Non era un personaggio gradito a tutti. In particolare ce l'aveva con i politici, con i governanti perché, secondo lui, erano loro i responsabili del divario tra ricchi e poveri. Un buon politico deve aiutare i deboli con proposte di incentivi, di sussidi reali e utilizzare i contributi dei ricchi per cercare di creare servizi utili e non sperpero di energie o emorragie verso fondi personali. Il politico è persona che rappresenta il popolo e non deve mai dimenticarselo. Ma Pippineddu diceva che nella storia tutto ciò è sempre stato utopia e che chi ha fatto politica ha pensato di possedere un potere di decidere gli orientamenti degli altri e si è sempre lasciato lusingare dal profitto personale, usufruendo di privilegi e aiutando amici e familiari. Tutto questo ha portato al clientelismo e ad una politica di " do ut des" pericolosa e he non cura tutti alla stessa maniera. Se ne andava al Palazzo di Città a gridare di cambiare politica, ad attenzionare chi ha bisogno. Ma spesso i vetri del piano rimanevano chiusi o interveniva la milizia per dirimere tafferugli e vociate di chi era sotto a manifestare. Era una voce della coscienza sempre pronta a far vedere gli errori dell'amministratore e proponeva soluzioni. Era insomma anche lui un politico alla sua maniera, ma senza portafoglio, un cittadino che sentiva bruciare sulle due carni il fuoco della miseria e dell'insoddisfazione e gridava, sbraitava per scuotere chi era al comando. Pippineddu non aveva casa. Dormiva in una macchina posteggiata senza alcun motore, senza più i copertoni. Tanto che un giorno si vide recapitare dai vigili una multa di sosta vietata e la sua casa fu portata allo sfascio. Egli ora dormiva alla stazione e dentro ad un cartone di frigorifero aveva organizzato la sua vita. Solo ogni mattina si recava davanti ai palazzi del potere a gridare il suo sdegno. Ogni mattina. Dapprima chi guardava dall'alto si infastidiva poi lo fecero gridare per tutta la giornata. "Si stancherà, un giorno si stancherà"- faceva il dirigente mentre guardava le nuvole. La sua voce non aveva suono. Era rimasta sempre inascoltata. E la politica continuò a fare i suoi giochi. Pippineddu gridò fin quando ebbe voce; ma un giorno scomparve dalla stazione, scomparve dalla città, scomparve dalla visibilità. Ed il potere andò avanti senza di lui. Tanto avrebbe vinto comunque nonostante le sue sgridate. Utilizzava la prepotenza. E questo spesso fa calare la testa a chi ha qualcosa da dire e reclama giustizia.

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08 April 2026

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08 April 2026

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07 April 2026

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Fillus de anima

07 April 2026

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Il bicchiere mezzo pieno

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06 April 2026

Matteo abitava in un posto particolare, di quelli che sembrano messi lì apposta per rendere inutile qualsiasi tipo di lamentela. Una terra un po' “storta”, Devia, con il mare talmente vicino che, a forza di guardarlo ogni giorno, aveva smesso di considerarlo una conquista. Stava lì, come una sedia [...]

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Prima guida

06 April 2026

L’auto arrivò con qualche minuto di ritardo. Una Panda vecchia, di quelle che sembrano sempre sul punto di spegnersi. Si fermò davanti a me con un leggero strappo del motore, poi silenzio. Dal finestrino uscì un braccio che salutava. «Sei tu quello per Monza?» chiese il conducente. Annuii. Me l’aveva [...]

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Il tributo

05 April 2026

L’ uomo emerge dall’oscurità del sottopassaggio. Sale con passi lenti e respiro pesante le scale che lo separano dal binario. Il buio senza luce del tardo pomeriggio invernale sembra una propaggine della voragine oscura che incombe sulla sua anima. Sulla banchina c’è solo la ragazza, con i suoi [...]

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Ste
04 April 2026

È sicuro che già ai tempi degli Egizi le donne rimproverassero gli uomini, un amico archeologo mi parlava di diverse testimonianze sul tema. Dei greci sappiamo, uno su tutti, Socrate quando parlava della moglie. In epoca romana Giulio Cesare accettò di andare al senato per farsi pugnalare, pur [...]

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Si chiamava Andrea. Si tende, almeno così gli sembrava, a trovare una certa affinità con il proprio nome, come se fosse qualcosa in cui leggere il proprio destino. Da piccolo gli avevano detto che era un nome molto raro e in effetti nella sua classe, alle elementari e poi alle medie, era l’unico [...]

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