Terzo giorno.

La mattina il Tribunale Civile di New York aveva cambiato argomento, ma non umanità.

«Causa numero 318. Risarcimento danni da infortunio stradale».

Matt si alzò.

«Per l'attore».

Dall'altra parte, puntualissimo, comparve Furio.

«Per il Comune».

Il giudice lesse il fascicolo.

«Il signor... è caduto con lo scooter in una profonda buca stradale».

Furio annuì con sicurezza.

«Signor Giudice, quella buca era perfettamente visibile».

Matt attese.

Furio estrasse un tubo di cartone.

«Ed ho la prova».

Srotolò sul banco un'enorme stampa.

«Google Earth».

Il giudice lo guardò.

«Avvocato...».

«Si vede benissimo.»

«È una fotografia satellitare».

«Appunto!».

«Scattata due anni prima».

«Ma la strada è quella».

Matt prese la parola con calma.

«Il punto non è se la buca fosse teoricamente visibile dall'alto. Il punto è se, nelle concrete condizioni di marcia, il danneggiato avesse una reale possibilità di evitarla».

«Obiezione!»

«Non siamo in un legal drama, avvocato Zoccano».

«Ha ragione, Signor Giudice. Mi sono lasciato prendere».

Matt continuò.

«Il dovere di prudenza dell'utente della strada non elimina quello dell'ente proprietario di mantenerla in condizioni ragionevoli di sicurezza. Quando l'ostacolo diventa inevitabile, il semplice fatto che possa essere visto non basta, da solo, a trasferire ogni responsabilità sul cittadino».

Furio iniziò ad agitarsi.

«Ma... ma... ma la buca si vede!».

Sventolava la fotografia come una bandiera.

«Si vede dallo spazio!».

«Avvocato...».

«L'hanno vista pure i satelliti!».

«Avvocato».

«Forse la vedevano anche gli astronauti!».

Il giudice sospirò.

«Avvocato Zoccano, posi Google Earth».

Furio si sedette di colpo.

«Però era una bella foto».

 

Quella notte.

Una banca.

Il caveau era già aperto.

Davanti alla porta blindata stava Bocco, con le braccia spalancate come un conquistatore davanti alla città appena espugnata.

«Sei arrivato».

«Non avevo dubbi».

«La Visione me lo aveva annunciato».

Matt incrociò le braccia.

«Sai, ho riflettuto».

«Finalmente».

«La tua "Visione" ha un nome».

Bocco sorrise soddisfatto.

«Lo sapevo».

«Sì».

«È il Destino?».

«No».

«La Provvidenza?».

«Nemmeno».

«Allora?».

«I filosofi la chiamano Weltanschauung. Una visione complessiva del mondo».

Bocco rimase immobile.

«Lo sapevo».

«No, non lo sapevi».

«Ma adesso lo so».

«Temo che tu abbia imparato la parola senza migliorare il concetto».

«I grandi conquistatori vengono sempre fraintesi».

«Tu, per ora, hai conquistato un caveau».

«È l'inizio».

«Continui a dirlo».

«Perché è vero».

«Oppure perché suona bene».

Bocco ruggì e si lanciò all'attacco.

Purtroppo, proprio in quell'istante, un fitto banco di nebbia avvolse la zona.

Per rispetto della verità storica, e dell'impossibilità materiale di vedere alcunché, lo scontro può essere riassunto soltanto così:

Crash. Clang. Thud.

Sbam. Kroom. Tunk.

 

Quando la nebbia si dissolse, il caveau era devastato.

Daredevil respirava affannosamente.

Di Bocco restava soltanto un'eco.

«La Visione!».

«Sì, sì...» borbottò Matt. «Portala lontano».

Tau comparve nell'auricolare.

«È fuggito».

«Lo so».

«Ti preoccupa?».

Matt sorrise amaramente.

«Sai cos'è che mi preoccupa davvero?».

«No».

«Ho un vecchio amico fiorentino».

«Quello di Alan Ford».

«Proprio lui».

«Ebbene?».

«Spero che non legga mai le cronache americane».

«Per quale motivo?».

Matt sospirò.

«Ho paura che finisca per convincersi che vivo davvero dentro un fumetto».

Tau rifletté un istante.

«Considerati i tuoi avversari...».

«Non dirlo!».

«... la sua sarebbe un'ipotesi perfettamente comprensibile».

Matt, suo malgrado, scoppiò a ridere e pensò: «Conoscendolo, ti replicherebbe: "Euntussaiimia"

 

 

Questa è un’opera di fan-fiction realizzata senza alcuno scopo di lucro. I personaggi, l’ambientazione e gli elementi degli universi narrativi originali appartengono ai rispettivi autori e/o detentori dei diritti. Nessuna violazione di copyright è intenzionale. Il presente racconto è stato scritto esclusivamente per intrattenimento, come omaggio e nel rispetto delle opere originali.
Daredevil / Matt Murdock © Marvel

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