Quel mercoledì 7 agosto del 1991, migliaia di persone a Durazzo (Albania) s’impadronivano della nave Vlora che stava scaricando un carico di zucchero proveniente da Cuba. Il giorno seguente, la Vlora, dopo essere stata respinta da Brindisi, riusciva a dirigere e sbarcare a Bari. A bordo alcune migliaia di donne, bambini e uomini disperati in fuga dall’Albania. Tra loro Adan Shkoza.

 

“ E’ lunga la strada che mi porta da te

a ogni stazione bisogna fermarsi

cercare dei segni, pagare dei pegni”

La canzone stava venendo bene e Adan ne era abbastanza soddisfatto.

 

 Certo ne aveva percorsa di strada da quel giorno in cui poco più che quindicenne si era ritrovato a seguire quella fiumana di poveretti che da giorni assediava il porto della sua città, in attesa di una qualsiasi occasione per raggiungere quella luccicante illusione italiana che vedeva ogni sera in televisione.

I primi anni erano stati molto duri. Si era appoggiato ad alcuni parenti che lo avevano ospitato a Montesilvano, una cittadina di mare vicino a Pescara, in una casa occupata e fatiscente. Clandestino tra clandestini, si era arrangiato trascinando sul lungomare il carretto dei suoi parenti, pieno di costumi e teloni da bagno, spesso braccato dai vigili. Ore e ore sotto il sole, in cambio di una qualche forma di sopravvivenza. Nei mesi invernali non andava meglio. Vendeva improbabili oggetti di artigianato sui marciapiedi di Pescara.

La svolta era avvenuta quando, grazie al servizio militare prestato in Italia, era riuscito ad avere la cittadinanza. A vent’anni si era trasferito presso alcuni parenti a Milano. Aveva poi trovato un lavoro presso un’impresa di pulizie. La lingua, già “orecchiata” in Albania attraverso la televisione, dopo anni in Italia, non era più un problema.  Tra le aziende dove faceva le pulizie, c’era il “Gatto rosso”, un piano bar sul Naviglio Grande.  

Il locale chiudeva nel primo pomeriggio per poi aprire alle diciotto e proseguire fino alle prime ore del mattino.  Adan puliva nelle due ore a ridosso della riapertura pomeridiana. Nelle stesse ore si svolgevano le prove degli artisti che si sarebbero esibiti nella serata. Lui aveva un antico e grande talento per la musica e avrebbe pagato lui per quelle due ore di musica.  Tra i cantanti la sua preferita era Paola. Eseguiva cover di canzoni dell’epoca, accompagnandosi al piano con una voce personalissima, intensa ma sottotono; si sarebbe detto che cantava …in punta di piedi.

Il proprietario del “Gatto rosso” si chiamava Piero. Un quarantacinquenne rampante che, circa dieci anni prima, si era comprato il locale. Dopo qualche anno di difficoltà, le cose erano cominciate ad andare bene complice la voglia di baldoria nelle notti della “Milano da bere“ di quegli anni. Con il passare del tempo il “Gatto rosso” era diventato un locale cult nelle notti milanesi. Piero stava facendo parecchi quattrini e si sapeva in giro.

Paola era la sua amatissima figlia.

Adan era letteralmente impazzito per lei.

Tutti i racconti

1
1
18

Ruggine

07 June 2026

Quando il mio terapista mi vede ha un sussulto. Io e un altro paziente siamo seduti, più lontani possibile nella sala d’attesa, io con Cesare legato al guinzaglio. Qualcosa è andato storto. Non troppo, ma abbastanza. Non so ancora cosa, ma ho imparato che se resto ferma è più facile che la cosa [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
3
26

Nel Vento Di Fiele

06 June 2026

La via dai lampioni accesi stringe un patto con la mia fuga, che penetra i lenti passi senza mappa, e un addio annodato nel suo grembo. Codardo è il mio respiro nel pianto, senza alito che dispieghi ragioni ai tuoi occhi, mentre scavo il tuo duolo nella radice amara, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

7
11
30

Le B-Roll Girls in concerto a Prato di Neve

Sembrerà assurdo, ma è tutto vero, è andata proprio così

Miu
06 June 2026

L’appuntamento era alle diciotto, ma noi eravamo già lì alle cinque e mezza. Non si sa mai: è una regola non scritta dei cori amatoriali che più l’evento è modesto, più l’anticipo deve essere incompatibile con la vita civile, come se un cataclisma potesse cancellare tutto da un momento all’altro. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Miu: Dario, le mie compagne di sventura ringraziano🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏

  • BennyArum: chissà perchè sempre vestiti di nero. anni fa facemmo la rivoluzione [...]

6
10
59

Il ritorno del Premio Chinotto

... e se potete aderite numerosi

05 June 2026

Amici lettori siamo in piena Primavera, l'Estate è alle porte, intorno a noi tutto va male ma noi che a voi lettori vogliam un gran ben siam qui a richiedere la vostra attenzione per strapparvi sorrisi con i ns/fatidici 30 secondi, 1 max 5 minuti di gioiosa lettura, quindi in questo momento veniamo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Walter Fest: Teo Bo vale anche per te, importante che ci sei. Lo so che sarà una [...]

  • Walter Fest: An Old Luca, importante anche per te che ci sei. Leggi quello che ho appena [...]

17
9
121

Motel

un professionista

05 June 2026

Semplice. Avrebbe voluto che tutto fosse stato più semplice… Comunque, anche quella volta ce l'aveva fatta a finire il lavoro. Era uno che curava ossessivamente ogni dettaglio, ma si era stancato di esser chiamato solo per le faccende più complicate. Si buttò sul letto. Un intenso odore di lavanda [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Settebellezze: ...come al solito scuoti l'anima. Inutile dire che "I like it"...o [...]

  • LauP: Ho immaginato perfettamente l'aria in
    quella stanza. Bello Paolo. 🙏

1
4
29

Il dolore di una figlia 2/2

04 June 2026

Ma Gerard continua a tenere fissi gli occhi sul soffitto; il sonno è lontano dalla sua anima angosciata. Vorrebbe chiamare ancora la figlia, ma non sa bene con quale pretesto: sa che anche oggi ha già fatto tanto per lui. È lei a tornare nella sua camera a notte inoltrata, quando il temporale è [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Giampaolo: Grazie dell'ottimo commento Dario

  • Dax: mah...un suicidio troppo veloce. Aveva pianificato tutto, la ragazza, da tempo. [...]

5
6
58

Il piatto volante

04 June 2026

Pioveva da ore, di quella pioggia che insiste, borbotta e sembra voler partecipare alle discussioni di famiglia. L’appartamento era invaso da un odore di aglio, mare e intingolo d’orgoglio domestico, il genere di profumo capace di far confessare i peccati ai vicini. In una casa normale sarebbe [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Andromeda: Carino! Mi è piaciuto il vecchietto che si è quasi autoinvitato [...]

  • Dax: Forte.Like

1
2
34

Il dolore di una figlia 1/2

03 June 2026

A volte il mare a Lampedusa non restituisce alla spiaggia solo arbusti e alghe, ma anche resti umani. Gerard lo sa bene, ecco perché sente il suo debole respiro addirittura spezzarsi quando vede, dalla grande vetrata della sua camera, giungere la bufera. Quella sera, al tramonto, osserva con ansia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

10
7
52

Un euro d'onore

03 June 2026

Lo chiamavano John Wayne perché sul motorino (che poi era di suo fratello) aveva la decalcomania di un cowboy impegnato in un rodeo. Soprattutto, lo chiamavano così perché lui, Davide, John Wayne non lo poteva soffrire. Diventammo amici quando, a scuola, il preside ebbe l'idea di proporre un regolamento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dario Mazzolini: Gentile Rubrus questo racconto descrive con delicatezza e ironia un'amicizia [...]

  • Rubrus: Sì, il senso è quello (tra l'altro, "Rio Bravo" [...]

3
7
58

Facciamo finta che...

02 June 2026

Le luci al neon del Venom disegnano riflessi irregolari sul bicchiere, mentre Saffron lo rigira pigramente tra le mani. Poi lo posa sul bancone con un colpo secco, più deciso di quanto intendesse. Il barista si volta, richiamato dal suono, e le lancia uno sguardo interrogativo. La matricola è alla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Piaciuto. Che Saffron fosse una lui o una lei è secondaio, ma una cosa [...]

  • Smoki: (io ho chiaramente un problema con lo stare online, ora che fa caldo. Scusate!)

    Ciao [...]

4
5
37

Il ditale d'oro

02 June 2026

È notte. Fuori c’è una bufera di neve che dura già da tempo. A terra, la coltre bianca sembra molto profonda. Alberi e vegetazione fitta. Null’altro. Ma dove mi trovo? Perché sono qui? Dentro è tutto freddo. La luce è andata via. Solo due candelabri emanano una luce fioca nell’enorme salone di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
47

Poesie

01 June 2026

Credemmo essere noi predestinati unici e invincibili facciamo i conti oggi con quel vissuto questo presente e un solo domani certo. 1983 Ci saremmo iniettati in vena dosi di calore sintetico illudendoci avrebbero quel gelo potuto alleviare che a noi era intrinseco. Lisergica [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su