Ripresi a camminare; eppure, qualcosa era cambiato. L’odore dell’asfalto bagnato mi arrivava alle narici con un’intensità nuova. Ogni crepa nel marciapiede mi appariva un varco verso qualcosa di indefinito, ogni aiuola come un mondo. Mi fermai, indeciso, e guardai di nuovo la crepa. Per un istante credetti di scorgere ancora quel balenare nero e giallo.

Scossi il capo e proseguii. Ma, mentre mi allontanavo, avvertii sotto la pelle un lieve fremito. Sapevo, senza saperlo davvero, che sarei tornato lì. Che la terra, prima o poi, avrebbe richiamato ciò che in me si era risvegliato.

Più tardi, a casa, mi guardai nello specchio del bagno. Mi parve che i miei occhi fossero quelli di un insetto: iridi nere, ovali, prive di luce; la pelle traslucida, come ricoperta da un sottile strato d’unto. Gridai, e quel suono mi fece sobbalzare. Mi riguardai: ora era tutto a posto. Doveva essere stata un’allucinazione.

Il giorno dopo tornai nella zona del parco in cui avevo visto l’animaletto. Smossi con il piede altri sassi dell’aiuola, sperando di rivederlo. Poi, come se avvertissi uno sguardo addosso, mi raddrizzai. Un uomo sedeva su una panchina poco distante e mi osservava. Sembrava sorridere, ma era troppo lontano per esserne certo.

Feci finta di passeggiare attorno ai sassi che avevo smosso, come se vi fossi inciampato per caso, per non destare sospetti. Misi la mano nella tasca dei jeans per prendere il cellulare e simulare una telefonata, ma mi accorsi di averlo dimenticato a casa.

Quando lanciai un’altra occhiata verso la panchina, l’uomo era ancora lì, immobile come una statua. Mi avvicinai; allora quello si alzò e si allontanò lentamente. Per un attimo pensai di seguirlo, poi cambiai idea. Cercai di dimenticare l’accaduto.

Per molto tempo non accadde nulla. All’inizio mi ero preoccupato, ma col passare dei mesi me ne scordai. Era stata solo un’allucinazione, mi dissi.

Poi, in primavera, la scena si ripeté, inaspettata. Questa volta non c’era un sasso né una crepa visibile. Eppure, mentre camminavo lungo un sentiero fangoso, sentii di nuovo quel richiamo muto salire dalla terra. Il suolo, umido e scuro, sembrava una creatura viva sotto i miei piedi. Questa volta, però, non fu solo un’immagine: il bisogno di umidità divenne fisico, insopportabile. La pelle mi bruciava al sole e il dolore spariva solo nell’ombra. Le mani si fecero lisce, fredde.

Un altro giorno mi accadde qualcosa di ancora più strano. Camminavo lungo il sentiero del parco quando, senza preavviso, mi fermai. Abbassai lo sguardo sulle mani: sentii un formicolio sottile risalire dai palmi. Le dita tendevano ad unirsi lentamente. Provai ad aprirle, ma non ci riuscii subito. La pelle tirava. Ebbi l’impressione che la mano non servisse più ad afferrare, ma a scivolare, a fendere l’aria e la terra umida. Un’immagine mi attraversò la mente: il buio sotto le foglie, il fresco compatto del fango, il corpo che avanza senza incontrare resistenza.

Il cuore mi batté forte. Inspirai a fondo e, con uno sforzo che mi parve innaturale, le dita tornarono a dividersi. Tutto rientrò nella normalità. Eppure, mentre riprendevo a camminare, restò in me una certezza: qualcosa stava riprendendo la sua forma originaria.

Il giorno dopo tornai ancora nel parco. Smossi altri sassi dell’aiuola. Poi avvertii di nuovo uno sguardo. L’uomo era sulla panchina.

«Splendido esemplare di Plethodon!» disse fissandomi.

«Come, scusi?»
«Va tutto bene?»

«Sì. Perché non dovrebbe?» risposi, eludendo la domanda.

L’uomo inclinò la testa.

«Ha fatto sogni strani, ultimamente?»

«Come, sogni?»

«Niente, niente… mi scusi se l’ho disturbata. Comunque, se vuole parlare…» 

Mi porse un biglietto da visita e si allontanò tra gli alberi.

Lo lessi: Dott. Carlo Ferriani, zoologo, Direttore del Parco Zoologico. Sorrisi, chiedendomi cosa c’entrassi con la zoologia.

Quella notte sognai come ero venuto al mondo. Vidi il rituale di accoppiamento dei miei genitori, inciso nel DNA: una danza antica fatta di sfregamenti, feromoni e silenzi chimici. Il maschio avanzava, la femmina lo seguiva in una danza lenta. Dopo pochi passi, deponeva una capsula traslucida; lei raccoglieva lo sperma con le labbra. Quei due esseri non si sarebbero mai più incontrati.

La femmina cercava una cavità umida, deponeva le uova e vi restava sopra per settimane, girandole con pazienza, nutrendosi anche di quelle morte per proteggere le vive.

Al risveglio sapevo: non avrei più potuto evitare la metamorfosi.

Tutti i racconti

5
10
38

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Per prima cosa like, like like.
    La scoperta che non siamo tutti cattivi [...]

  • Ondine: Dax: no non lo sapeva nessuno che fosse un poeta. Dopo la sua morte - succede- [...]

2
9
24

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: LS/ZA oh, ci sta che uno riesca a uccidere rapidamente due persone in quel [...]

  • Rubrus: PS: piaciuto.

6
10
53

La donna volante

20 August 2026

Volava, volava, volava. Le bastava chiudere gli occhi, anche solo per un istante, e in quel buio lei poteva scorgere le nuvole, tutte intorno a sé. E mille giochi di luce le danzavano intorno, quando i raggi del sole si insinuavano in quel manto candido e soffice. Non importava chi ci fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
13
42

Che fare?

20 August 2026

Che condizione strana. Più mi fai felice più sono spaventato. E tu sei come me: sei spaventata. Come faremo a sapere come si concluderà tutto questo? Ci distruggeremo a vicenda, oppure ci salveremo l'un l'altro? Nel frattempo, però, che male. Quanto mi pesava il petto, sapendo che stavo costruendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Leobiagi: ciao Mary. Non sono sicuro che non soffrire mai nella propria vita possa essere [...]

  • Mary: Magari esseri di luce, non so...comunque anche essere innamorati della sofferenza [...]

4
4
41

SOGNO ALCHEMICO

19 August 2026

Nigredo Era calata una notte scura senza luna. Lui stava percorrendo il sentiero nel bosco con l'istinto di un animale selvatico. Il maestro gli aveva appoggiato la mano sulla fronte ed era rimasto in silenzio ad occhi chiusi a pregare. Alla luce di una candela gli aveva indicato la porta e lo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino....ma c'è un continuo?Like

  • zeroassoluto: Mi piace capire, like!.. da wikipedia:
    Magnum Opus (alchimia) - Wikipedia [...]

6
9
51

Zia Evelina

19 August 2026

Pomeriggio inoltrato di metà luglio. Squilla il telefono. «Pronto?» «Buongiorno, lei è il signor Gustavo Fiorito?» «Sì, sono io.» «La chiamo dallo studio del notaio Velasco. Dovrebbe venire venerdì prossimo alle 18 per comunicazioni riguardo alla signora Evelina Santorelli, deceduta un mese fa.» [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Ognuno ha il diritto di vivere come vuole: basta non far male a nessuno. PEr [...]

  • Riccardo: molto molto dolce! Un plauso ad Evelina, donna che non si è piegata [...]

7
7
59

Finché non verifichi

Anatomia di un'attesa

18 August 2026

La luce del frigorifero si accende. Fuori è buio. Resti con lo sportello spalancato senza prendere niente. Una bottiglia d’acqua, mezzo limone e un contenitore sigillato con la pellicola. Lo sposti di un centimetro. Richiudi. Sul tavolo il telefono si illumina. Lo raggiungi pensando sia lei. Non [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Hai descritto perfettamente l'attesa di un amore perfetto distante e idealizzato [...]

  • zeroassoluto: Amore malato lontano dagli occhi, a senso unico.
    Amore sbagliato di chi [...]

5
10
41

I tempi della mia infanzia

Quando la famiglia e la comunicazione erano valori inestimabili

18 August 2026

Bei tempi quelli della mia infanzia: un mondo sospeso tra semplicità e calore umano, un’epoca in cui il senso di appartenenza al nucleo familiare e alla comunità era il vero tessuto connettivo della vita quotidiana. Ricordo come tutto ruotasse attorno all’amore genuino, al rispetto reciproco e [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Tempi passati purtroppo. Allora di giocava in cortile con tutti i ragazzini [...]

  • Gennarino: zeroassoluto: Grazie per aver letto e commentato. Buona serata.

3
4
39

Diario di una Mangiuomini – 17 Luglio 2XXX

17 August 2026

Caro Diario, sono un po’ di giorni che non ti scrivo. Sono stata... via. Ma finalmente ho raggiunto l’undicesima posizione! Certo quel mezz’uomo e mezzo piccione mi ha quasi messo alle strette con tutto quel... guano... Bleah. Mi si era pure appiccicato tra i capelli... Una delle battaglie più [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Le bambine devono essere addestrate al combattimento dalla nascita.
    Like

  • Anderwritten: Grazie a tutti del feedback!

    Rispondendo a Paolo: Più che "votata" [...]

6
7
51

Senza la logica della volpe

17 August 2026

Stamattina, appena alzata, ho subito realizzato che il piede sinistro non mi doleva più, dopo mesi di tormenti. Inoltre mi sono sentita piena di energia, un fatto estremamente raro per me. Ho cominciato addirittura a rassettare la casa, ancor prima di far colazione. Fatti oggettivamente mai registrati [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Carino ma ora?Senz'anima cosa farà la protagonista?Like

  • Rosa rosa: Grazie a tutti. Scrivo di getto in seguito ad un pensiero o lavorando su qualcosa [...]

2
1
63

Ballata De Baia Domizia

16 August 2026

Ballata De Baia Domizia Sulla spiaggia de Baia Domizia, osservo il mare: è calmo, nun dice bugie. Respira piano, come un vecchio blues. Accarezzato dalle ali dei gabbiani porta con se una nuova voce mentre Il vento passa leggero e si porta via questa vita mia. Questa sorte brucia dentro l’animo [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
5
46

IL PARADOSSO DEL 12° SEGNO. LA BILANCIA, IL SEGNO CHE NON ESISTEVA NONOSTANTE THEMIS

Primo di tre contributi dedicati alla nascita del segno zodiacale della Bilancia

16 August 2026

Come fa il segno dell'equilibrio e della giustizia a essere un'invenzione artificiale e tardiva? Per capire la Bilancia dobbiamo scavare nel tempo prima del tempo, quando l'universo era governato dai Titani. Themis (Temi) non è una divinità olimpica comune: è figlia di Urano (il Cielo) e Gaia [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su