Alcuni mesi dopo la nascita della mia piccola Sofia, percepii improvvisamente uno straordinario stato di grazia che pervase tutto il mio essere - un livello tale di felicità e di appagamento, da rendere sterile e improprio ogni altro desiderio.

Quell’esserino, era il supremo dono che la Volontà Superiore mi aveva dispensato a conferma della giustezza dei miei atti, scelte e comportamenti di tutta una vita, esimendomi così da ogni rimpianto! Uno speciale risarcimento per tutto quel dolore che il Grande Sognatore Celeste mi aveva generosamente concesso, e attraverso il quale compresi il senso e il significato stesso della mia esistenza.

Sono sempre stato consapevole della congruenza di Dio e della necessità della morte, in forma logica e intuitiva, ma dopo la nascita di quella bambina, ebbi la prova provata ed evidente della sua imperturbabile e schiacciante presenza.

Così, la mia fede, che fino a quel momento si era formulata sulle teorie di un ragionamento razionale, umanamente perfetto, di colpo divenne “presa di coscienza”.

E l’accettazione assennata dell’ineluttabilità della morte, mutò in quel bisogno insopprimibile di infinito che mi avrebbe dato ulteriori risposte e conferme sull’immortalità dello spirito, finalmente liberato da ogni dubbio e paura di sorta.

Il miracolo della vita è l’espressione più straordinaria dell’incommensurabile forza creatrice che, dal principio del nulla, ha generato ogni cosa. Un miracolo di tali proporzioni, di grandezza e magnificenza, che mortifica ogni altro stupore, scoperta scientifica e prova logica; un sublime atto d’amore trascendente, che trasforma l’uomo in credente. 

 

Gianni Tirelli 

 

 

 

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