«Plotone attenti!» 

Nel silenzio irreale del bosco, sotto il fogliame che lasciava trapelare fasci di luce, un gruppo di persone assisteva incredula a un evento che li avrebbe segnati per tutta la vita. Le madri fecero girare la testa ai bambini affinché non vedessero. Anche gli animali tacevano, quasi fossero coscienti di assistere ad una barbarie. Non si sentiva nessun rumore, solo la voce del capitano.

«Puntate!» 

I presenti stringevano i pugni in preda a una rabbia che non poteva esplodere per non mettere a repentaglio la vita delle loro donne. Queste tenevano strette le teste dei figli contro le loro gonne in un’atmosfera di tensione collettiva.

Dovevano assistere e fissare nella memoria il viso di quell’ottuso capitano, un uomo senza umanità che, schiavo delle sue idee, stava per compiere un vero e proprio assassinio.

 «Fuoco!»

La scarica dei fucili risuonò tristemente fra gli alberi. Gli uccelli impauriti si levarono in volo in un frullare di ali, dal gruppo delle donne partirono delle grida di dolore. I bambini impauriti piangevano attaccandosi alle gonne delle madri poi, come d’incanto, un silenzio irreale piombò sulla scena. Nell’aria restava ancora l’odore della polvere da sparo. 

Il capitano impassibile, senza nessuna emozione sul viso, richiamò i suoi uomini, non prima di essere andato a sincerarsi dell’effettiva morte dei tre disgraziati. Lanciò un’ultima occhiata verso il gruppo di civili, come un monito poi, riformato il drappello, si allontanò a passo cadenzato verso il lato della montagna da dove era venuto. Come appena svegliati da un incubo gli uomini si mossero. Ordinarono alle donne di allontanarsi, che andassero tutte a casa portando con loro i bambini, non dovevano vedere i corpi accasciati delle vittime, il sangue ancora caldo usciva dalle ferite inondando la terra.

Allontanate queste, gli uomini decisero di seppellire le vittime nella radura, nello stesso posto dove erano stati uccisi. Alcuni con mezzi di fortuna cercarono di ripulire uno spazio adatto allo scavo. Altri si misero in cerca di qualcosa per scavare una fossa che contenesse i tre corpi. Due di loro bravi artigiani del legno si dedicarono alla costruzione delle croci da mettere sulla fossa. Tutto il pomeriggio, fino al calar del sole, lavorarono per rendere confortevole la dimora di quei poveri resti.

Uomini sacrificati alla stupidità di altri uomini, in nome di qualcosa che non riuscivano a capire e giustificare. 

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