Ok, sono Nicoletta, quei due sono impegnati, diranno solo scemenze nel gioco della vita, da adesso vi farò divertire io!

È vero, Diego mi ha fatto capire che ho preso il classico “primo che passa”, ero triste, stavamo scherzando, ci eravamo conosciuti da un’ora, la P.F.M. stava suonando “Romeo e Giulietta”, mi veniva da piangere e Roberto mi ha abbracciata, ha approfittato del momento giusto, quando hanno iniziato “È festa” ci siamo baciati.

La storia della mia vita, pensai: “ormai va bene così”, c’eravamo messi insieme senza pensarci.

«scusami se ti ho fatto quasi affogare prima»

«tranquillo Biagio, avevo perso l’equilibrio, non è stata colpa tua»

«perché piangi?»

Cavolo, è vero, ripensavo a quel giorno ed avevo ricominciato ad essere triste

«è stata una giornata di merda, tirami su il morale!»

«va bene, ci penso io, guarda lì ad ovest, Giove si sta allontanando da Venere, due sere fa si sono incontrati, hanno passato una nottata di fuoco, poi lui ha acceso una sigaretta e l’ha lasciata lì da sola»

Inizio a piangere a singulti, mi manca il respiro, Biagio è spaventato, non riesco a parlare, arrivano anche gli altri… quello stronzo ieri ha fatto così, ed io ho anche sorriso, poverino, deve preparare il bagaglio, due giorni di trasferta con quell’altro stronzo, neanche un bidé s’è fatto, si è infilato mutande e calzoni ed è tornato a casa!

Perché devo sempre giustificare tutto, mi tratta da troia ed io gli mando anche un bacio mentre chiude la porta, basta!!!!!!

«ma che le hai detto?»

«niente, scherzavamo perché era triste, non capisco, cercavo di tirarle su il morale»

«devi rassegnarti, non sai fare il simpatico!»

Riesco tra i singhiozzi a dire: «poverino, lui non c’entra niente, è un problema mio, scusate un attimo, devo parlare con Monia a quattr’occhi»

Si avvicina mentre gli altri si allontanano, rimane solo la lucciola con noi

«non te l’avevo detto, ieri sera con Roberto abbiamo scopato, poi lui se n’è andato appena finito, neanche un bacio, mi ha trattata da mignotta, non voglio più vederlo»

«non lo vedrai più, cucciola mia, ha ragione Carlo, sono due tifosi, lavoreremmo tutta la settimana per aspettare le partite del sabato e della domenica, che vita di merda»

«sì, non so se questi siano meglio, ma almeno odiano il calcio, non prendiamo decisioni affrettate per tristezza, succederebbe come il primo maggio»

«hai ragione, può succedere ed anche essere utile, passare un periodo senza avere un ragazzo! Basta! Riprendiamoci la vita! Ragazzi, potete tornare!»

Si avvicinano timidamente, Biagio che si sente colpevole chiede se va tutto bene, mi alzo e con aria dura:

«vieni qui!»

Si avvicina come un cane bastonato, gli do un bacio sulla fronte

«scusami per averti fatto infartare»

Tutti applaudono la conclusione del dramma

«non devi scusarti, l’importante è che tu non ce l’abbia con me»

«no, tu non c’entri nulla, eri nel posto sbagliato al momento sbagliato, come Giove»

«ehm… ok, sono contento e rinuncio a capire»

Giulio inizia “Venus and Mars” alla chitarra, bravo, non sono in molti a conoscerla, mi sento già meglio, è stupito quando la canto insieme a lui

“Sitting in the stand of the sports arena

Waiting for the show to begin

Red lights, green lights, strawberry wine,

A good friend of mine, follows the stars,

Venus and mars are alright tonight”

«Paul l’ha scritta almeno 10 anni prima che tu nascessi, come fai a conoscerla?»

«beh? “Yesterday” l’ha scritta 20 anni prima, “Let it be” 15, praticamente secondo il tuo ragionamento non avrei dovuto sapere niente di lui»

«io intendevo che se non sei una fan vera, non conosci un brano così»

«mamma mi ha cresciuto a pane e Beatles»

Inizia l’introduzione di Blackbird, aspetta di vedere se entro col cantato esattamente al punto

“Blackbird singing in the dead of night

Take these broken wings and learn to fly

All your life

You were only waiting for this moment to arise

Blackbird singing in the dead of night

Take these sunken eyes and learn to see

All your life

You were only waiting for this moment to be free

Blackbird fly, blackbird fly

Into the light of the dark black night”

Si ferma e mi dice

«ok, promossa a pieni voti»

 

La luccioletta segue due ragazze che si allontanano pochi metri più in là, Luana ed Ivana

«c’è possibilità di riconciliazione?»

«penso di no, non è da pochi giorni, non ci sopportiamo più, ogni cosa che fa mi da fastidio, anche le cose che prima amavo di lui»

«senti, perché non vieni da noi, casa è larga, c’è una stanza libera, ti vogliamo bene, in fondo Fabio ha ragione, lui voleva volgere la situazione a suo favore, però è così, non credo sia giusto che tu prenda un appartamento, devi riflettere sulla situazione da lontano»

«sei sicura che non vi darei fastidio?»

«tesoro, io ti voglio bene, Alberto ti adora, dai, almeno prova, ti porti solo un po’ di vestiti, il resto delle cose le mettiamo in un magazzino ed hai tempo di decidere con calma cosa fare»

«anch’io ti voglio bene» le butta le braccia addosso e rimanendo così tornano tra gli altri, Ivana si stacca da Luana e si dirige verso Biagio, risollevato perché Nicky non ce l’ha con lui. Avrebbe voluto dirle tante cose, però è andata a cantare con Giulio, quindi è di nuovo solo con una lucciolina che lo osserva.

«Biagio, cerca di convincere Walter a venire da te, Ivana viene da noi, cerchiamo di vedere se è una cosa definitiva, nel caso cercheranno un posto nuovo, vorrei aiutarli fino ad allora»

«va bene, tanto Fabio sicuramente stava dicendo una cazzata, la stanza rosa è nel suo cervello, circondata di figa»

«sicuramente, l’avevo capito, allora, ci pensi tu?»

«va bene»

Lo bacia sulla guancia e si allontana mentre lui si dirige da Walter

«cos’avete deciso per casa?»

«la lasciamo, 1.500 euro al mese sono troppe»

«Ivana è stata invitata da Luana, ti va di venire con noi? Avrete tempo per decidere cosa fare senza dover correre»

«difendono lei?»

«guarda che nessuno sa ancora cos’è successo e non credo che vogliamo saperlo, sono affari vostri, la colpa non è mai di uno solo»

«va bene, quant’è la mia parte?»

«paghiamo 1.200, quindi 400 a testa»

«bene, vado anche a risparmiare»

La lucciola si sposta di nuovo verso Carla e Diego

«come vedi la situazione?»

«troppe chiacchiere per i miei gusti, ma se servono a qualcosa, ben vengano, rimane il fatto che un po’ mi sto rompendo, potrei mordicchiare il tuo piedino per passare il tempo»

«non ci provare, già ti stai eccitando e si vede, non facciamo figuracce, qui c’è gente che sta cercando di cambiare la vita»

«mi ributto nell’acqua»

«non ti raggiungo, lo so come andrebbe a finire»

Si alza e corre verso il mare raggiunto da Alberto, mentre Nicoletta torna da Biagio

«mi hai perdonata?»

«io ancora mi sento in colpa, tu vuoi essere perdonata, non parliamone più e ricominciamo da capo»

«va bene»

«chi sei?»

«una fallita, una stronza delusa dalla vita, qualunque cosa faccio sbaglio, sul lavoro è così, nei sentimenti è così, sto bene solo con mia sorella, però siamo dovute scappare di casa, i genitori sono importanti, ma ad almeno cento chilometri»

«pensi che è colpa tua o degli altri?»

«nei sentimenti è colpa mia, ho paura a rimanere sola, quindi mi attacco a certi che chiunque se ne accorgerebbe quanto sono coglioni e coinvolgo nei miei errori anche Monia, colpa di un padre autoritario che ci ha tolto la capacità di discernimento»

«Lo dico contro i miei interessi, ma saremmo un disastro insieme, io vivo in un mondo tutto mio, so fare delle equazioni difficilissime, studio senza problemi astrofisica, però non capisco i rapporti umani, dico sempre la cosa sbagliata, come prima, anche se non ho capito qual è stata, mi sento un genio idiota»

«è giusto che te la spieghi, altrimenti non puoi sapere che veramente non c’entri niente, il tuo riferimento carino a Giove che se ne va dopo aver fatto l’amore mi ha riportato al mio rapporto, in quel momento ho avuto l’illuminazione che stavo con uno stronzo, avevo i motivi davanti agli occhi e non li vedevo, o meglio, li ho visti tutti insieme dopo la tua frase innocente»

«allora sono contento, meglio tardi che mai, odio che prendano in giro una ragazza senza che lei se ne renda conto!»

«grazie, sono proprio stupida!»

«no, aspetta, parlavo in generale… ma perché sono così cretino»

«no, hai ragione, me lo merito!»

«ho paura ad affrontare qualsiasi argomento»

«parlami di te»

Non doveva farlo, Biagio quando parla di sé prende l’argomento alla larga… molto alla larga, praticamente tutta la vita, la lucciola si alza in volo e torna da Monia e Fabio che sono i più lontani dal falò, molto decentrati dagli altri

«figa stronza non è un ossimoro!»

«dipende se parli della singola parte o dell’insieme»

«ovviamente dell’insieme, insomma sarebbe un “bella stronza”, ora va meglio?»

«ok, un ossimoro perfetto»

«bene, allora, mi sentivo innamorato di un ossimoro, un maschio resiste molto di più se viene trattato male da una gnocca, lo sai come si dice tra maschietti? Se cominci a vedere i difetti vuol dire che non ti va più di scopartela»

«allora vieni al mio discorso, “t’attacchi al cazzo” per noi vuol dire che l’unica e l’ultima cosa che ti piace di lui è il suo fratellino pelato!»

«lo sai che mi piace parlare con te? Sei dolcemente trucida»

«ossimoro!»

«anche “ti adoro quando rompi i coglioni” potrebbe essere messo come esempio?»

Lei ride buttandosi all’indietro sull’asciugamano, la lucciola quasi investita si sposta di poco, chissà se la sua lucetta potrebbe aiutare questi due… forse non serve, vanno bene da soli… sente che le vibrazioni che emanano sono belle, sono positive, le va di rimanere con loro

«so di darti un grosso punto di vantaggio, però mi piace parlare con te, era tanto tempo che non mi divertivo così»

«ora rimetto in gioco il punto, la situazione è stata creata apposta per noi, penso che anche la luccioletta sia stata addomesticata per rimanere vicino al tuo viso, anche se per renderlo meraviglioso non serve certo lei»

«comincio ad adorarti»

«grazie, senza questa serie di aiutini, saremmo a questo punto?»

«prima di tutto, non siamo a nessun punto, hai dei bonus guadagnati, ma sei lontano dal traguardo, poi di solito è il contrario, troppe aspettative danno risultati negativi»

«quindi sto facendo il salmone, mi avvicino al traguardo andando controcorrente»

«con gli occhi da merluzzo che stai facendo, affogherai molto lontano dalla vittoria»

«credi nel colpo di fulmine?»

«penso che non sia questa la domanda che vorresti farmi»

«e quale sarebbe?»

«sei mai stata a letto con uno la prima sera in cui ci sei uscita?»

«non riesci proprio a darmi una chance come persona che non pensa solo al sesso?»

«mi riesce difficile, praticamente da ciò che mi hai raccontato stasera, non c’è una donna di cui ricordi qualcosa oltre la grandezza delle tette e del culo, racconti divertenti, perché sai parlare, è bello ascoltarti, però quando poi tenti di riassumere ciò che hai detto… è tutta fuffa»

«cioè?»

«aria fritta, il vuoto cosmico»

La luccioletta fa appena in tempo a scansarsi, lui si butta all’indietro, passano due minuti di silenzio, l’animaletto vorrebbe volare via, poi pensa che forse adesso arriverà il bello

«te la sei presa?»

«no, riflettevo»

«passiamo direttamente alla terza fase?»

«perché? Quale sarebbe la seconda?»

Imitando la voce di Fabio: «tu sei la prima che mi ha capito e ne sono contento, non è questa la mia vera natura, sono anni che aspetto il momento per cambiare grazie alla persona giusta che mi sappia comprendere e me la dia senza problemi»

lui emette un sospirone che fa rimbalzare la lucciola

«va bene, passiamo alla terza fase»

beve per riflettere

«la terza fase non l’ho mai sperimentata, mi hanno detto che succede solo con la luna piena davanti ad una lucciola che controlla che si dica la verità… vorresti fare un tentativo per una cosa che potrebbe essere seria? Può darsi che non vada a buon fine, ma prometto che ci proverò seriamente, anzi, neanche cercherò di portarti a letto alla fine della serata»

Lei si mette su un gomito e lo guarda stupito

«…a meno che tu non lo voglia fare per forza»

«ecco, questo è il Fabio che mi piace, un po’ stronzo!»

«ci facciamo un bagno?»

«va bene!»

Si alzano e prendendosi per mano entrano nell’acqua, lei tuffandosi, lui saltellando per abituarsi al cambio di temperatura

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