In certi giorni mi sento di troppo e mi rendo conto di essere un peso. Un peso per i miei genitori, per mia sorella e per gli amici, tutti quanti prodighi a cercare di 'tirarmi su'. Io non ho bisogno di essere risollevato o di ritrovare la strada giusta, ho solo bisogno di riscoprire il bello che c'è nella vita. Adesso tutto mi lascia indifferente, quello che prima mi appassionava ora mi annoia. Non ho stimoli, non ho alternative alle tenebre in cui mi sono perso. Sono inchiodato qui alla ricerca di uno spiraglio, di un appiglio abbastanza solido al quale aggrapparmi. Il dottor Maggi dice che lo devo trovare dentro di me e tutto sta nell'inizio, nel fare il primo passo. Devo cogliere un frammento piacevole del mio passato, quel bagliore capace di farmi passare dal buio alla penombra e poi, piano piano, alla luce. So di non potermi aspettare miracoli però, il cambiamento non sarà repentino, ma in questo modo gli occhi avranno il tempo di abituarsi. Io vorrei tanto riuscire a trovare quell'appiglio, sono stanco di questa esistenza in bilico tra la vita e la morte e, mentre da una parte c'è il miraggio della risalita, dall'altra quella lettera sotto i fumetti è a portata di mano.

Mi alzo e apro la finestra, l’aria fresca m’invade prepotente la faccia ed il respiro. Le prime ombre si stendono lunghe sull’asfalto e la rugiada brilla sui fili d’erba, ecco che tutto comincia a svegliarsi. La notte è passata lenta, in silenzio, immersa nei consueti rumori di una città addormentata. Adesso sta svanendo lentamente scacciata via con delicatezza, invitata dal giorno a lasciare il palcoscenico a lui. E' un invito dolce, rispettoso, quasi un saluto d’altri tempi in cui il sole s’inchina e fa il baciamano alla luna. C’è poesia in tutto questo, è qualcosa di magico, un rito che si ripete da sempre e che, nonostante la sua prevedibilità, diffonde incanto.

Mi ritornano in mente le domeniche mattina in cui io e papà andavamo a pescare, c'era lo stesso candore nell'aria. Passavamo il sabato a perfezionare le mosche e preparare l'attrezzatura, poi papà mi veniva a svegliare che non era ancora giorno ed io, tutto insonnolito, mi vestivo sbadigliando e facevo colazione in macchina. Per arrivare al fiume ci voleva quasi un'ora, la passavo sonnecchiando in quel dormiveglia che non sai mai se sogni o sei sveglio. Una volta arrivati camminavamo lungo un sentiero che scendeva a valle, sistemavamo le nostre cose e cominciavamo a pescare. Mio padre diceva che il mattino presto era il momento migliore, c'era silenzio e si potevano ascoltare i suoni della natura, quella vera. Era in quelle domeniche, mentre facevamo volare le mosche sull'acqua, che vedevo sorgere il sole e tutto intorno a me prendeva vita. La notte era finita e tutto si risvegliava, passando dal torpore del riposo allo scintillio dell'aurora. Quello era l’istante in cui percepivo qualcosa di magico: l'inizio di un nuovo giorno e il cementarsi di un rapporto profondo e sincero. Ho sempre amato quelle domeniche, erano stancanti ma mi lasciavano dentro un chiaro segno di appagamento e benessere.

“Paolo che ci fai qui?” mio padre è entrato in cucina accendendo il neon e interrompendo i miei pensieri. “Tutto bene?” mi chiede, guardandomi come temendo la risposta. Accenno un sì con la testa, lui sembra sollevato. “Mi hai spaventato, credevo che non ci fosse nessuno” dice, preparando il caffè. I capelli sono arruffati ed ha ancora il pigiama addosso.

Un pensiero mi coglie di sorpresa, all’improvviso, come qualcosa di così ovvio e semplice a cui non avevo mai fatto caso ma che era lì, a portata di mano.

“Papà domenica andiamo a pescare?” gli chiedo. La mano gli trema mentre posa la polvere nella moka.

“Sì, volentieri” mi risponde.

Ed ecco che un tiepido raggio di sole si fa strada attraverso una crepa, una fessura impercettibile ma che spero possa cominciare a destabilizzare la solidità del muro che mi opprime da troppo tempo. Forse dopo tutta questa oscurità sta per arrivare un po’ di luce e la mia alba, dopotutto, non è poi così lontana.

Tutti i racconti

0
0
2

Ombre di primavera (1/2)

11 February 2026

Samira si era svegliata da poco e girava per casa in camicia da notte. L’appartamento era ancora semibuio; dietro le tende del soggiorno si intravedeva il sole lontano all’orizzonte, e il cielo sereno preannunciava l’arrivo di una bellissima giornata. Si diresse lentamente in cucina e iniziò a [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

0
0
1

La grande battaglia del Tempo 4/4

11 February 2026

Luca si imbarcò su una nave-chiatta all’alba. Il Fiume del Tempo scorreva lento sotto di loro, riflettendo i cieli azzurri di quella giornata. Alla guida della chiatta c’era Fonsghe, un uomo magro, con la pelle segnata dal vento e gli occhi dello stesso colore del cielo. ‘Prima volta su una chiatta?’ [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
72

La grande battaglia del Tempo 3/4

10 February 2026

Quando suo padre lo riportò a casa, Luca prese una decisione. Andò alla finestra e, con la mano, fece un cenno a una forma indistinta che vide avvicinarsi verso la casa e la finestra. «Beh… cosa devo fare? Vengo con te!» «Ti sei deciso finalmente?» «Sì.» «Allora vieni sulle mie spalle… cioè sulle [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

8
10
104

Tirana è un flipper e noi siamo la pallina

10 February 2026

Al volante c'è un uomo che sembra uscito da un funerale di Stato: abito nero corvino, spalle rigide, un'espressione così cupa che mia madre, sul sedile dietro, si sta già ripassando le preghiere. Per lei non ci sono dubbi: non è un autista, è un becchino. Guida come se dovesse scappare da un fantasma. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • U2098: Incredibileeee, voglio andare a tirane e incontrare il becchino

  • Lo Scrittore: i tassisti devono presentarsi al meglio con gli stranieri, composti e dediti [...]

2
2
131

La grande battaglia del Tempo 2/4

09 February 2026

Poi arrivò lei. All’inizio era solo “una collega”. Così disse il padre. «Si chiama Elena.» Luca alzò le spalle. «E quindi?» «Niente. Solo… volevo dirtelo.» Elena cominciò a comparire a casa sempre più spesso. Luca la osservava con un nodo allo stomaco. Un giorno il padre disse: «Ci frequentiamo.» [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    interessante continua la bella lettura.
    to be continued

  • Dax: Bello...si avverte la sofferenza di Luca e il tentativo di normalità [...]

4
3
143

Il Bambino e il Pesce

09 February 2026

Nella storia che sto per raccontarvi, c’era un bambino che un giorno salì su un autobus e si sedette di fronte a una vecchina… Sì, una vecchina! Ma non era una vecchina qualsiasi, parlava e parlava senza fermarsi un attimo. Tra le altre cose, disse al bambino che se qualcuno fosse andato a nuotare [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Lo Scrittore: gradevole storiella che alla fine ci parla, la nostra coscienza è sempre [...]

  • Dax: il pesce era una proiezione fella coscienza del bambino....like

5
7
157

Ieri, oggi, e domani?

08 February 2026

Una bella domenica di inizio estate. Il sole non ancora implacabile e una piacevole brezza marina proveniente da Sud, avevano reso l’atmosfera gioiosa e attirato una moltitudine di passeggiatori sul boulevard Prymorskyi che, attraverso l’omonima scalinata, consentiva l’accesso diretto all’area [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
21

La grande battaglia del Tempo 1/4

08 February 2026

Il giorno dell'incidente che avrebbe cambiato la vita a Luca era iniziato sotto i migliori auspici. Lui non vedeva i suoi genitori così spensierati da molto tempo, e quella gita improvvisata l’aveva accettata più per loro che per sé. L’auto correva lungo l’autostrada, incastrata tra la roccia e [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

8
8
157

La Decadenza della Cultura e il Futuro di una Società in Crisi

07 February 2026

In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, ci troviamo a vivere una situazione inquietante: la cultura, in tutte le sue forme, sembra essere stata relegata a un ruolo marginale. Assistiamo a un fenomeno preoccupante: i giovani sono “educati alla superficialità”, anche tramite l'utilizzo [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Non preoccupiamoci, ci sarà l'I.A. ad aiutarci...😅 Like

  • Walter Fest: Dax, hai ragione, me ne ero dimenticato, la I.A. mettera' una toppa a tutto, [...]

2
3
111

Nel Cerchio Del Tempo

07 February 2026

Quando il sole, nel terso cielo, declina il suo sguardo cocente nel suo dorato seno, e le verdi foglie tremule, al lieve sibilo, sussurrano il loro addio ai nembi che ovattano, l’estate dai fiori si dissolve in un respiro di seta grigia, che, come un sogno che svanisce al primo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Laura Lapietra: Il nostro animo infondo è sempre verde, quando è terso dalla [...]

  • Maria Merlo: La dolcezza del nostro autunno dipinta con parole e immagini molto belle.

3
3
109

Il Grande Anno Errato

06 February 2026

Le diedero un nome fin dal primo giorno, nonostante fosse nata durante il Grande Anno Errato, un periodo in cui, sul pianeta Bioz-4, il tempo era instabile, incerto, sospeso. Il Grande Anno Errato era un vero e proprio “interregno temporale”: in quel tempo stesso non si sapeva più cosa fosse reale [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lo Scrittore: ai confini della realtà, un mondo immaginario ma non troppo. mondi paralleli [...]

  • Dax: Bella storia...alla fine sono vissuti entrambi. Like

2
3
66

Biografia della morte 2/2

06 February 2026

Tutto era cominciato con un tocco leggero sulla spalla. Ero solo in casa, seduto davanti al portatile. Mi voltai di scatto, ma non vidi nessuno. Mi alzai e ispezionai la stanza: i libri sparpagliati sul pavimento, il letto sfatto, le tende mosse dal vento che entrava dalle finestre socchiuse. Solo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Leggo il racconto come una buona storia di fantasmi, una storia sui confini [...]

  • Dax: Molto carino....ma poi è tornato con Giulia?Like

Torna su