Premessa tecnica:

Per dolo eventuale si intende l'accettazione del rischio di compiere un reato: ad esempio, io rubo ma accetto il rischio di commettere anche un omicidio perchè il proprietario dell'oggetto sottratto potrebbe difendersi. Per colpa cosciente si intende la convinzione che il reato non potrà accadere: ad esempio, guido a 100 km/h in città e ritenendomi un guidatore provetto, penso di non investire nessuno.

 

Antefatto:

Batman è morto. viene sostituito a Gotham City da Daredevil / Matt Murdock, fuggito da New York City.


Il vicolo è stretto. Troppo.
Il costume giallo di Daredevil riflette la luce sporca dei neon.

 

Due Facce:

Una moneta gira tra le dita.
«Sai qual è la differenza tra un incidente e una scelta, diavolo? Il coraggio di guardarla in faccia».

 

Matt sente il cuore di Dent.
Non batte: oscilla.

 

Daredevil:
«Harvey Dent non credeva al caso».

 

Due Facce:
La moneta si ferma.

«Harvey Dent credeva nella responsabilità. Poi ha capito che nessuno vuole davvero l’evento, ma tutti lo accettano. Se prevedi il danno… e continui, perché dovrei distinguerti da chi lo vuole?»

 

Daredevil:
Matt stringe i pugni. Con voce roca: «Perché prevedere non è volere».

 

La moneta vola e cade sul dorso della mano di Due Facce che non guarda il risultato.

 

Due Facce:
«Vedi? Anche tu aspetti l’esito. Io almeno sono onesto».

La moneta, per Dent, non decide. Ratifica.

«La città sapeva. Il costruttore sapeva che il ponte poteva cedere. Il banchiere sapeva che il prodotto era tossico. Il procuratore sapeva che il testimone era fragile. Eppure tutti hanno detto: andrà bene».

Cammina in cerchio, come in aula.

«Questa favola la chiamate colpa cosciente. Io la chiamo vigliaccheria semantica».

«Se prevedi l’evento e continui ad agire, accetti il rischio. Se accetti il rischio, accetti il danno. Se accetti il danno, lo hai già voluto, solo senza il coraggio di ammetterlo».

Dent si ferma.

«Batman lo sapeva. Sapeva che lasciandomi qui, solo, Gotham avrebbe generato mostri peggiori. Ha accettato il rischio».

Sorride solo metà volto.

«Testa o croce: anche lui è colpevole».

 

Silenzio.


Il vuoto lasciato da Batman pesa come una prova non contestata.

Matt avanza. Non per combattere, per deporre.

 

Daredevil:
«No. Tu confondi l’oggetto del rischio con il fine dell’azione.

Chi agisce con dolo eventuale vuole il risultato come prezzo accettabile. Chi agisce con colpa cosciente resiste al risultato, anche se lo prevede. Io entro in azione sapendo che qualcuno può morire. Ma agisco in modo da evitarlo. Tu giudichi perché pensi che accadrà.

Tu trasformi la previsione in condanna. Io la trasformo in responsabilità».

 

Due Facce:

Ride, la voce è incrinata. «Parole. Alla fine il morto è morto».

 

Daredevil:
«No. Perché se tutto è dolo, allora nessuno sceglie più il bene. Batman non è morto tre anni fa. È morto quando hai deciso questo».

 

Due Facce:
«La vostra distinzione è comoda. Dolo eventuale. Colpa cosciente. Due etichette per non dire la verità. Nessuno agisce più al buio. Avete dati. Modelli. Previsioni. Chi oggi “spera” lo fa contro l’evidenza».

 

La moneta torna nella mano di Dent.

 

«Quando Batman ha deciso di non uccidere il Joker, sapeva che avrebbe colpito ancora. Non lo voleva? Certo. Ma lo ha accettato. Questo è dolo eventuale. Non psicologico. Strutturale».

Dent affonda con un mezzo sorriso: «Se prevedi e continui, sei responsabile di ciò che segue. Sempre. Altrimenti il mondo è un alibi infinito. Io non sono pazzo. Sono l’unico coerente».

 

Matt resta immobile. Poi replica.

 

Daredevil:
«No, Harvey. Tu hai confuso accettazione del rischio con identificazione nel rischio».

 

Dent aggrotta la fronte. 

 

Matt continua: «Chi agisce con dolo eventuale si riconosce nell’evento dannoso se accade. Dice: “Era il prezzo”. Chi agisce con colpa cosciente si oppone interiormente all’evento fino all’ultimo istante. Non lo integra nel proprio fine.

Batman non ha accettato il male come prezzo. Ha accettato di combatterlo ancora. Tu invece hai fatto l’opposto. Hai preso il male futuro e lo hai usato come fondamento del giudizio presente».

 

Dent stringe la moneta.


«Tu punisci non perché accadrà. Punisci perché non credi più che possa non accadere».

 

Due Facce:
«Allora facciamola finita con le ipocrisie».

Alza la pistola. Non verso Matt, puntata al cielo.

«Io prevedo che qualcuno morirà per mano mia. Lo prevedo sempre».

 

La moneta vibra nell’aria. Testa o croce… non importa. Per la prima volta, Due Facce non sa cosa fare.

 

«Ma io non confido che non accada. Io lo accetto».

Riprende la moneta e sogghignando: «Vedi la differenza, diavolo? Io sono puro. Io sono dolo eventuale allo stato cristallino».

Dent incalza: «Se accettare il rischio è dolo, allora io sono colpevole — ma onesto. Non come voi, che vi raccontate la favola della colpa cosciente».

«E tu?», un passo verso Matt.

«Tu entri nei vicoli sapendo che qualcuno può morire. Tu lo prevedi. Dimmi, Daredevil, quando scendi in strada… accetti il rischio o confidi che non accada?»

 

Daredevil:
«Io prevedo il rischio. Ma confido razionalmente che la mia azione lo riduca».

 

Due Facce:

«Bugia! Se davvero confidassi che non accada, non combatteresti così!»

 

Daredevil:

«No. Combatto proprio perché confido che possa non accadere».

 

La distinzione è sottile. Ma è letale. Dent stringe la moneta, la mano trema.

 

Matt affonda il colpo finale.

«Io confido che il male non accada e agisco per impedirlo. Tu sei certo che accadrà e agisci per legittimarlo».

 

La moneta cade a terra. Rotola, poi — impossibile — si ferma in piedi, incastrata in una fessura dell’asfalto.

Testa e croce insieme. Sistema bloccato. Dent la guarda. Il respiro va fuori fase.

 

Due Facce:
Sottovoce. «Se confido che non accada… tutto quello che ho fatto…»

Non finisce la frase. Cade in ginocchio. Non sconfitto, disarmato. 

 

Batman è morto da tre anni. Alla fine, però, Gotham è salva per merito del nuovo venuto. Questa notte almeno.

 

Sirene in lontananza.

 

Daredevil:

Daredevil sa una cosa con chiarezza dolorosa: ogni notte che scende in strada prevede il peggio eppure confida che non accadrà. Non per ingenuità. Per scelta. La colpa cosciente pesa così: non ti assolve, ma ti obbliga a perseverare nel tuo lavoro, nella tua quotidianità, nelle difficoltà quotidiane della vita.

Matt ripensa a Batman. Non come mito. Come uomo che ha confidato fino all’ultimo che il limite avrebbe retto.

«Se non confido che non accada…» mormora, «allora smetto»… e si rituffa nel buio continuando la sua crociata.

 

 

DISCLAIMER: Questa è un’opera fan-fiction realizzata senza alcuno scopo di lucro.

I personaggi, l’ambientazione e gli elementi degli universi narrativi originali appartengono ai rispettivi autori e/o detentori dei diritti. Nessuna violazione di copyright è intenzionale. Il presente racconto è stato scritto esclusivamente per intrattenimento e come omaggio alle opere originali.

Daredevil / Matt Murdock © Marvel
Due Facce / Harvey Dent, Batman e Joker © DC Comics

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