Ecco mi vedete così, mezzo bruciato, le porte fuori dai cardini, le incisioni dorate annerite dal fumo dell'incendio e dalla polvere nera delle esplosioni. Ho avuto i miei tempi migliori cosa credete? Mi ha costruito Shemuel un falegname ebreo di Lubecca alla fine degli anni '30, secondo le indicazioni di Rabbi Jakob, dovevo essere l'armadio rituale per i rotoli della Torah nella sinagoga.

 

Poi arrivarono quegli uomini vestiti di nero con la croce uncinata sul braccio. Distrussero tutta la sinagoga, portarono via, non so dove, il povero Rabbi e ammazzarono il falegname Shemuel sulla porta della sua bottega. Io fui più fortunato, un ufficiale di quegli uomini in nero, mi fece portare via prima della distruzione.

 

Rimasi qualche mese in un deposito al freddo e al buio, poi quando l'ufficiale fu trasferito a Parigi, mi caricò su un vagone merci insieme ad altre cose che aveva razziato nel ghetto e diventai il pezzo pregiato della sua casa a Montmarte.

Solo che mi trasformò in un mobile bar, invece dei rotoli, su i miei ripiani c'erano bottiglie di liquore e di champagne. Non è che la cosa mi piacesse molto, ma sembra armadio ero, invece di cose per lo spirito conservavo spirito. Eh si l'umorismo yiddish me lo ha donato il povero padron falegname.

L'ufficiale rimase in Francia anche dopo la guerra, forse si era procurato documenti falsi. Comunque sia continuò a fare la bella vita, si era procurato diverse cose preziose.

Ma la ricchezza ingiustamente procurata finisce, anche perché il padrone aveva il vizio del gioco e così un brutto giorno arrivarono gli ufficiali giudiziari che portarono via tutto.

Quando fui venduto all'asta, nessuno mi acquistò e così finii in una cantina sotto il Palazzo di Giustizia.

 

Son rimasto li sotto per sessanta anni, una sistemazione confortevole, forse un po' buia, ma ero al caldo e mi sono mantenuto in buono stato.

Un giorno venne una squadra di muratori per tinteggiare le pareti, si accorse di me, uno di loro, si vede che era ebreo: “Ohi , ma questo è un armadio sacro. Devo portarmelo via. Ci posso fare un po' di soldi se trovo l'amatore” E così a fine turno arrivo con il suo furgone fino al passo carraio che portava alla cantina e mi portò via.

Non è che con me ci fece tanti soldi, lo portò da un rigattiere di mobili usati e rimasi in un cortile per diversi mesi sotto una tela cerata nera.

Altra singolare casualità, si trovò a passare un salumiere ebreo che doveva aprire un supermercato in periferia di cibi kosher e cercava mobili usati per arredare gli uffici. 

Si accorse di me e mi portò via per pochi franchi, intanto nel market , in attesa di trovare un bravo restauratore. E arriviamo all'altro ieri, sonnecchiavo, colpi di mitra, grida, odore di sangue.

Pensavo di essere di nuovo a Lubecca nel 1940. 

Davanti a me uno vestito di nero, impugna un mitra, spara all'impazzata, cadono corpi. 

 

È vestito di nero, ma non ha la pelle bianca e i capelli biondi, ma la pelle scura e i capelli neri. 

E non lancia ordini in tedesco, ma dal tono capisco che sono insulti contro gli ebrei. 

Poi ancora spari, esplosioni, un incendio, prendo fuoco, l'uomo in nero cade a terra morto.

Mi portano via, ma credo in discarica per la raccolta differenziata del legno e presto sarò segatura.

Fottutissimi essere umani, non finirà mai la violenza.

Tutti i racconti

2
6
22

Uno su dodici

03 March 2026

Quando siamo in gruppo, tutti e dodici insieme, mi capita spesso di posare il mio sguardo su di te. Ho alcuni "protetti" di cui mi interesso particolarmente, faccio caso alle loro reazioni e ai loro gesti; tu sei uno di questi. Proprio per questo motivo mi ritrovo spesso a pensarti. E non in una [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
3
16

Il solitario del fiume

03 March 2026

Quando il sole sorge colorando l’orizzonte, sono già accanto al fiume Fluente, pronto a imprigionare in bottiglie scure gli sbuffi di nebbia che nascono da quelle acque. Le bottiglie imprigionano solo la nebbia che porta con sé i richiami suadenti che intonano le ninfe malvagie delle acque per [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Miu: Un racconto breve, ma ha il respiro di una leggenda.👏

  • Lo Scrittore: allegoria della solitudine in un ambiente bucolico, dove scorre acqua e vita [...]

8
6
65

Fragile

02 March 2026

Si innamorava di ogni donna che gli donava un sorriso. Poteva essere la cassiera del supermercato, la commessa della forneria, o l’impiegata di banca che lo guardava dritto negli occhi — e per lui, quegli occhi erano i più belli che avesse mai visto. Non importava il colore o la forma: contava [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Miu: Perfetto come premessa psicologica di un personaggio; da solo, però, [...]

  • Lo Scrittore: una ricerca continua dell'amore negli sguardi di altri, nelle espressioni [...]

2
3
46

Un ladro d’altri tempi

02 March 2026

Iniziai la registrazione. – Quella che stiamo per raccontare è una storia unica, in qualche modo straordinaria. L’uomo che l’ha vissuta oggi parla da un Paese lontano, uno di quelli che non hanno accordi di estradizione con l’Italia. È ufficialmente un ricercato. Da anni vive lì, al riparo da [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Virginia Lupo: buongiorno. Ho letto il suo racconto che ho apprezzato. Ho trovato molto fantasioso [...]

  • Miu: Idea forte e personaggio interessante, ma il racconto resta un po’ distante: [...]

4
6
233

L’amore che resta

01 March 2026

Capitolo 1 — La bambina più brava del mondo La parola casa non mi ha mai fatto sentire al sicuro. Mi ha sempre fatto rabbrividire. Avevo cinque anni quando capii che l’amore, per restare in vita, a volte deve mettersi in mezzo. Letteralmente. Mi infilavo tra i corpi dei miei, urlando e piangendo, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Bello, malinconico....ma il padre del bimbo,il marito dov'e?Non dovrebbe [...]

  • LuciaM: Si Il padre e sempre stato presente....

11
4
129

NERINA

Tratto dal mio libro "La Buona Vita"

01 March 2026

Eravamo alla vigilia della vendemmia e i contadini della corte erano in grande agitazione, c’era un gran via vai di carri, portavano botti e tini. I padroni contattavano le ragazze per la pigiatura. Quello era un compito riservato solo alle fanciulle. Era una tradizione che doveva essere rispettata [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: tenero....Like.Il potere della "gnocca"

  • Dario Mazzolini: leggo adesso il tuo racconto caro amico. Beh ptima di coricarmi è stato [...]

5
10
167

C.M.

01 March 2026

Lidie gli aveva detto di guardarla negli occhi e raccontare la verità, lui si era accasciato ai suoi piedi e abbracciandole le gambe l'aveva supplicata di perdonarlo. Quando aveva sciolto la stretta lei si era allontanata senza voltarsi indietro. A casa, nella sua camera, si era lasciata cadere [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
6
779

IL SOGNO AMERICANO

28 February 2026

………….” Ma come sara' l’America?”…. Ahmed, dieci anni, seduto sui vecchi gradini della sua anonima casa in periferia,ingannava il tempo lanciando piccoli sassi ai gatti randagi che gironzolavano stancamente nei paraggi e conversando con il suo migliore amico Bashir. La giornata era piuttosto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
4
338

Il mistero degli elefanti

28 February 2026

La prima segnalazione le arrivò un mattino, quando il turno non era entrato nel vivo e il caffè non aveva ancora fatto effetto. Arrivò un uomo. Uno di quelli con abbigliamento tecnico da corsa, il respiro corto, la voce ancora più corta. «C’erano due elefanti.» Lo disse così, senza preamboli. La [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
3
80

Rap Il Canto delle Povere Creature 2/2

Seconda Parte

28 February 2026

Rimasi fermo, con la pelle d’oca. «Rap?» sussurrai. Una creatura più piccola, quasi un’ombra con un cappuccio enorme, alzò un cucchiaio di legno come fosse un microfono. «Sì» disse. «Simm’ ‘parole piccerelle se ci ascolti, diventiamo grandi.» La creatura che mi aveva parlato per prima allargò [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lo Scrittore: ottimo! un richiamo ai distratti per esortarli a non fermarsi alla sola facciata [...]

  • Dax: Malinconico....like

2
2
121

Rap Il Canto delle Povere Creature 1/2

prima parte

27 February 2026

La prima volta che misi piede nel Real Albergo dei Poveri, a Napoli, dopo tanti anni d’abbandono non sentii paura: sentii rispetto. Come quando entri in casa d’altri e ti accorgi che pure l’aria tiene memoria. Fuori c’era la città con il suo frastuono allegro e stanco, i motorini che tagliavano [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Il Real Albergo dei Poveri, voluto da Carlo III di Borbone per ospitare [...]

  • Lo Scrittore: il palazzo! un luogo che racchiude il canto degli invisibili, dei derelitti, [...]

3
4
239

Certi ricordi riemergono al buio

... e diventano monologo al mattino

27 February 2026

Gli occhi sono lo specchio dell'anima (sì, forse, non lo so se c'è l'anima). Gli occhi sono anche la porta delle emozioni. Certi sguardi possono penetrarti dentro, aprirsi come lame di luce iridescenti nella foschia, giocare con riflessi e riflessioni, disturbare pensieri che aggrottano la fronte [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Adribel: Meglio di un raggio laser. Complimenti.

  • ducapaso: @Adribel come nella fantascienza, uno sguardo che ha scavalcato tutti i blocchi [...]

Torna su