Tre del mattino, apro gli occhi. E appollaiato al fondo del mio letto chi ti vedo? Gio. Ve lo ricordate Gio? Il fidanzato della simpaticissima Zoe. Mi fissa, scrupoloso e serio.
«Gio, sono le tre di notte. Tornate da dove sei venuto e lasciami dormire in pace, cazzo». Personaggi, ogni tanto ritornano ad annebbiare i pensieri.
«No, no che non ti lascio dormire. Tu sei l’autrice, mi devi ascoltare». E hanno pure delle pretese assurde.
«Posto che io sono l’autrice, caso mai sei tu ad essere in debito con me. Se non fosse per me, nemmeno esisteresti. Ti ho dato un aspetto, un carattere, una vita». Appunto. Ingrato.
«Sì, e a parte l’aspetto non è che tu ti sia impegnata molto. Mi hai dato un carattere e una vita di merda. Io non ci sto a fare la parte del pirla». Oggesù. Solo i miei di personaggi son capaci di far sentire in colpa il proprio creatore.
«Gio, tu sei nato per essere pirla. Sei nato per risultare uno sgradevole e inetto personaggino da Harmony. Mi serviva uno così, e sei nato tu». Ecco, in effetti, mi sta sulle palle anche a me, il povero Gio.
«NON CI STO». Spartaco spezza le catene. Anvedi.
«Ma non puoi non starci. Vivi solo nelle mie righe, io sono l’unica che può scegliere cosa puoi e non puoi fare, dipendi da me e basta». Il potere. Il potere mi dà alla testa. Mi sento dio.
«Non mi hai dato una volontà, mi hai fatto scegliere Zoe, ZOE! Quando tu sei l’unica che sa che io... io...». Eccolo qua il vero Gio, insicuro esserino balbuziente completamente incapace di tirar fuori la grinta.
«Che tu ami Adele. Ma vedi, quelli come te non sceglieranno mai Adele. Quelli come te scelgono sempre la vita facile. Adele è la complicazione che non sai affrontare, è il terremoto che ti distrugge le certezze. Spiegami, perché per due anni non l’hai più vista?». L’ho stretto alle corde, e mi sento un po’ perfida, ma sono le tre e lui sa solo lagnarsi, anziché essere felice di avere un’esistenza.
«Lei è sparita per seguire quel cantante da quattro soldi». Stupida Adele, in effetti. Ma Adele sa amare, ama con tutto il cuore e si dà con tutto il corpo.
«E non potevi amarla a dovere prima che si gettasse tra le braccia di un altro? Te lo dico io, perché nessuno ti conosce meglio di me. Non potevi, perché temevi che ti avrebbe massacrato. E temevi di non poterle dare quell’amore sanguigno che lei vuole. Tu e Adele non siete fatti per stare insieme. Tu e Zoe invece sì. Due creature senza sugo e senza sogni, coi piedi ben radicati nel cemento della quotidianità». Freud ne avrebbe un sacco da dire su Gio e sulla sua paura della vagina, peccato che non sia venuto a farmi visita anche lui. «Ma io LA AMO! Hai capito, Marta? La amo! Cosa ti costava nella finzione offrirci un lieto fine? Va bene, nella vita reale staremmo uno schifo, ma nella finzione potevi fare di noi quello che volevi, e ci hai negato pure lì un futuro!» Gio, avvicinatosi al mio pc, apre la cartella della sua vita. Il tasto destro fa clic sul file word della sua esistenza. O merda. «Sai adesso che faccio? Mi ammazzo, giuro, mi ammazzo, qui davanti a te che mi hai dato la vita! Adesso schiaccio elimina!». No, no, NO! «Senti Gio, parliamone con calma. Non c’è bisogno di arrivare a gesti tanto melodrammatici. Che figura ci faccio coi miei lettori? E che figura ci fai tu, usciresti dal personaggio! Su Gio, sii ragionevole. Lo sei sempre stato». Cavolo, ma com’è possibile che lui sia diventato uno che minaccia di uccidersi? Gesù, l’ho creato io, dovrei prevedere ogni sua mossa, e invece... «Ormai hai scelto il finale che ti offriva quell’insulso colpo di scena, solo per, solo per... e io?! Io non sarò mai felice, per colpa tua! Voglio farla finita! Adesso pigio elimina, e poi mi cancello definitivamente dal cestino con le ultime forze che mi rimangono!». E schiaccia. Lo vedo sbiadire un pochettino, si fa anche più piccino. Con un gesto di nobile e insuperabile amore, riesce anche ad aprire il cestino. E, clic, andato. Svanito nel nulla. Povero Gio. Non riesce nemmeno a uscire di scena in grande stile. Non sa che tengo tutti i files in doppia copia, al sicuro su un Hard Disk chiuso nel cassetto.
 

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Un mondo al contrario

17 February 2020

Ho ancora gli occhi stropicciati Passo le dita più volte su di loro Non riesco bene a capire Perché ho il tavolo sul soffitto e d il lampadario che parte ritto dal pavimento Mi affaccio al balcone e un automobilista mi guarda dal finestrino con sguardo rapito Le strade sono un misto di azzurro [...]

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Giacomo

16 February 2020

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Il sentiero

14 February 2020

Sto percorrendo un sentiero bagnato e disseminato di sassi, ho perso l’orientamento e di conseguenza non so dove andare. Dovrei incontrarmi con un tizio in una baita per un lavoro stagionale, ma il segnale del cellulare non prende affatto. Con la macchina non si poteva proseguire, ragion per cui [...]

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Due minuti

13 February 2020

Due minuti Due minuti era il tempo che lo separava da lei Pochi secondi dove dirsi tutto quello accaduto in un giorno Attimi dove concentrare sensazioni, pulsazioni, sentimenti Battiti del cuore che scandiscono parole, molte non dette Fremiti del corpo che volgono al pensiero del [...]

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Solitario

Mutande calate

12 February 2020

Durante il periodo delle superiori la stagione che attendevo con trepidazione era senz'altro l’estate per potermi finalmente rilassare e dedicare ai miei hobby, principalmente giocare ai videogames, ascoltare musica, andare al mare e soprattutto a guardare la TV, anche fino a tarda notte. Insomma, [...]

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Pensieri

11 February 2020

Stasera ci sono pensieri nella mia testa Girano vorticosamente Mi chiedo se non si stancano di farlo Di sicuro mi spossano Ma come faranno mai a entrare da un condotto auricolare all'altro Girano la stanza piroettando Facendo quasi sberleffi e poi rientrando Devo pensare di non pensare Mi concentro [...]

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Intimi e Insieme

11 February 2020

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Libertà

10 February 2020

27 ottobre 2017, una data da ricordare. Oggi è l'ultimo giorno di prigionia, sono già fuori e in questo preciso istante mi appresto a caricare i bagagli sulla mia automobile parcheggiata all'esterno del penitenziario. Dopo mesi finalmente torno a casa. È stata veramente dura. Provare per credere. [...]

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Qualcosa in cui credere

09 February 2020

Quel giorno, me lo dissero. Ero sola. La saletta bianca, asettica, non rendeva le cose facili. Il sole filtrava tra tende. E gli odori erano acri e fastidiosi. Suoni di sirene assordavano le orecchie. Nelle corsie volti rivolti in basso, come dovessero vergognarsi di chissà cosa. E quella [...]

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Fare il tempo

Nostalgia e rottami

09 February 2020

Di mestiere raccoglieva ferro e altri metalli. Soldi in cambio non ne dava, ma potevi scegliere un oggetto tra gli scarti che prendeva da altri “clienti”. Aveva un piccolo trabiccolo a tre ruote che riusciva a caricare come un Tir. Nessuno si chiese mai dove fosse il deposito di tanta ricchezza [...]

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GMC

08 February 2020

Da grande appassionato di videogiochi per PC nei miei verdi anni, con la misera paga di 10,00 euro al giorno che percepivo in qualità di commesso in un negozio di casalinghi, mi prodigavo quasi sempre a spendere nell'acquisto di svariate riviste con tanto di CD o DVD contenenti principalmente tantissime [...]

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  • Patapump: Il mondo dei giochi non mi appartiene. Ho abbandonato il gioco stesso ancora [...]

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A chi consegneremo questo mondo?

07 February 2020

La vita ci appartiene sempre, perchè è un dono che dobbiamo difendere in ogni istante dei nostri respiri, pur offrendoci, amando, nevrotizzandoci in una società precostituita, dove piccoli gruppi costantemente cercano di cambiare le regole del gioco e diffondono i virus della sregolazezza, dell'anticonformismo [...]

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