La botteguccia è lì da tempo immemore: in quella stradina stretta, lunga appena poche decine di metri, che da un lato sbocca sulla via che costeggia la chiesa e dall’altro, attraverso alcuni gradini, immette nella piazza che si apre sul lungofiume. Credo che la viuzza, il quartiere, la città intera e forse l’universo mondo, abbiano avuto origine da lì e si siano sviluppati attorno al negozietto. Ora, cosa venda la vecchia bottegaia non lo saprei dire con certezza. So però che quando Maria Francesca le si rivolse, fece ritorno a casa con una bustina contenente strani semini secchi con i quali si preparò una tisana calda che bevve prima di mettersi a letto.
Anche Mariolino quel giorno entrò nel negozio. Si guardò attorno e, fra le tante fragranze provenienti dai minuscoli cassetti del modesto mobilio, lo colpì, come una scossa d’energia aliena eppure riconoscibile, il profumo fresco di Maria Francesca che persisteva ostinato. Il giovane inspirò con avidità allungando il collo per cavalcarne la scia.
«Sei innamorato, Mariolino?»

La voce lo fece sussultare e sul volto si diffuse un rossore puberale. Due occhioni verdognoli lo fissavano da sopra gli occhialini da presbite abbassati sul naso. Mariolino rimase immobile, incapace di spiaccicare una parola, mentre la donna tirò fuori da un cassettino un pizzico di semini e lo pose sul piatto della bilancia di precisione, sistemata in bella mostra sul piccolo bancone. Evidentemente non soddisfatta, riaprì il cassetto e attinse qualche altro semino. Il bilancino ebbe una lievissima scossetta prima di ritornare fisso e stabile. La bottegaia, con un sorriso impercettibile che tuttavia aggiunse una piega ulteriore alla pelle ancora luminosa del viso, infilò il mucchietto di semi in una bustina e lo consegnò al giovane.
Addormentatosi dopo aver bevuto la tisana, Mariolino si ritrovò davanti ad un pesante portone in legno intarsiato. Lo spinse con forza spalancandolo del tutto: una luce accecante lo investì. Non si perse d’animo e varcò la soglia: al di là dell’uscio era giorno pieno, il sole caldo pareva giocare con i fiori multicolori solleticandone i petali profumati. Un viottolo di ciottoli si dipanava tra il verde dei prati e più in là, sotto una nuvola di fiori di ciliegio, la figura elegante di Maria Francesca, adagiata sopra una panchina dipinta di rosa, sembrava attenderlo ansiosa.
«Vieni avanti, non aver paura».
«Eccomi! Non osavo sperare d’incontrarti ed invece... eccoti! Bella come non t’ho vista mai».
Lei lo guardò con occhi penetranti: «ti ho sognato tante volte, ormai ti conosco bene. E voglio stare con te».
« Dici che mi hai sognato? Ma... non è forse questo... un sogno?»
«Chi può dirlo? Chissà cos’è sogno e cos’è realtà... io voglio solo che quando ci sveglieremo, o sogneremo di farlo, tu continui a tenermi stretta a te come in questo momento».
Mariolino le diede un bacio leggero sulle labbra: «sei andata anche tu alla botteguccia?»
«Non so se ci sono andata oppure ho sognato d’andarci. Adesso non ha importanza, non voglio pensarci, non serve. Quello che voglio è svegliarmi e continuare a sognare, e poi sognare di riaddormentarmi e ritrovarmi a spiarti da dietro la tenda della mia cameretta, mentre sogni di andare a comprare i semini per incontrarmi».
Si svegliarono, o sognarono di farlo, ognuno nel proprio letto, soddisfatti e consapevoli di aver vissuto un’esperienza fondamentale della loro esistenza. Sogno o realtà che fosse.

Tutti i racconti

4
6
25

Il ritorno del Premio Chinotto

... e se potete aderite numerosi

05 June 2026

Amici lettori siamo in piena Primavera, l'Estate è alle porte, intorno a noi tutto va male ma noi che a voi lettori vogliam un gran ben siam qui a richiedere la vostra attenzione per strapparvi sorrisi con i ns/fatidici 30 secondi, 1 max 5 minuti di gioiosa lettura, quindi in questo momento veniamo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: ciao Walteru' ce se prova...l estro é appannato, magari va via col [...]

  • Teo Bo: Sto già lavorando al Chinotto. Non so se riuscirò a massacrarti [...]

14
8
70

Motel

un professionista

05 June 2026

Semplice. Avrebbe voluto che tutto fosse stato più semplice… Comunque, anche quella volta ce l'aveva fatta a finire il lavoro. Era uno che curava ossessivamente ogni dettaglio, ma si era stancato di esser chiamato solo per le faccende più complicate. Si buttò sul letto. Un intenso odore di lavanda [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Teo Bo: Quando la classe dei grandi cala sulla carta NON CE N'E' PER NESSUNO [...]

  • Settebellezze: ...come al solito scuoti l'anima. Inutile dire che "I like it"...o [...]

0
3
26

Il dolore di una figlia 2/2

04 June 2026

Ma Gerard continua a tenere fissi gli occhi sul soffitto; il sonno è lontano dalla sua anima angosciata. Vorrebbe chiamare ancora la figlia, ma non sa bene con quale pretesto: sa che anche oggi ha già fatto tanto per lui. È lei a tornare nella sua camera a notte inoltrata, quando il temporale è [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
5
55

Il piatto volante

04 June 2026

Pioveva da ore, di quella pioggia che insiste, borbotta e sembra voler partecipare alle discussioni di famiglia. L’appartamento era invaso da un odore di aglio, mare e intingolo d’orgoglio domestico, il genere di profumo capace di far confessare i peccati ai vicini. In una casa normale sarebbe [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • U2199: All'inizio il protegonista è antipatico, poi, con la visita del [...]

  • Andromeda: Carino! Mi è piaciuto il vecchietto che si è quasi autoinvitato [...]

1
2
32

Il dolore di una figlia 1/2

03 June 2026

A volte il mare a Lampedusa non restituisce alla spiaggia solo arbusti e alghe, ma anche resti umani. Gerard lo sa bene, ecco perché sente il suo debole respiro addirittura spezzarsi quando vede, dalla grande vetrata della sua camera, giungere la bufera. Quella sera, al tramonto, osserva con ansia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

9
6
50

Un euro d'onore

03 June 2026

Lo chiamavano John Wayne perché sul motorino (che poi era di suo fratello) aveva la decalcomania di un cowboy impegnato in un rodeo. Soprattutto, lo chiamavano così perché lui, Davide, John Wayne non lo poteva soffrire. Diventammo amici quando, a scuola, il preside ebbe l'idea di proporre un regolamento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
6
57

Facciamo finta che...

02 June 2026

Le luci al neon del Venom disegnano riflessi irregolari sul bicchiere, mentre Saffron lo rigira pigramente tra le mani. Poi lo posa sul bancone con un colpo secco, più deciso di quanto intendesse. Il barista si volta, richiamato dal suono, e le lancia uno sguardo interrogativo. La matricola è alla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: in effetti l'amore tende tutti in po' più distratti e sensibili....

  • Rubrus: Piaciuto. Che Saffron fosse una lui o una lei è secondaio, ma una cosa [...]

4
5
37

Il ditale d'oro

02 June 2026

È notte. Fuori c’è una bufera di neve che dura già da tempo. A terra, la coltre bianca sembra molto profonda. Alberi e vegetazione fitta. Null’altro. Ma dove mi trovo? Perché sono qui? Dentro è tutto freddo. La luce è andata via. Solo due candelabri emanano una luce fioca nell’enorme salone di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
47

Poesie

01 June 2026

Credemmo essere noi predestinati unici e invincibili facciamo i conti oggi con quel vissuto questo presente e un solo domani certo. 1983 Ci saremmo iniettati in vena dosi di calore sintetico illudendoci avrebbero quel gelo potuto alleviare che a noi era intrinseco. Lisergica [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

12
13
68

La zia Elvira

01 June 2026

In ogni famiglia esiste, più o meno, un parente folcloristico, un personaggio pronto a comparire solo nelle feste comandate — Natale e Pasqua — per poi sparire nel nulla per tutto il resto dell’anno, compleanni compresi. La nostra era la zia Elvira: zitella per vocazione, devota alla tragedia, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • U2199: La mia "zia Elvira" ha compiuto 100 anni, Sarà veramente un [...]

  • Dario Mazzolini: grazie a tutti voi che avete avuto la pazienza e la bontà di leggermi [...]

3
4
116

Playlist di noi. Parlarsi per davvero.

31 May 2026

È proprio questo il bello di volersi bene: sapere che esiste qualcuno a cui puoi dire tutto, senza filtri né paure. Qualcuno che non smarrisce mai la strada che porta al tuo cuore, perché quel cuore lo conosce, lo custodisce, lo sceglie ogni giorno. Lui mi spettina senza chiedere permesso, mi toglie [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Riccardo: felici di rilleggerti 💥

  • Dax: volersi bene svevo capito volete bene a sé stessi....like

1
4
35

IRIDE, la messaggera di Era

Non solo Hermes era il fautore della buona novella

31 May 2026

Nella mitologia, Iride era la messaggera degli dèi e agiva come un ponte tra l’Olimpo e la Terra. Veniva rappresentata con ali d’oro e vesti dai mille colori che, muovendosi velocemente nel cielo, lasciavano dietro di sé la scia luminosa che noi chiamiamo arcobaleno. Il Mito e la Comunicazione [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Molto interessante e istruttivo. Evidenzio che gli dei greci non erano onnipotenti, [...]

  • Vero_Mythologydecoding: Buongiorno grazie per il suo commento, gli dei erano proprio soggetti a questo [...]

Torna su