Il desiderio mi aveva portato lontano

Lontano da te

Cercavo di rimettere a posto la mia vita

Ma sentivo l’irrequietezza salire

Ero certo che vedendo volti e posti nuovi, avrei cercato di scavare tutto ciò che avevo ben bene coperto con menzogne e bugie

Ma la sera, quando si spegnevano i riflettori su quel palcoscenico ben costruito, mi mancavi tremendamente

Quei dolori che non puoi lenire con una camomilla o una coperta calda 

E dove le lacrime cadono in tazze vuote, esplodendo in aria, senza potersi aggrappare a niente

Ricadendo pesantemente

Proprio come mi sentivo io

Una marionetta senza fili, adagiata a terra, nell’attesa che qualcuno gli dia vita

Una nuvola rosa che al primo soffio di vento, si allontana sempre di più da quelle fragili certezze

Passarono i giorni

E i tormenti andavano a braccetto con quello che vivevo

La casella della posta era colma di tue promesse d’amore

Ma dal vaso che avevo appoggiato alla finestra, spuntò il primo bocciolo di tanti

Come voler indicare una rinascita

Anche il cielo diede una mano, bagnando i fiori con gentilezza

Un ultimo sguardo a quella finestra

E ad i fiori rigogliosi

Un taxi mi stava portando all’aeroporto

Ed un unico desiderio

Tu

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