Cioè, non è che io sia superstizioso o cose del genere. Non me ne frega niente di gatti neri e robe così: quando sento che è un buon colpo... beh, mi si mette in moto qualcosa.

E il fatto di aver trovato, e non rubato, un portafogli non mi sconvolge affatto.

Come diceva un tizio che non mi ricordo: alle volte ci vuole la fortuna con la C maiuscola.

E a giudicare dal numero dei fogli da cento che ci sono nel portafogli questa C è proprio di proporzioni gigantesche!

Senza parlare della foto: una signora paffutella e colorata, con un filo di perle al collo... e il biglietto da visita con l'indirizzo: Via delle Magnolie, quartiere residenziale, soldi.

 

Il passo successivo è l'appostamento.

 

La casa è quella villetta con il giardino tagliato fresco e la veranda con il glicine. Giochi fuori non ce ne sono: meglio, niente bambini.

Sono sensibile ai bambini. Non mi piace derubare famiglie con i bambini piccoli... sarà che in fondo sono un sentimentale ma non è che se fai il ladro devi essere per forza un delinquente.

Dopo due ore di niente sembra non ci sia nessuno in casa, mi decido: meglio la finestra sul lato destro... è protetta dalla siepe.

 

Apro la finestra che hanno lasciato accostata, forse per il caldo, ed entro.

 

Sono in camera da letto. Bella. Un bel letto con la testata in massello. Un po' scura, ma elegante.

Praticamente è come cacciare in riserva: sul comò ci sono due portagioie che infilo direttamente nella borsa. L'orologio sul comodino...

Devo fare in fretta perché non si sa mai e allora vado verso la porta socchiusa... dall'altra parte il chiaro della luce che entra probabilmente dalla porta finestra sul giardino.

 

Sono rilassato, in preda a una controllata euforia da GBC, Gran Bel Colpo.

 

Entro nella luce e mi dirigo verso quello che sembra essere il salone. Bei quadri appesi ai muri, un candelabro d'argento sul tavolo, i bicchieri di cristallo nella vetrina e la bottiglia di cognac sul tavolino da fumo. E la signora paffutella sulla poltrona. Immobile, sguardo fisso verso di me.

Con una pistola in mano.

"Questa settimana sei il terzo che viene a farmi visita" - dice.

Apro la bocca per dire qualcosa ma le parole mi muoiono in gola e cadono nello stomaco.

"Se la domanda è: mi aspettavi? La risposta è: sì" - dice lei giocando con la sua collana di perle, quella della foto. Con la mano sinistra, s'intende. La mano destra stringe il calcio della pistola e l'indice è ben posizionato sul grilletto.

"Perché? Perché mi annoio. Credo proprio che sia il tuo ultimo colpo."

Bang.

 

In verità il colpo non l'ho sentito partire. Ho solo avvertito un dolore acuto alla testa, ma poco, roba da analgesico. E poi basta.

Cosa ne è stato di lei non lo so. Forse ha continuato la sua caccia oppure no o magari un ladro più scaltro di me è riuscito a fermarla.

Quello che so è che in fondo non me ne importa niente.

Quello che so è che qui, maledizione, non c'è niente da rubare.

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