"Non devi avvicinarti a lei, mi hai capito?"

"Io faccio quello che voglio! E non mi sembra che per lei sia un problema!"

Nella solita scuola dai colori sgargianti dove da qualche tempo aveva preso vita un corso di non violenza quel giorno nell'aria vi era una certa tensione.

Pedro e Juan si squadravano e a tratti si urlavano a vicenda.

"Che succede? Perché litigano?", domandò Ramiro preoccupato.

"Problemas de minas.", rispose Jaime, "Sai com'è..."

"Sì, sembra che prima Pedro abbia mollato Maia e in seguito si sia sentito geloso perché Juan ci prova con lei.", spiegò Candela noncurante mentre si limava le unghie.

Le cose cominciarono a farsi serie quando le voci tra i due si alzarono.

"Basta! Smettetela!", intervenne Maia cercando di separarli.

"Dios... se van a matar!", esclamò Luz sembrando quasi scontenta di non avere la sua macchina fotografica a portata di mano.

"Stanne fuori tu!", si rivolse Pedro brutalmente a Maia.

"Con lei no te metas!", rispose di rimando Juan spingendo Pedro.

Gli altri compagni sembravano troppo spaventati o troppo curiosi di vedere come andava a finire per intervenire.

"Oi... vogliamo filmare?", propose Jaime a bassa voce a Ramiro e ad Agustín.

"Ma sei matto?!", esclamò Ramiro scioccato.

"Due ragazzi litigano per una piccola calenta pibes.", disse Agustín ridacchiando.

Jaime cominciò a riprendere e le proteste di Ramiro divennero inutili.

"Questo va direttamente online!", esclamò Agustín entusiasta.

Ramiro scosse la testa incredulo, mentre nel frattempo la discussione tra Pedro e Juan cominciava a degenerare diventando sempre più violenta e arrivando infine a passare alla violenza fisica.

"Dios, paren!"

"Fermiamoli!"

"Basta, basta!"

"Smettetela!"

Ma in quel momento anche qualcos'altro stava accadendo all'insaputa degli altri.

Luca ed Emilia approfittando della situazione si appartarono in un angolo e cominciarono a scambiarsi qualcosa di nascosto cercando di non farsi vedere.

"Quando ti senti giù di tono prendi questa...", sussurrava Luca guardandosi intorno per controllare che nessuno li stesse osservando.

"Perfetto! Poi mi dici quanto...", rispose Emilia.

E come se non fosse successo niente i due tornarono vicino al luogo della discussione che era diventata ormai un caos.

"Loco...  quei due si ammazzano!"

Juan e Pedro infatti se le davano di santa ragione.

 

5 minuti dopo

 

"Basta! Ma che succede qua?"

L'insegnante di etica Camila Flores insieme ad altri colleghi accorsero attirati dalle urla.

"Pedro, Juan! Smettetela immediatamente!"

"Cosa sta succedendo?"

Anche il direttore Felipe aveva sentito le grida degli studenti e con l'aiuto degli altri insegnanti riuscirono infine a separarli.

"Andate tutti immediatamente dentro l'aula!"

"Camila anche tu per favore." riferì Felipe alla professoressa che non poteva credere alla scena a cui aveva appena assistito.

 

"Spiegatevi!"

Nessuno apriva bocca.

"Allora, avete perso la parola? Come vi salta in mente di litigare come delle bestie?"

Camila teneva le braccia incrociate e guardava i suoi studenti.

La delusione nei suoi occhi diventati freddi come il ghiaccio era palese, ma fu in seguito distratta da un piccolo bip e quando prese il suo telefono in mano la sua espressione divenne di shock puro.

Felipe si avvicinò accigliato per vedere cosa avesse tanto turbato l'insegnante e quando lo vide il suo cuore cominciò a battere forte.

"Adesso mi direte chi ha avuto il barbaro coraggio di riprendere tutto e metterlo online!"

Nessuno alzava la mano.

Camila era sconsolata, i suoi sforzi sembravano essere stati tutti inutili.

"Ragazzi, siete nei guai.", riferì il direttore appoggiando le mani sulla cattedra.

"Non m'interessa sapere per quale ragione abbiate creato tutto questo scompiglio, ma forse dobbiamo spiegarvi di nuovo il regolamento di questa scuola."

"Primo: la violenza è assolutamente vietata. Secondo: non è permesso riprendere e mettere dei video online senza permesso, soprattutto non dei video che incitano alla violenza, oltretutto non è assolutamente permesso invadere la privacy altrui."

Felipe fece una pausa prima di continuare. Gli costava sgridare i suoi alunni ma se loro si comportavano male qualcosa bisognava fare.

"Noi qua v'insegniamo il rispetto e voi lo sapete, e a risolvere le problematiche senza che ci sia bisogno di scaldarsi troppo. Se c'è un problema se ne parla e non che ci si prende a botte. Non siamo in un ring qua."

Felipe era furioso e deluso e anche se non stava urlando le sue parole tagliavano come un coltello.

La delusione di lui e Camila era troppo grande.

"Siete in un'età particolare ed è proprio da qua che prenderete la strada che potrà determinare il vostro futuro."

"Oggi una litigata, domani un assassinio.", agginse Camila guardandoli uno per uno.

"Oggi un video online, domani diventate hacker."

"E per non parlare che da una pasticca si arriva a una siringa in mezzo alla strada.", disse Camila come intuendo quanto detto.

"Ragazzi... bisogna stare attenti a questa età, la strada che prenderete oggi sarà il cammino di domani."

"Non è facile, lo so, e noi siamo qua per guidarvi e insegnarvi le cose importanti, ma non è semplice neanche per noi. Voi dovete anche in qualche modo venirci incontro. Nessuno ci ha insegnato veramente questo mestiere e ripeto, non è facile. Dovete stare attenti e fidarvi di noi e parlarne quando c'è qualche problema.", terminò Camila con voce triste.

"Niente da dire?"

Nessuno sembrava voler dire nulla.

"Perfetto, allora niente ricreazione e niente corsi per voi oggi.", decise Felipe a malincuore.

Un mormorio di proteste si diffuse nell'aula, mentre Camila e Felipe uscirono chiudendo la porta.

 

Un'ora dopo

 

"Professoressa, direttore... volevamo chiedere scusa per quanto successo."

Gli studenti si ritrovarono tutti davanti alla sala dove si trovavano Camila e Felipe.

Pedro e Juan spiegarono senza scendere troppo nei dettagli perché avevano cominciato a discutere e si chiesero scusa a vicenda.

Jaime e Agustín ammisero che l'idea del video e di caricarlo era stata loro e dopo aver chiesto scusa ai loro compagni cancellarono il video.

Luca e Emilia invece, toccati dalle parole dell'insegnante, decisero di comune accordo di buttare tutte le loro scorte dentro al water.

"Molto bene. Questo è un segno di maturità.", disse Felipe, lieto che i suoi alunni fossero riusciti a chiedere e chiedersi scusa e a riappacificarsi.

"Questa è stata un'altra preziosa lezione alla fine."

"Ora state attenti mentre proseguiremo con il nostro corso.", disse Camila orgogliosa e felice dei suoi studenti.

"Tuttavia qualcosa ora dovrete fare, qualcosa in più intendo. Qualche intervento di volontariato creativo. Voi decidete il compito pratico e come svolgerlo.", aggiunse Felipe. 

"L'importante però è che abbiate capito che tutto si può risolvere e senza dover utilizzare la...", cominciò Camila.

"... violenza... senza violenza.", concluse Ramiro sorridendo.

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