Anche lui sembra percepirlo, il suo volto è teso... l'espressione libidinosa che indossava mentre uscivano dal locale ha ormai lasciato il posto a una corrucciata e seria.

“Senti, mi accompagni a casa? Mi sembra di non sentirmi molto bene", butta lì lei con voce tremante.

“Sì guarda, te lo volevo dire pure io, non è serata… e poi mi sa che mi son pers…“

Trasale e sbianca mentre realizza che di fianco a quella casupola di pietra abbandonata ci sono già passati… e neppure una volta sola…

Lentamente e contemporaneamente, come in un brutto sogno entrambi realizzano: stanno percorrendo la stessa identica strada da ore… non sanno quante, ma tante.

«Adesso ho capito dove siamo, in quel vicoletto c’è il bar da dove siamo partiti. Ripartiamo lucidamente da qui o entriamo e vediamo cos’è successo nel frattempo?»

«No, ho lo stomaco sottosopra ma sono curiosa, rientriamo, vado in bagno, poi decidiamo sul da farsi»

 

Scendiamo dalla macchina ed entriamo, il bar è stranamente visibile, il nebbione si è diradato, la tizia… come cazzo si chiama… fugge in bagno

«Ciao bello, finalmente ti fai rivedere… non è che mi sei particolarmente mancato, però mi mancano le tue versioni di rock infernale»

«Che cazzo dici? Mi piace il rock, ma roba tipo Black Sabbath, AC-DC, Mötley Crüe, Iron Maiden e gli Slayer mi piacciono ma non suono quasi mai i loro pezzi, al massimo i Led Zeppelin!»

«Ma ti sei rincoglionito? Sono i tuoi preferiti! Chi è quella con te?»

«Non ricordo il nome, sono un po’ di martedì che bazzica il posto, non te la ricordi?»

«No, eppure conosco bene tutti i culi femminili che bazzicano in zona… sei sicuro di star bene?»

Intanto la tizia esce dal bagno e arriva al bancone. Cazzo ha stile, perché non me ne sono accorto prima? Anche i capelli con la ricrescita sembrano voluti.

«Marcolino, mi fai il solito?»

Il barista mi guarda perplesso.

«Senti bella, in questo momento non riesco a ricordare cosa prendi! Mi dai un indizio?»

«Whisky doppio, ma bisogna che fai qualcosa per la memoria, hai un inizio di Alzheimer galoppante, ti stiamo perdendo»

Marcolino mi  guarda, poi si gira per eseguire, mentre io prendo la tipa e ci allontaniamo.

«Che cazzo succede? Mi ha detto che io suono solo rock infernale, ma io ne faccio pochissimo, al massimo “Highway to hell” che hai messo prima in macchina, ma non principalmente nella vita… ah… a proposito, ha detto che non ti conosce, non sa il tuo nome, non ti ha mai vista, ma lo conosco, la minigonna che hai messo la settimana scorsa non l’avrebbe mai dimenticata fino alla morte… già a proposito, ma mi dici come ti chiami? Non me l’hai ancora detto!»

«Lui lo capisco, mi ha sempre chiamata “passeretta”, si ricorda molto bene te l’assicuro, mi spoglia sempre con lo sguardo… comunque mi chiamo Vanessa.»

«Io Eddie»

«Si vabbè, allora io mi chiamo Madonna Ciccone»

«E allora? Nome d’arte, io sono quello che suona, quindi faccio come mi pare»

«Comunque è strano, l’orologio dietro il bancone segna mezzanotte e dieci, ma ricordo che a mezzanotte siamo andati via, poi abbiamo girato per ore, minimo saranno le quattro di notte… ed è ancora più strano che non sono stanca, come se fosse veramente presto, o è rotto l’orologio o siamo fusi noi»

«Vieni a cantare con me?»

«Per quattro alcolizzati mezzo addormentati? Per Marcolino? Due settimane fa ci ho provato e neanche hai voluto ascoltarmi, mi hai detto di levarmi dalle palle, malgrado avessi la minigonna inguinale che essendo tu un lurido mutandaro sapevo ti sarebbe piaciuta, la settimana scorsa invece mi hai trapassata da parte a parte con lo sguardo, come se fossi trasparente, è vero, avevo un’altra mini che non si era sollevata abbastanza, forse è stato per quello, però è strano, oggi che avevo rinunciato a farmi notare, infatti sono con i calzoni e la ricrescita nei capelli, volevo solo ascoltarti suonare, mi hai invitato addirittura a scopare. Ricordo solo una cosa, quando siamo usciti è cambiato qualcosa, ho avuto un flash, quando esattamente? Ascoltavamo musica, ma era una radio privata? Non ricordo altro, solo che abbiamo cambiato idea, la voglia di scopare è andata. Ma chi cazzo sei, che cazzo vuoi? Cambi idea ogni cinque minuti su di me!»

«La smetti di dire stronzate? Mi stai addormentando! Allora? Vieni?»

«Va bene, vaffanculo, adesso ti faccio vedere! Vediamo se ora sono abbastanza incazzata. Conosci “Back to black”?»

«Amy? Abbastanza, provo a farla con la chitarra, verrebbe meglio col pianoforte, ma qui non c’è»

«Perché? Sapresti suonarlo?»

«No»

«Allora perché cavolo lo dici»

Inizio a suonare la chitarra, le note un po’ le invento, lei inizia a cantare:

"He left no time to regret
Kept his dick wet
With his same old safe bet
Me and my head high"

È brava, sembrava una squallidona invece ha stile, non è Aretha Franklin ma in confronto a quelle che girano adesso farebbe la sua porca figura. Anche gli ubriachi in sala hanno smesso di dormire per ascoltarla, dobbiam fare qualcosa per sfruttare il momento, finisco di suonare le ultime note mentre lei si gode quei pochi, ma sentiti applausi

«Senti Vanessa, se mi fai una “Summertime” da brividi, come Janis, ti adotto»

«Ovvio, facciamolo»

Inizio la lunga intro di chitarra, è la prima volta che la suono, ma mi viene benissimo, spero che lei non me la rovini con il suo inizio

«Summertime, Child, the living's easy»

Sento i peletti della schiena che si rizzano e anche qualcos’altro mi si rizza, è veramente sexy, perché non l’ho capito prima? Ci guardiamo mentre continuiamo magicamente. Quando finiamo si abbassa e mi bacia, non finirei mai di assaporare la sua lingua, gli applausi dopo un po’ lasciano il passo ai fischi, stiamo esagerando, non è un posto per pomiciare.

«Calma! Cinque minuti ragazzi, andiamo al bar, poi faremo i pezzi migliori»

«Davvero pensi che faremo di meglio?»

«Certo! Non ti ricordi fuori? Ozzy ci ha detto “Vi auguro di godervi la vita, vorrei farlo anch’io, ma è troppo tardi”! Diventeremo i Bonnie & Clyde del rock!»

«Magari! Invece sembreremo più sfigati dei Jalisse»

«Non essere negativa, me lo sento, vediamo Marcolino cosa dice»

Ci aspetta con due bicchieri:

«Tenete, offre la casa! Non sapevo che eravate così bravi, anche tu insieme a lei suoni molto meglio, ma dove l’hai trovata, ripeto che non l’avevo mai vista prima»

«Sei un coglione, ti diverti così»

«No Eddie, credimi, non mi sento in vena di essere allegro, è passato un mio amico poliziotto, ha detto che poco più avanti una macchina ha sbandato ed ha preso fuoco, sono morti carbonizzati un uomo ed una donna, lo stereo era ancora ad alto volume e trasmetteva i Black Sabbath!»

Tutti i racconti

0
0
2

STORIA DI TOPO MUS (2/2)

13 July 2026

I tunnel scorrevano come viscere illuminate da neon guasti. Sopra sentiva i passi metallici dei droni, le sirene, le voci sintetiche: “Soggetto localizzato. Recupero autorizzato.” Mus saltava tra tubi, cavi, pozzetti e vecchi mosaici sepolti. Ogni tanto vedeva frammenti de città antica incastonati [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

0
0
2

Un giorno nella vita...

13 July 2026

Il turbinio di emozioni che mi travolse, offuscò decisamente la mia capacità di giudizio. La naturale compostezza del mio carattere, talvolta scambiata per freddezza, fu messa duramente alla prova. Alla fine cedetti e mi ritrovai ad abbracciare, quasi senza ritegno, alcuni tifosi, provando ad intonare [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
4
17

STORIA DI TOPO MUS (1/2)

12 July 2026

Roma, quando cala la notte, le strade spesso se svuotano pe’ davvero, la città nun dorme: se trasforma. I sampietrini diventano costellazioni di pietre stellari, i lampioni sembrano soli artificiali, e i tombini… ah, li tombini diventano porte pe’ magici mondi che l’occhio umano manco sospetta. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Teo Bo: Like. Stile empatico, penna di qualità. Aspetto il seguito.

  • zeroassoluto: Forza topo Mus!
    Famogliela vedè a sti burini...
    Ovviamente super [...]

2
3
27

Senza Sal

12 July 2026

“Sal è morto”. “Chi?”. “Quel ragazzone che voleva fare l'americano. ”Ah, l'idiota". “Porta rispetto, giusto prima che partisse per le vacanze avevamo concordato che avrebbe dato una mano in officina al suo ritorno, ma così va la vita". “Vita di merda, beviamo qualcosa di fresco, mi sembra di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Benvenuto ragazxo!
    Uno spaccato di vita "Bro", dove, malgrado [...]

  • Jeanjeudi: Grazie razie, davvero troppo buoni. Ma il vostro incoraggiamento suscita il [...]

7
9
36

La Cartolina

Dax
11 July 2026

C'era un tempo in cui nel mio quartiere il passare delle auto era un evento raro. Noi ragazzi potevamo giocare a palla in mezzo alla strada, usando due lattine di Fanta per delimitare la porta. In estate eravamo tutti fuori a divertirci, incuranti del caldo umido. Ci si riuniva al parchetto e, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Bei ricordi!
    Noi spesso giocavamo prima di entrare a scuola (prima media) [...]

  • Miri Miri: Bravo Dax, un immersione tenera e nostalgica nel mondo visto dagli occhi di [...]

9
8
52

Sessismo a tavola

10 July 2026

Dovevi rinunciare a tutto, anche all’autobus nelle giornate di neve e fartela a piedi per andare a lezione, ma dopo un paio di mesi riuscivi a raggranellare 20.000 lire per invitarla in pizzeria; non c’erano dubbi su chi dovesse pagare, anche se lei si fosse presentata all’appuntamento in Chanel [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Mi piace assai e condivido le idee, anche se la vedo difficile applicarle con [...]

  • Lorenzo: Veramente gradevole

5
13
50

Sauce Smart Working

Tratto da una storia vera

09 July 2026

"XXX, per favore, mi può dare il numero di codice di..." "No, perchè nun trovo 'o spid". "Ma se le ho dato ieri il numero!". "Sì, ma m'è cascato 'o telefono dent' a pummarola!".

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Virginia Lupo: questo pensiero é per il signor Walter Fest dopo aver letto il suo commento [...]

  • Rubrus: Buongiorno e grazie. Questi piccoli incidenti potrebbero essere il segno di [...]

3
4
58

Il piangino social

08 July 2026

Sul gruppo Facebook del quartiere comparve un post drammatico: — Amici, ho perso il cellulare. È la mia vita, il mio lavoro: senza di lui non vado avanti. Aiutatemi con una piccola donazione. I primi euro arrivarono subito. Ma un certo Paolo commentò: — Non ti preoccupare, ho un telefono identico [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Maria Merlo: Purtroppo esistono. Bravo interstellar un racconto ben scritto, ironico e realistico.

  • Rubrus: Be', però avrà vita breve. Nel quartiere ormai tutti lo conoscojo. [...]

4
5
36

CONTRASTO

L'anima nell'acqua

07 July 2026

Era una grande gabbia di legno, attraverso le fessure potevo scorgere l'orizzonte fatto di acqua e cielo. I miei piedi appoggiavano su una tavola che dondolava seguendo il movimento del mare. L'acqua, filtrando dai lati, entrava bagnandomi fino alle caviglie. Non mi spaventava poi tanto stare lì [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

8
8
171

Un piano perfetto

06 July 2026

Il piano di Harry era complesso, ma geniale. Aveva lavorato intensamente per quasi tre anni sino ad elaborare un sistema perfetto. La morte di Robert, un uomo ripugnante che non meritava alcuna pietà, sarebbe apparsa a tutti gli effetti un decesso naturale. Nessuno avrebbe mai pensato a un omicidio. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
79

Nicoleta

05 July 2026

Fine aprile. Nicoleta, dopo aver trascorso la Pasqua ortodossa a Iasi, era tornata a Centocelle. Le settimane passate in Romania con i due figli minori erano state un riposo forzato. Ore e ore recitando la parte della madre. Il distacco era iniziato tre anni prima, quando nel Regno Unito aveva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: sembra una scena ormai ricorrente stando alle cronache cittadine, io vedo due [...]

  • zeroassoluto: Un quadretto piuttosto consueto dei giorni nostri, in particolare nelle citta [...]

5
5
65

Evviva gli Americani

Storie di famiglia

04 July 2026

Il fatto che gli Americani avessero preso posto in casa Vannelli, con l'aia piena di calcinacci e la stalla a destra dell'ingresso, aveva portato, se non altro, una ventata di novità in quel periodo di miseria nera che si stava attraversando. Certo le zuppe di fagioli e le patate non bastavano [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su