Oggi sono tornata nella casa dei miei nonni. 

Non ci entravo dall’ultimo compleanno di mia madre, l'ultimo che abbiamo festeggiato tutti insieme.

 

Appena varcata la soglia, un’onda di ricordi mi ha investito: ogni angolo evocava memorie, ogni stanza era un piccolo frammento di passato.

 

La cucina è ferma nel tempo: il tavolo di legno, con il ripiano in marmo bianco, mi rammenta le mani di mia madre che impastava e la luce che entra dalla finestra illumina la stanza come allora. Il corridoio al piano di sopra, quello che da piccola mi sembrava infinito e mi terrorizzava, oggi mi appare più corto e piccolo. Lo percorro decisa, godendomi ogni passo: non corro più, non ho più paura. 

 

Anche la stanza della nonna è rimasta intatta , le tende leggere ondeggiano appena e l’odore di lavanda sembra ancora fuggire dai cassetti, riempiendo la stanza di un profumo lieve. Sul comò riposa un barattolo di cipria già iniziato, lasciato lì come una piccola promessa di ritorno.

 

Mi incammino verso il paese, passo davanti al panificio, entro e compro i panini che la nonna portava con sé quando veniva a trovarci, quelli che noi nipoti aspettavamo con ansia. Il profumo caldo e fragrante mi riporta subito indietro. Sento le risate di mia madre, le chiacchiere della nonna, il rumore dei passi sul pavimento di legno. In un attimo sono di nuovo bambina, con le ginocchia sbucciate e le mani infarinate.

 

Nel mio giro tra i ricordi incontro persone che ripensano a lei con affetto: sorrisi che raccontano storie mai dette, sguardi che conservano memoria di lei. Tutto questo mi aiuta a sentirla ancora presente, dentro di me e in tutti quelli che l'hanno amata.

 

Santadi, un piccolo paese del Sud della Sardegna, oggi mi ha ricordato chi sono. 

E per la prima volta dopo tanto tempo, mi sento davvero a casa. La casa dei miei nonni non è mai stata vuota, ma piena di chi mi ha amato.



 

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