«Succederà qualcosa di brutto».
«Succede sempre qualcosa di brutto. I Maya hanno previsto la fine del mondo per domani».
«Ma non era per il 2012?».
«Pare che si siano sbagliati nel riportare i calcoli. I soliti magheggi con le cifre. Vatti a fidare».
«Bah. Domani, eh? Ti farò sapere». Antonio si guardò nello specchietto retrovisore e sistemò una ciocca di capelli grigi che non voleva stare sotto il berretto d’ordinanza.
Giulio non commentò. Il collega anziano era un po’ vanitoso, ma non era male. Avrebbe potuto capitargli qualcuno di molto, molto peggio. Per certi agenti giovani come lui, il servizio di piantone in autopattuglia era una specie di tortura: fammi questo, fammi quello, vai a prendere questo, stai sveglio intanto che io schiaccio un pisolino… no, Antonio, decisamente, non era male. E forse non era neanche vanitoso. Semplicemente, cercava di sfuggire al tempo che passava. Un paio di settimane prima si era tinto i capelli, ma, col caldo, la tintura si era sciolta e il vecchio poliziotto sembrava appena sfuggito dalle grinfie di un tatuatore impazzito. Giulio era riuscito a trattenersi dal ridere, ma a fatica.
Un’auto, una Panda vecchio modello, passò. Procedeva a velocità moderata e Antonio le dedicò uno sguardo distratto. O che tale sembrava. In realtà, sapeva Giulio, Antonio aveva scattato una foto mentale dell’auto, del conducente e della targa e li aveva archiviati nel suo schedario mentale, dove sarebbero rimasti per un po’. La strada era deserta e c’era il rischio che gli automobilisti si facessero prendere la mano e premessero troppo il piede sull’acceleratore. Specie dopo il lockdown succedeva spesso. La gente aveva in corpo una gran voglia di correre. Per andare dove e a far cosa non si sa. Probabilmente non lo sapevano nemmeno loro.
«Succederà qualcosa di brutto» ripeté Antonio.
«Come mai ne sei così sicuro?» chiese Giulio.
Antonio sporse il braccio fuori dal finestrino e indicò le cime degli alberi dall’altro lato della strada. «Quelli» disse.
Giulio dovette chinarsi per essere sicuro di quel che stava vedendo. «I corvi?».
«Cornacchie» precisò Antonio «solo cornacchie».
«Non mi dire che sei superstizioso».
«Non so se sono superstizioso. So solo che, tutte le volte che quelle bestiacce si appollaiano su quegli alberi, come stanno facendo adesso, dopo un po’ succede un incidente. Uno brutto, con morti e feriti».
«Non ci crederai sul serio».
«Io non credo a niente. So solo quello che vedo. Sono anni che, di tanto in tanto, mi capita il servizio di auto-civetta su questa strada, da prima che esistessero gli autovelox, i tutor e tutti quegli altri aggeggi. Allora si metteva un filo sull’asfalto, per misurare la velocità. E ti posso dire che ogni volta che le cornacchie si posano su quegli alberi, dopo un po’ succede qualcosa di brutto. È come se lo sapessero prima».
«Mi prendi... in giro». Antonio era una brava persona, ma era pur sempre un superiore e Giulio non sapeva se poteva permettersi un certo linguaggio. Nel dubbio, meglio non rischiare.
«Vuoi la versione rassicurante?» disse Antonio «Gli uccelli hanno imparato che questo tratto di strada è pericoloso e sanno che gli incidenti d’auto sono frequenti. Laviamo via il sangue e portiamo via i cadaveri, quindi non dovrebbe esserci niente, per le cornacchie, ma non si sa mai. È come la storia del vecchio col cappello».
Giulio rise «Oh, quello non è una superstizione, è un fatto. Quando hai fretta, e la strada è stretta, e non puoi sorpassare, sta’ pur certo che, davanti, ti trovi un vecchio col cappello che guida un catorcio e se ne sta nel bel mezzo della strada e...». Si accorse che l’altro non rideva e ammutolì.
«Lo diceva anche Augusto Serbelloni» disse Antonio «le stesse parole».
«Chi...».

«Noi lo chiamavamo “il figlio del padrone”, Augusto Serbelloni. Quarant’anni fa, da queste parti, c’era un solo padrone, Giuseppe Serbelloni, e Augusto era suo figlio. Ci sono anche adesso i padroni. Solo che hanno nomi stranieri e faccio fatica a tenerli a mente».
«Ci saranno sempre, i padroni».
«Già. E i loro figli faranno sempre la stessa cosa: mettersi nei guai. Cambia il tipo di guai, ma non la sostanza. Augusto Serbelloni aveva la fissa delle auto. Maserati. Ne ha sfasciate sei… no, sette. Gli piaceva correre».
«Scommetto che ha ammazzato qualcuno e il padre lo ha tirato fuori dei guai».
«Il padre lo ha tirato fuori dai guai, sicuro. È questo che fanno i padroni: tirano i figli dei padroni fuori dai guai. Ma Augusto Serbelloni non ha mai ammazzato nessuno. Per via del vecchio col cappello».

Tutti i racconti

6
5
22

Ferragosto 2026

Cronaca di una tradizione Salentina

11 September 2026

Ieri, una giornata al mare, al seguito degli "habitué". Ho fatto questo fioretto per evitare rappresaglie; fortuna che c'era un bel venticello. Ho messo gli occhiali polarizzati, il cappellaccio blu anti-UV a falde larghe ben pressato fino alla fronte (comprato alla Decathlon e certificato), e [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Lo Scrittore: ricordi di un tempo lontano, oggi è proibito portare cibo in spiaggia. [...]

  • lottimista: Leggendo ho sentito il sole bollire sul cappello e la sabbia infilarsi dappertutto, [...]

4
9
47

Il miele delle cose non dette

11 September 2026

Nel paese, che aveva un nome così piccolo da sembrare quasi un errore sulla carta geografica, tutti sapevano tutto. Sapevano chi tradiva chi, chi aveva un figlio fuori dal matrimonio, chi aveva preso i soldi della pensione della madre e chi, invece, non aveva mai restituito una zappa. Sapevano [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • LaurY: Grazie, davvero, per le parole che avete lasciato sotto il mio racconto. Le [...]

  • Riccardo: benvenuta su Ldm, piaciuto racconto e lo stile. A rileggerci e a ritrovarci [...]

11
10
44

La Felicità

10 September 2026

Passeggiare tra le vie di un piccolo paese di montagna. Assaporare il silenzio che circonda le strade. Ascoltare le storie che raccontano i piccoli vicoli, quelli dove, da bambini, si giocava, spensierati, innocenti, puri, felici. Inebriare l’olfatto con odori buoni, quelli semplici quelli che [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Like

  • Goccia: la saggezza del vivere richiede la capacità di mitigare l'ansia [...]

6
7
34

Esorcismo d'agosto

10 September 2026

Caldo infernale Le montagne bruciano e noi guardiamo il nostro bollente futuro sui social e in televisione ma chissenefrega, non riguarda noi Io faccio surf tra nostalgia, problemi, energia zero e parole che sembrano non finire mai Sento la corazza sulla mia pelle Mi fa paura, proteggendomi Mi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Speranza che l'acqua lavi via il cando e il dolore. Like

  • ducapaso: Tutto si può dire e tutto è stato già detto.
    Corazze, [...]

24
17
107

AQVA

A true story

10 September 2026

Spesso succede così. Senza che il mondo se ne accorga, qualcuno di noi riceve una notizia. E un giorno qualunque, in una casa qualunque, perde il suo senso di ordinarietà. Ogni cosa non ha più valore. Lo stomaco si contrae in uno spasmo che toglie il fiato. Il cuore impazza. E poi tocca a noi. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Beorn: Da studioso delle scienze esatte, e concedendo piena fiducia all'onestà [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: Rileggendo il testo apprezzo il grande contributo ricevuto dalla redazione [...]

8
12
66

Il medico

Storie in 280 caratteri

09 September 2026

Avanti il prossimo! Il medico mi fa stendere subito sul lettino e mi dice che deve fare un esame approfondito. Lo guardo perplesso, vorrei parlare ma lui mi fa un cenno di silenzio col dito. Poi, d'un tratto, senza bussare, entrano due infermieri che lo portano via di forza.

Tempo di lettura: 30 secondi

7
11
37

LA DEA BENDATA

Il destino trova chi vuole essere cercato

09 September 2026

Per me vivere in una grande città e ritrovarmi ogni giorno in mezzo a fiumi di persone non è facile. Eppure non posso andarmene. Sono una divinità e sono costretta a restare ancorata a questo luogo per l'eternità. Non somiglio affatto all'idea che gli esseri umani hanno di una dea. Certo, sono [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

7
17
76

Alla fermata dell'autobus

08 September 2026

Alla fermata dell'autobus, sotto la pensilina, tre persone aspettano senza guardarsi. Un uomo con la valigetta controlla l'orologio ogni trenta secondi, come se osservarlo potesse imprimere un’accelerazione al tempo stesso. Una ragazza con le cuffie muove le labbra muta, forse canta, forse ripete [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Rubrus: Boh. Nel senso. L'uomo avvicina il biglietto all'obliteratrice, non [...]

  • Dax: carino. like

4
15
38

Daredevil: incapacità di intendere e di volere (3/3)

08 September 2026

Un mese dopo, notte. L'ex manicomio criminale di Riverside State Asylum giace abbandonato sulle rive dell'Hudson. Mattoni anneriti. Finestre murate. I vecchi padiglioni si susseguono nel buio. Un luogo che sembra essersi dimenticato di appartenere alla città. Tau rompe il silenzio. – Sei arrivato. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Giuseppe corsi: ok ma non leggo nulla. c'e' solo il mio panico perche' c'e' [...]

  • Aaron: Facciamo così. Ti rimando tutti e 4 in bozze. Dimmi poi se li vedi come [...]

6
6
37

Daredevil: incapacità di intendere e di volere (2/3)

07 September 2026

Mattina seguente, Tribunale Civile di New York. Il giudice entra. Sfoglia poche pagine. – Il ricorso è accolto. La separazione è pronunciata con addebito a carico della resistente. Silenzio. Il marito chiude gli occhi, come se gli avessero tolto uno zaino pieno di pietre. Matt gli stringe la [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Sono disorientato.
    Scritto benissimo, ma mi manca la connessione con le [...]

  • Giuseppe corsi: la mia cultura fumettistica e' essenzialmente alan ford. quando la marvel [...]

3
12
47

La montagna orizzontale

07 September 2026

Mio padre mi ha instillato il gusto della montagna orizzontale, senza manie da arrampicatore o sciatore. Qualche discesa la facevo, ma per non sfigurare con gli amici in settimana bianca. Assetati di piste, alla prime luci dell'alba erano già a colazione. Li seguivo ma faticavo a capire, illudendomi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • lottimista: zeroassoluto - Grazie

    Riccardo - Meglio non pubblicare perché [...]

  • Ondine: Forse non è un racconto vero e proprio, ma secondo me un'appunto [...]

4
2
35

Daredevil: incapacità di intendere e di volere (1/3)

06 September 2026

Mattina, Tribunale di New York. L'aula è gremita. Si discute una separazione con addebito. Da una parte Matt Murdock, che difende un marito ormai consumato da anni di accuse, scenate e sospetti. Dall'altra Furio, impeccabile nel doppiopetto, rappresenta la moglie. La donna interrompe tutti. – [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su