Dal calare del sole fino all'alba, nelle notti di luna nuova, nei campi attorno al villaggio compaiono migliaia di lucine danzanti.

Elisa sta praticamente trascinando, con la forza dei suoi otto orgogliosi e intrepidi anni, la povera Caterina.

— Dai, Cate! Corri!

E Caterina, che era già in pigiama quando è stata trascinata fuori casa all'improvviso, non ha tanta voglia di correre.

— Ma Elisa, le ciabatte sono scomode… E non vedo nulla! E comunque, se scoprono che siamo uscite dal paese, come minimo ci mettono in castigo — borbotta dall'alto della saggezza dei suoi dieci anni.

Però la segue, perché lasciare sua cugina andare in giro da sola di notte non le sembra una buona idea.

E non ha nemmeno torto. Perché girare da sole di notte, anche se il paese è un posto estremamente tranquillo, può essere pericoloso.

Ma Elisa è un treno in corsa, alimentato dall'entusiasmo.

— Le fate, ti dico! Andiamo a vedere le fate!

— Ma Elisa, sono lucciole, come quelle che si vedono per tutta l'estate!

— No, sono fate! Credimi, io lo so! Me lo ha detto il nonno!

Caterina rotea gli occhi e accelera un po' il passo. Prima arrivano, prima Elisa vedrà le lucciole, prima torneranno a casa.

Improvvisamente, Elisa le lascia la mano, si ferma e si accuccia sul bordo di uno dei campi, dove l'erba alta arriva fino alla vita.

— Ssssh! — fa Elisa a sua cugina, mentre le fa cenno di abbassarsi. — Guarda, guarda! — sibila a Caterina in un sussurro eccitato, indicando l'erba davanti a loro.

Caterina si accoscia, beata gioventù che non fatica a fare gli squat, e guarda nel punto che l'altra le ha indicato. Ci mette un po' a mettere a fuoco: inizialmente strizza gli occhi, ma poi comincia a intravedere un brillio tra gli steli alti dell'erba.

I luccichini si muovono in modo disordinato ma armonioso e, quando un refolo d'aria muove l'erba del campo, si sollevano verso il cielo, continuando la loro danza a mezz'aria come se nulla fosse accaduto.

— Sono lucciole. Sono belle, ma sono lucciole — sospira Caterina.

— E invece no. Vieni.

Elisa si rialza, le prende di nuovo la mano e si infila tra l'erba alta.

— Ma non si vede niente! Dove vai? — protesta Caterina.

Elisa non le risponde. Avanza con passi lenti per non spaventare le lucine, finché si ferma, immobile.

I luccichini cominciano a danzare attorno a Elisa e, poco dopo, anche attorno a Caterina, che l'ha seguita controvoglia.

Mentre Elisa sorride, con il naso all'insù, Caterina si trova faccia a faccia con una delle lucine, che le danza davanti e quasi le si posa sul naso.

Con espressione incredula, Caterina si stropiccia gli occhi.

Quella… non è una lucciola!

Deve aver visto male. 
Oh, sì.

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