«oh, mi scusi!»

la moretta dolcissima che incontro spesso nei supermercati della zona mi colpisce, stavolta fisicamente, mentre sto per prendere la terza delle passate di pomodoro in offerta, ogni bottiglia da 680 grammi, un euro e dieci.

continua a parlare

«pensavo che avesse finito, quindi mi ero lanciata»

«nessun problema, l’aiuto io» metto nel suo carrello ciò che desiderava, ha una spesa simile alla mia… tutto per single.

«grazie, era un po’ in alto, per questo ho preso lo slancio»

«se non la disturbo, potremmo fare le vasche insieme, tanto separatamente lo facciamo spesso»

«ah, mi ha riconosciuta? Anch’io la vedo spesso, lei… possiamo darci del tu»

«glielo stavo chiedendo anch’io, mi chiamo Davide»

«io Alessandra… dicevo… anche tu ami girare per i supermercati»

«sono scrittore, ogni scusa è buona per alzarmi dal computer»

«io traduttrice… idem»

ridiamo insieme, ancora un po’ nervosamente, round di studio, è inutile mandarla avanti, conosco il suo corpo a memoria, i movimenti che si fanno durante la spesa sono deliziosamente sexy, basta saper attendere.

«ovviamente saprai che oggi è la giornata del bio in offerta, invece del mezzo litro di sangue che si paga di solito alla cassa, oggi solo un quarto, al netto delle piastrine» fa una smorfietta, è divina!

«sì, mi è arrivato il volantino per mail, mega offerte solo per chi ha la carta bio… degradabile»

«esatto, madame! Dovrei mettermi in fila al bancone del pane, tu?»

«guarda, inutile chiederlo, ho già notato che compriamo le stesse cose, di solito»

«è vero… posso giocare a carte scoperte?»

«va bene, stupiscimi»

«aspetta, aggiungo il nome al ritratto che avevo: Alessandra, salutista ma non vegetariana, niente manie da dieta, non ne avresti bisogno, fai la spesa dalle due alle quattro del pomeriggio il martedì ed il venerdì»

«ovvio, c’è meno gente e dopo mangiato si comprano meno scemenze»

«brava, due mesi fa hai avuto un cambiamento nella vita… lavoro? Personale? comunque sei venuta a vivere al paesino con i tuoi…»

«questo da cosa lo deduci?»

«prima non ti avevo mai vista, poi dopo Pasqua hai iniziato a venire con una signora, che chiamavi “mamma”, lei ti dava delle dritte sui negozi, quindi non credo che tu sia nata qui»

«bravo Sherlock, tu invece sempre solo, spesa da single… aspetta, non prendere quella crema spalmabile, è piena di olio di palma»

«nessuno è perfetto, anche tu l’altroieri hai preso all’hard discount le patatine ferocemente unte»

«touché, comunque hai la donna delle pulizie che compra i detersivi per te, non hai mai preso neanche una saponetta, solo sapone da barba»

«è vero… hai glissato sul ritorno della figliola prodiga, volevo solo farti capire che l’ho notato, ma non chiederò altro»

«grazie, sei un amico»

spero che non si capisca troppo che ho pensato “per ora”

«si è capito, Davide»

«ora leggi anche nel pensiero? inizio ad essere imbarazzato»

«tranquillo, era solo un flash… reciproco»

«ti prendo le fettuccine trafilate al bronzo, lì in alto?»

«vuoi rimarcare la mia altezza? Guarda che sono uno, cinquantanove e mezzo»

«beh? Perfetta, amo le ragazze che non si mettono i trampoli per sentirsi all’altezza»

«infatti, non mi sento inferiore»

«ed hai ragione»

«senti, ho il 29, dobbiamo ancora aspettare sette numeri, se io faccio la fila qui, tu puoi pensare alla prima colazione? Tanto la facciamo identica, muesli senza uva passa…»

«…ma con frutta secca, lo so. Mi prendi il pane di segale? Mezza…»

«… mezza pagnotta, più una striscia di pizza bianca. Oggi le prendi le pizzette rosse?»

«la solita dozzina, grazie. Ti prendo anche il succo di mirtillo, visto che passo lì, la verdura la prendiamo all’ipermercato giù all’incrocio?»

«sì, come al solito… Davide aspetta!» mi prende la mano

«ai tuoi ordini Ale, che c’è?» ho sentito una scossa quando mi ha toccato

«niente, te lo dico dopo» lentamente le mani si dividono, spero per l’ultima volta… al massimo una settimana e faremo la spesa unica, lo sento.

 

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