L’aveva conosciuta al bar dell’Hilton Hotel di Milano, quando era sbarcato dal volo proveniente da Londra. La donna che era al bar seduta sullo sgabello e metteva in evidenza il suo corpo statuario aveva una certa classe nel proporsi, era una che sapeva come attirare l’attenzione dei maschi. Lui l’aveva adocchiata subito, ma non si era reso conto che anche lei aveva fiutato l’uomo di successo qual era lui. Si era accostato al bar per ordinare il suo abituale martini, ma proprio in quel momento lei si era alzata e si era scontrata con lui. Quanto ci fosse di casuale in quell’incontro lui non ci fece caso, aveva provocato un incidente facendo versare il contenuto del bicchiere della donna sul suo vestito, per scusarsi lui le aveva offerto una coppa di champagne ma lei aveva rifiutato, aveva ordinato, invece, un blody mary. Un chiaro segno di passionalità e disponibilità. Poco dopo, infatti, erano già sul divano della hall a discutere su come chiudere la serata.

Jennifer, così aveva detto di chiamarsi la bionda tutta curve, aveva espresso il desiderio di andare a trascorrere i prossimi giorni in montagna, il Natale era alle porte e lei non voleva trascorrerlo da sola nello squallore di un albergo, fosse anche l’Hilton. Come scusa aveva detto che era stata abbandonata dall’uomo che l’accompagnava per improrogabili impegni di lavoro, così si era giustificato con lei, e adesso era sola in quell’albergo lussuoso che non si poteva permettere.

Peter aveva accettato la soluzione proposta, andare in montagna! Anche lui era stanco e passare le festività natalizie in compagnia di quella bomba sexy non gli dispiaceva per nulla. Era solo, non aveva impegni che non poteva rimandare a dopo le feste, perché non trascorrere un Natale piacevole con una bella donna?

Aveva preso a nolo una macchina e con quella erano partiti per la montagna. All’arrivo si erano fermati al miglior albergo della zona e, mentre lui aveva parcheggiato la macchina e si era messo a discutere con il portiere per avere una camera con vista, lei era andata a fare acquisti con la carta oro di lui. Aveva bisogno di un capo invernale e di biancheria intima, non aveva ricambi.

La camera che gli avevano assegnato era una suite molto elegante con una vista mozzafiato sul paese. Era trascorsa un’ora e lei non tornava. Il paese era piccolo e non pensava ci fossero tutti questi negozi da perdere così tanto tempo. Se ne stava davanti alla vetrata, aspettando il ritorno di lei. Osservava pensieroso il paesaggio innevato del paese.

Dopo un’altra ora si rese conto che lei lo aveva fregato. Era sparita nel nulla, deluso e scoraggiato scese giù nella hall e trovò il portiere che stava sistemando i divani. Si avvicinò e chiese se conosceva la bionda molto appariscente, quella con la quale lui era arrivato in macchina. Il portiere, con un mezzo sorriso su una faccia compunta, gli spiegò che quella donna era una che abitava in paese. una volta a settimana andava giù a Milano a caccia di polli. Era conosciuta e quello era, come dire, la sua occupazione, prelevare carte di credito dai suoi accompagnatori o fare in modo di poter accedere direttamente ai loro portafogli. Prima che il malcapitato potesse fare qualcosa lei aveva già preso il volo. Era molto accorta, sceglieva con cura le sue vittime, guai a ripetere lo scherzetto con lo stesso uomo, avrebbe rischiato grosso.

Il Natale che Peter trascorse da solo, in quel paese circondato dalla neve e senza disponibilità economica, fu il peggiore della sua vita.

 

 

 

 

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