Rivide una bottega di falegname, lontana nel tempo, profumata di trucioli e con un tappeto di morbida segatura. Un uomo anziano intagliava un ciocco.  Canticchiava, allegro.

«Ti farò gli occhi e tu vedrai. Ti farò la bocca e tu parlerai. Ti farò il cuore e tu amerai.»

Era stato un desiderio, un dono d’amore, una formula magica.

Quattro lunghe ciglia di legno avevano sbattuto stupite, una gamba era balzata giù e si era avvicinata ciottolando, impaziente di riunirsi al resto del corpo.

«Ti chiamerò Pinocchio.»

Il burattino di legno aveva sorriso, i tondi occhi illuminati di malizia. Era un burattino allegro, terribile, vivacissimo. Geppetto, suo padre, lo amava proprio per le sue marachelle.

I primi anni della sua vita erano stati spensierati, poi era venuta la consapevolezza della diversità, il bisogno di apparire un altro. L’innumerevole sfilza di bugie.

Raccontava ai burattini di Mangiafoco che lui era figlio di un sultano.  Vendeva l’abecedario per andare a vedere il teatro. Magico teatro, pieno di maschere, trasformista e bugiardo, fantastico, innocente. Raccontava a Lucignolo che loro due non erano asini, bensì nobili cavalli da corsa, mentre, preoccupati, si tastavano le orecchie pelose nel tetro luna-park del Paese dei Balocchi.

In quella vita aveva portato vestiti di carta fiorita e cappelli di mollica di pane, s’era bruciato i piedi e se n’era fatti intagliare un paio nuovi di zecca da Geppetto, aveva imparato a mangiare bucce e pan di feccia, aveva conversato col grillo parlante.  E aveva sempre Lucignolo con sé.

Lucignolo. Naso all’insù, occhi di pece, una ne fa e cento ne pensa. Lucignolo attore, bugiardo, unico amico.

Quando Lucignolo era uscito dalla galera tutti in paese gli avevano voltato le spalle. Pinocchio per primo, perché ormai dai suoi pantaloni spuntavano rosee ginocchia di ciccia e tutti gli consigliavano di star lontano dalle cattive compagnie. Pensa a studiare, gli dicevano, pensa a tuo padre, pensa a farti una posizione ora che sei un bambino vero, che non hai più la testa di segatura. Così si era trasferito a Firenze e Lucignolo era morto d’overdose nel cesso di un bar.

Ecco dov’era il punto.

La più grossa delle bugie l’aveva detta a se stesso. La bugia era il suo desiderio di apparire per forza come gli altri. Perché uguale è bello, uguale è normale, uguale è vero. Ma lui non era come gli altri. No, lui non era un essere umano, era un burattino di legno. E non era un ingegnere, era un attore. Doveva stare sul palco, insieme agli altri burattini come lui.

Amava il teatro, amava Lucignolo e persino il Gatto e la Volpe. Amava anche la fata, ma solo quando gli si mostrava sotto forma di lucida lumaca o di capretta azzurra.

Dallo schermo piombò su di lui una luce blu, che circondò di un alone le sue mani. La presa divenne una morsa, le dita si contrassero e formicolarono.  Pinocchio le guardò a lungo, stupito. Poi sorrise.

Erano tornate di legno.

Uscì dal cinema con l’andatura guizzosa e scricchiolante della sua gioventù.  Cantava. «Ti farò il cuore e tu amerai»

Passò davanti alla cassiera. Si guardarono: un grosso burattino di legno dall’aria contenta, infagottato in un cappotto di Versace, e una donna di mezza età, con un ammiccante baluginio turchino fra i capelli.

Tutti i racconti

1
0
36

Aurora

12 April 2026

Aurora era tutto fuorché quello che a Bernardo piaceva in una donna. Aveva quell’altezza scomposta che non diventa mai eleganza: gambe lunghissime e ginocchia spigolose come avessero qualcosa da rivendicare. Aveva i capelli neri, lunghi fino alla vita, li lasciava crescere per pigrizia e li raccoglieva [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
4
34

Bidonville

12 April 2026

Se cerchi un vicolo malfamato a New Orleans dove grattarti la rogna in santa pace e imbarcare scarafaggi nelle mutande devi raggiungere la Holy Cross School, voltare per Crescent Street, trovare un lurido buco per piazzare il tuo cartone e stravaccarti a terra. Quando tutto è cominciato ero lì, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

10
10
202

Vera dei miracoli

11 April 2026

Vera ha i capelli biondi come paglia bagnata, un groviglio che il vento sembra non abbandonare mai. I suoi occhi grigi, troppo grandi per quel viso sottile, hanno la stanchezza delle cose dimenticate: spicchi di cielo d’inverno, limpidi e immobili, così profondi da temere di cadervi dentro. Vera [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Teo Bo: Quando le parole sono musica e la musica accarezza l'anima con le sue melodie [...]

  • An Old Luca: Mi è piaciuto molto. L'alternanza tra gli stati d'animo delle [...]

5
7
69

Io Soram e tu

Una cotta impossibile, un filosofo danese e il dramma assoluto di essere adolescenti.

Miu
11 April 2026

Avevo tredici anni, facevo la terza media in una scuola privata, portavo una divisa blu, il colletto inamidato e soffrivo già di una forma acuta di angoscia. Non era ancora quella metafisica. Era più concreta, più scolastica, più umiliante. Si chiamava Lucio, aveva quattordici anni, i capelli biondi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
6
231

Dov'è la fede di un marito fedifrago?

10 April 2026

Marco aveva smesso da tempo di indossare la fede. Nessun orologio, nessun bracciale, nessuna collanina. Tutto lo infastidiva. Sara si era dispiaciuta per un breve periodo, ma poi lo aveva accettato con tranquillità. Si era sempre detta che contavano i sentimenti e non i simboli. Ora però, dopo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Gì: @dax è davvero così. Un lutto che Sara fatica ad accettare perchè [...]

  • Miu: Bell'immagine quella delle due fedi.

3
6
152

L’amore che resta Capitoli 5 e 6

10 April 2026

Capitolo 5 — Le dimissioni (dentro di me) C’è stato un tempo in cui non riuscivo a stare ferma. La fermezza, per me, era vuoto. E il vuoto faceva paura. Allora mi inventavo dei gesti. Piccoli, segreti. Gesti che sembravano amore e invece erano ansia. Una volta sono andata sotto casa sua con una [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
7
406

Tutto il giorno stanco

09 April 2026

Era tutto il giorno che era stanco, aveva anche una certa età ormai e non si aspettava più nulla della vita. Aspettava solo Sorella Morte, che lo avrebbe liberato da quella stanchezza e, alla fine, da tutte le stanchezze. Ma c'era ancora qualcosa. C’era un sole abbagliante là, sulla piazza davanti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
3
83

Amani (2/2)

il bambino di bronzo

09 April 2026

I due eserciti nemici decisero, in quel preciso momento, davanti all'ingresso della vecchia metropolitana, di congelare i propri rancori. Adesso avevano quasi capito che stavolta sarebbe stato diverso. L'aria era estremamente fredda, il vento radioattivo sembrava sospeso. Molti di loro tolsero [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
5
712

La Versione sTramba

Centrale paranoica n°10

08 April 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica... colpo grosso stanotte!! Sapete chi è il grande capo qui al Transcend Village? Come no!? È lui, il Dott. Stella. È a capo di un sistema di cura e protezione psichica dei picchiatelli tanto avanzato e tecnologico e tuttora mai replicato da nessuno. Immaginate: ogni [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Come sempre con i racconti della Centrale Paranoica, terminata la lettura mi [...]

  • Mimì Colucci: Grazie, l'obiettivo era quello, sulla statistica Shhh Shhhh ho sbagliato [...]

3
5
296

Amani (1/2)

il bambino di bronzo

08 April 2026

Il cielo era rimasto grigio per così tanto tempo che nessuno ricordava più il colore dell’alba. Non era un futuro distopico, quello immaginato mille volte nei film. Non era una vecchia serie televisiva. Fumi inquinavano l'aria, liquami di ogni genere l'acqua. Le città erano scheletri di cemento [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
4
309

L'Onore

07 April 2026

“Addio mia bella addio L’armata se ne va E se non partissi anch’io Sarebbe una viltà.” Così cantavano migliaia di giovani, spavaldi e sorridenti, affacciati ai finestrini dei treni che li portavano al fronte. Era una viltà non partire, restare a casa, mentre altri andavano inseguendo ideali e [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Triste verità...la guerra fa piangere tanti e ridere pochi, di norma [...]

  • Lawrence Dryvalley: Parafrasando, ne ha uccisi più l'onore della spada. Bel pezzo Lorenzo, [...]

9
12
351

Fillus de anima

07 April 2026

L’appartenenza non è solo condividere la stessa casa. È avere gli altri dentro, come radici nella stessa terra. Un tempo, nelle campagne di Sardegna, bastava uno sguardo per cambiare un destino. Non c’erano firme, né documenti. C’era la parola data e quella bastava. Così nascevano i fillus de [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su