore, ognuna con la sua vita e presenti come anime fluttuanti. Vecchi amori che restano, trasformati, migliorati. È due creature che parlano una lingua diversa dalla mia, fatta di carezze, accudimento [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • zeroassoluto: A volte non sappiamo chi siamo e cerchiamo spasmodicamente di ricomporci.
    Ma [...]

  • ducapaso: Spettatrice, quindi il denominatore comune della tua famiglia sei tu?
    Un [...]

7
14
63

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Riccardo: davvero molto carino Ondine, Brava.E come dice Paolo non hai saputo saputo [...]

  • Ondine: Ciao Riccardo,
    Scoprendo Forrester, l'ho visto e anche più di [...]

4
11
41

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Un racconto che sa fi vento gelido. like

  • Teo Bo: Urka! Momento giallo vissuto con intensità. Grazie per la gratificazione [...]

6
10
70

La donna volante

20 August 2026

Volava, volava, volava. Le bastava chiudere gli occhi, anche solo per un istante, e in quel buio lei poteva scorgere le nuvole, tutte intorno a sé. E mille giochi di luce le danzavano intorno, quando i raggi del sole si insinuavano in quel manto candido e soffice. Non importava chi ci fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
14
45

Che fare?

20 August 2026

Che condizione strana. Più mi fai felice più sono spaventato. E tu sei come me: sei spaventata. Come faremo a sapere come si concluderà tutto questo? Ci distruggeremo a vicenda, oppure ci salveremo l'un l'altro? Nel frattempo, però, che male. Quanto mi pesava il petto, sapendo che stavo costruendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Mary: Magari esseri di luce, non so...comunque anche essere innamorati della sofferenza [...]

  • Riccardo: Una delle frasi più celebri di Fëdor Dostoevskij sulla felicità [...]

4
4
41

SOGNO ALCHEMICO

19 August 2026

Nigredo Era calata una notte scura senza luna. Lui stava percorrendo il sentiero nel bosco con l'istinto di un animale selvatico. Il maestro gli aveva appoggiato la mano sulla fronte ed era rimasto in silenzio ad occhi chiusi a pregare. Alla luce di una candela gli aveva indicato la porta e lo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino....ma c'è un continuo?Like

  • zeroassoluto: Mi piace capire, like!.. da wikipedia:
    Magnum Opus (alchimia) - Wikipedia [...]

6
9
53

Zia Evelina

19 August 2026

Pomeriggio inoltrato di metà luglio. Squilla il telefono. «Pronto?» «Buongiorno, lei è il signor Gustavo Fiorito?» «Sì, sono io.» «La chiamo dallo studio del notaio Velasco. Dovrebbe venire venerdì prossimo alle 18 per comunicazioni riguardo alla signora Evelina Santorelli, deceduta un mese fa.» [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Ognuno ha il diritto di vivere come vuole: basta non far male a nessuno. PEr [...]

  • Riccardo: molto molto dolce! Un plauso ad Evelina, donna che non si è piegata [...]

7
7
62

Finché non verifichi

Anatomia di un'attesa

18 August 2026

La luce del frigorifero si accende. Fuori è buio. Resti con lo sportello spalancato senza prendere niente. Una bottiglia d’acqua, mezzo limone e un contenitore sigillato con la pellicola. Lo sposti di un centimetro. Richiudi. Sul tavolo il telefono si illumina. Lo raggiungi pensando sia lei. Non [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Hai descritto perfettamente l'attesa di un amore perfetto distante e idealizzato [...]

  • zeroassoluto: Amore malato lontano dagli occhi, a senso unico.
    Amore sbagliato di chi [...]

5
12
43

I tempi della mia infanzia

Quando la famiglia e la comunicazione erano valori inestimabili

18 August 2026

Bei tempi quelli della mia infanzia: un mondo sospeso tra semplicità e calore umano, un’epoca in cui il senso di appartenenza al nucleo familiare e alla comunità era il vero tessuto connettivo della vita quotidiana. Ricordo come tutto ruotasse attorno all’amore genuino, al rispetto reciproco e [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

Torna su