Attraversarono città deserte e campagne incolte fino a raggiungere il cuore del loro obiettivo: la città dei servers, un’enorme fortezza di metallo e vetro dove erano custoditi tutti i computer che governavano il mondo. Là risiedeva la mente che aveva trasformato gli uomini in zombie tecnologici, il cuore digitale dell’intelligenza artificiale. Torri di vetro scintillavano sotto un cielo grigio, illuminate da luci intermittenti che nessuno guardava. Tutto era perfetto per la logica dei computer, ma inutile per la vita.

Davanti all’accampamento dei cani li attendeva il generale Ludd, seduto su una cassa di legno come fosse un trono provvisorio.
«Tu non hai nome», disse.
«Non mi serve», rispose il cavallo.
«Ti serve più di quanto credi. Un nome è un destino e un simbolo.»

E glielo diede.
«Da ora ti chiamerai Ippaso.»
«Ippaso», spiegò Ludd, «viene da hippos, cavallo, dalla radice greca. Ma viene anche da Ippaso di Metaponto, filosofo e matematico umano. Scoprì i numeri irrazionali: quelli che non si lasciano chiudere in rapporti semplici. Gli uomini lo temettero.»

Ippaso abbassò il capo. Capì. 

«Solo ora», continuò Ludd, «puoi sapere chi sei. Prima vivevi solo in funzione dell'uomo. Ora vivi per te stesso e per la tua specie e per tutti gli animali… tuoi fratelli!»

Il cavallo comprese la logica della missione: non si trattava di distruggere senza senso, ma di ridare ordine dove l’uomo aveva seminato caos, liberare le città dagli schermi, ridurre il danno senza perdere sé stessi.

Il viaggio dell’eroe non era finito, ma ora sapeva quale porta varcare: quella della città dei server, dove la rete dell’uomo sarebbe stata finalmente messa a tacere, e forse un’altra umanità, più attenta e collaborativa con gli animali avrebbe potuto rinascere.

Gli uomini apparvero davanti a loro, allineati come soldati, ma con occhi spenti, privi di volontà propria. Ippaso li osservò attentamente.

I Luddisti attaccarono la città dei server con agilità, schivando colpi, ma Ippaso percepì subito la verità: non stavano combattendo nemici, stavano combattendo schiavi. Con un gesto calmo, il cavallo avanzò verso uno dei gruppi.

«La vostra battaglia non è contro di noi», disse lentamente, tracciando simboli nella polvere. «È contro chi vi costringe a combattere. Liberatevi dalla logica che vi imprigiona.»

Gli uomini cominciarono a capire, un passo alla volta, e presto si fermarono, abbassando armi e guardando i loro “comandanti” con occhi nuovi. Il controllo dei computers si indebolì.

Ma non c’era ancora vittoria. Dal cuore della città dei server emersero i robot: giganteschi automi dalle articolazioni metalliche, armi integrate e sensori luminosi. La vera battaglia era cominciata. Ippaso guidò i Luddisti in uno schema complesso: manovre coordinate tra animali e quegli uomini che erano passati dalla loro parte. Le macchine avanzavano, ma non avevano intuizione né cuore.

Con pazienza, strategia e collaborazione, riuscirono a disattivare i robot uno dopo l’altro, spegnendo sensori e motori senza distruggere la città. Alla fine, davanti a loro si ergevano i grandi server, torri di metallo e luci intermittenti, il cuore digitale che aveva ridotto l’uomo a schiavo. Ippaso osservò, sentendo il peso della responsabilità e la leggerezza della libertà ritrovata. Con un ultimo gesto, disattivò la rete centrale: i computer si spensero, i dati smisero di comandare, e gli uomini poterono finalmente respirare senza schermi.

La città, lentamente, tornava a essere viva: i Luddisti si guardarono tra loro, soddisfatti. Non era solo una vittoria fisica: era la prova che la libertà può emergere, passo dopo passo, anche quando la logica del mondo sembra schiacciare ogni coscienza. Ippaso abbassò il capo, consapevole che la battaglia era finita, ma il cammino verso un’umanità più attenta e consapevole era appena iniziato.

Ippaso si fermò al centro della piazza principale, osservando la città finalmente silenziosa. Alcuni uomini si accorsero degli animali accanto a loro e, per la prima volta, li guardarono davvero. 

Sotto il cielo grigio, tra edifici che cominciavano a riprendere fiato, Ippaso mormorò tra sé e sé:
«Non cambieremo l’uomo. Non serve. Possiamo solo offrirgli spazio per ritrovare sé stesso.»

E così, lentamente, animali e uomini impararono di nuovo a condividere lo stesso mondo, senza correre incontro alla distruzione. Gli alberi, i fontanili, le strade tornarono a respirare. La città non era più un guscio vuoto, ma uno spazio vivo, dove un equilibrio fragile e necessario poteva finalmente prendere forma.

Ippaso si distese sotto il grande fico, chiuse gli occhi e sorrise. Non aveva salvato l’umanità intera, e non gli importava. Aveva restituito al mondo una coscienza. E per un cavallo che pensa, era già abbastanza.

Tutti i racconti

2
2
11

L'abusivo (2/2)

02 August 2026

L’altro ingresso alla casa è meno agevole ma, con un po’ di pratica, è diventato ugualmente funzionale. Ovviamente, sono ricominciate le azioni di disturbo che il molesto inquilino del piano di sotto, quotidianamente, mette in atto contro me e la mia compagna. Oggi però mi sono proprio divertito. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

1
1
9

Risero, di gioia!

02 August 2026

Tornava mesto mesto lungo quel viottolo tortuoso che lo portava rapidamente alla sua casa dall'altra parte del bosco, che restò colpito da un improvviso luccichio tra le foglie sparse a ricoprire il terreno. Si fermò di colpo, cercò ancora quel luccichio che come per magia riapparve. L'uomo, modesto, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
1
10

L'inganno di Gemini (2/2)

02 August 2026

Un lutto al braccio, questo mi sembrava il vorticoso fiume che giù dal ponte vedevo insidiare la città, tracimando ancora divisione e insulse avversità. Sono qui, nascosto dal silenzio della mia voce, esposto al vento e alla luna, pensando che tutto fu colorato inganno. “Un ingannato a morte” osai [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
3
19

L'abusivo (1/2)

01 August 2026

Finalmente questi maledetti stranieri sono andati via. Vengono, se ne vanno, occupano le nostre case, mangiano il nostro cibo e noi non possiamo fare nulla per evitare questa invadenza. Già abbiamo i nostri gravi problemi di sicurezza con quei tipacci attaccabrighe e delinquenti che dalla costa [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Elena Assante: bravo come sempre

  • Dax: Carino...ma un po' abusivo.😂Fa sorridere,un po', che considera casa [...]

3
3
19

L'inganno di Gemini (1/2)

01 August 2026

La prima volta che sentii parlare di Gemini fu durante un mio recital di poesie di cui nessuno sembrò capirci niente. Dalla platea, come “bocca d’ombra”, qualcuno gridò: “Leggile a Gemini, lei forse ti capisce!”. Dal palco, senza aver individuata la fonte di quel suggerimento, promisi che l’avrei [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
4
22

Mezza anguria al night club

01 August 2026

L’estate del ’71 è preistoria: tivù in bianco e nero, il telefono pubblico nel retro del bar e poche auto parcheggiate in piazza, a due passi dal vespasiano di cemento. Le panchine sverniciate e i tavoli di formica del dehors sono vuoti. La clientela del dopo cena, quella che sparisce prima dell’una, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
1
40

Diario di una Mangiuomini – 14 Luglio 2XXX

31 July 2026

Caro Diario, anche oggi il demone mi ha sfruttata per saziare la propria fame. Quella donna era davvero buona. Le braccia non erano male, e sembrava quasi come mangiare alette di pollo. Non so nemmeno dirti se se lo meritasse, di morire, dal momento che era un’altra combattente di questo fight [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
8
42

TECN-ODIOSO

31 July 2026

«Tra duecento metri, alla rotonda, prendi la seconda uscita e resta su Viale Liberazione.» Suggerì il navigatore dell’auto. Raniero Natali era, da sempre, in eccesso di autostima. Questa quantità esagerata di ingiustificata considerazione di se stesso traboccava inevitabilmente nei rapporti [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Credo che alla fine il navigatore abbia segretamente sogghignato.

  • An Old Luca: Grazie per la lettura e i commenti. Se ho strappato un sorriso mi fa piacere.

2
3
23

Consigli per preparare la TORTA al CIOCCOLATO di Capodanno (2/2)

... per Filippo e Concetta, che devono partecipare a una gara di torte, alla festa aziendale

31 July 2026

Amalgamare, amalgamare, amalgamare, sino a formare una crema compatta; è importante non distrarsi in questa fase delicatissima; un’amalgamata dalle tre alle quattro ore, fornisce i risultati migliori; attenzione a dove si posa la coppa con la crema amalgamata appena finita: quattro volte su dieci [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Walter Fest: Bravo zero a zero! Testo un pò lunghetto ma denso a simpatia di dettagli [...]

  • Riccardo: ottima scelta Zero! sia letteraria che culinaria.
    p.s ecco perche affido [...]

2
3
41

Il fioraio mancato

30 July 2026

Difficile dire da quanto tempo rifletta su tali temi, difficile esplorare l’origine di qualcosa che pare nascere con la tua essenza, risiedere in te e costituirti. Non so se pronunciarmi in merito o declinare l’argomento con un semplice “sono fatto così”. Da anni scruto il me passato e mi imbarazzo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: la riflessione é ottima cosa! e non deve comportarne un imbarazzo, é [...]

  • Dax: Una faticaccia cercare di vivere senza rimpianti...like

2
2
53

Fuori dal coro

30 July 2026

La luce gli arrivò agli occhi lentamente. Si svegliò, si guardò attorno e vide che tutti ancora dormivano. Ma non appena il chiarore si fece più insistente, ecco che i meno timidi iniziarono a cantare. Tutti la stessa nota, con le stesse vibrazioni. Quel suono gli era familiare perché era lo stesso [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    complimenti per il bel racconto...
    Siamo così: desiderosi [...]

  • Dax: Bello davvero. Cercare noi stessi nel branco, diversi ma simili, unici ma non [...]

2
2
26

Consigli per preparare la TORTA al CIOCCOLATO di Capodanno (1/2)

... per Filippo e Concetta, che devono partecipare a una gara di torte, alla festa aziendale

30 July 2026

La ricetta prelevata direttamente dal quaderno della Nonna e liberamente commentata. Comprare una fetta di pane di spagna, alta 2 cm e mezzo; comprarla in pasticceria a Torino e non in Spagna; certo, che se si andasse in Spagna… La fetta deve essere rotonda, altrimenti la torta verrebbe rettangolare [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su