C'era uno stralunghissimo e tortuoso sentiero in salita chiamato Purgatorio che conduceva per il Paradiso. Il passaggio era pieno di sassi, di rovi spinosi e soprattutto di chiodi chiamati Sacri Chiodi in riferimento alla Crocifissione di Gesù. A parte l'esenzione per i bambini e gli adolescenti, le anime, essendo completamente svestite, dovevano percorrere il tracciato senza scarpe. È facile immaginare con quanto dolore si arrivava a destinazione.
Un giorno Dio, mosso dalla Compassione e dalla Misericordia, decise di bonificare il sentiero, difatti lo fece interamente asfaltare dagli Angeli migliori. Tuttavia un giorno si rese conto che i suoi Figli pativano lo stesso in quanto il tragitto appariva ancora abbastanza lungo e tedioso. 

E fu così che, sempre ad opera delle già citate figure celesti, si prodigò nel realizzare una moltitudine di ascensori di vasta capienza sebbene di modesta velocità, ragion per cui per arrivare nei "piani alti" potevano passare tanti mesi a differenza l’impervio sentiero dove la gente impiegava circa un secolo e, con la strada aggiustata una trentina d'anni.

La questione sembrava risolta, purtroppo invece gli impianti si rilevarono un autentico fallimento.
Il problema, innanzitutto riguardava le cabine, poiché si ammassavano troppe anime tra spintoni e imprecazioni con bestemmie annesse che proseguivano a oltranza durante la salita in Cielo. Perlomeno nessuno si lasciava andare a flatulenze, però avvenivano episodi di molestie, tra palpatine e... plop plop! Persino chi doveva attendere a "piano terra" mostrava atteggiamenti indecorosi, per non parlare delle sentite agitazioni, del resto gli elevatori erano in numero limitato.

In sostanza le anime non solo manifestavano indolenza e insolenza nei confronti del Creatore, ma non seppero denotare la dovuta pazienza, pazienza considerata un’inezia rapportando alla Beatitudine eterna che li attendeva.
Alla fine Dio si incazzò di brutto e, stanco di quel bordello, ripristinò il malagevole sentiero. Tutto tornò come prima con la sola differenza che all'inizio del percorso fece implementare un altissimo palo scalettato per chi si voleva cimentare a issarsi e di conseguenza a raggiungere il Cielo evitando tormentose sfacchinate.

Peccato che quella sorta di sostegno risultasse unto di vasellina, tra l'altro con un beffardo cartello posto ai lati con su scritto in aramaico:

--- E adesso pigliatevela nel culo! ---

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