30/9/2000

 

"Papà, papà guarda! Stiamo volando!" 

"Hai visto Nico? Quanta magia ci circonda!" 

Nico insieme a suo padre stavano compiendo un giro intorno al mondo con un piccolo elicottero dopo che aveva promesso al figlio di portarlo ovunque desiderasse.

"Nico, prendi nota di tutto quello che vedi, sì? Quando torneremo scriveremo tutto quello che abbiamo visto!" 

Nico era troppo entusiasta per scrivere ma prese un diario e una penna e cominciò a descrivere tutto quello che vedeva.

"Che bello papà! Lo sai che ho bisogno di te e non importa dove andiamo!" 

.

.

 

"Papà allo stadio fanno tanto rumore? Perché ho sentito dire che spesso gli spettatori litigano.", domandò il piccolo Nico preoccupato.

"Ma no Nico, stai tranquillo! Ogni tanto qualcuno bisticcia un po', ma non preoccuparti ci sono io qua con te. Ti proteggo io. Tu pensa a goderti la partita. Tutti i maschietti a una certa età cominciano a frequentare lo stadio.", lo rassicurò il papà ridendo.

Nico rise e si sentiva tranquillo grazie alla protezione e alla vicinanza di suo padre. 

"Grazie papà, ho bisogno di te. Tu lo sai.", disse Nico abbracciando suo padre. 

.

.

 

"Papà, mi piace passeggiare in mezzo al bosco ma non credo che ce la farò mai da solo." 

Il padre di Nico lo guardò affettuosamente e lo prese in braccio.

"Ma no Nico, adesso perché ancora sei piccolo, ma quando crescerai vedrai che riuscirai a fare tutto quello che vuoi. Anche girare per un bosco in solitaria."

Nico sorrise felice perché suo padre sempre riusciva a farlo sentire tranquillo e a infondergli sicurezza. 

"Allora ho ancora bisogno di te papà." 

.

.

 

"Ma papà non ho voglia di andare a scuola! Voglio andare a giocare e poi volare con te intorno al mondo! Come la storia di Verne, facciamolo anche in 80 giorni se vuoi!"

Il padre rise e si mise in ginocchio in modo di trovarsi di fronte al viso del figlio. 

"Adesso devi andare a scuola perché devi imparare. Immagina quanti altri libri potrai leggere come quello di Verne!"

"Ma papà tu non mi lascerai vero? Quando uscirò sarai ancora qua?"

Il padre annuì assicurando al figlio che ovviamente sarebbe tornato a prenderlo.

"Grazie papà. Ho sempre bisogno di te lo sai." 

.

 

"Era tutto un sogno..." 

Nico fu svegliato improvvisamente da tutti i sogni che stava facendo. 

"Devo dirlo a papà!"

Il papà di Nico doveva trovarsi nella sua stanza, dove stava anche lui riposando. 

"Quanto sarebbe bello volare insieme nel cielo!", pensava Nico ridendo felice dell'idea e pensando di proporlo giustamente a suo padre.

Non poteva aspettare il giorno dopo. Assolutamente no!

"Papà...", chiamò Nico a bassa voce e camminando piano piano nel buio della stanza.

"Papà...", provò nuovamente Nico.

Perché suo padre non gli rispondeva? 

Nico si avvicinò al letto e questo gli sembrava vuoto. In fretta e furia Nico accese la luce e quello che vide lo lasciò di sasso: il letto di suo padre era vuoto.

Ma dov'era andato? 

Nico cercò in tutte le stanze e in nessuna di queste si trovava, girò e rigirò tutte le coperte spaventato non capendo perché improvvisamente si ritrovasse solo.

Ma allora tutti quei sogni?

"Papà... dove sei?" 

Nico scoppiò a piangere e sebbene fosse notta fonda e la strada poteva essere un luogo pericoloso uscì di casa e cominciò a chiamare suo padre a squarciagola.

"Lui non tornerà."

Una donna in quel buio si era avvicinata, sembrava un fantasma. 

"Chi sei? E perché dici che non tornerà? Io sono suo figlio, non può essersene andato." 

"Vieni con me."

La voce della donna era dolce e non sapeva esattamente perché ma Nico sentiva che seguirla era la scelta giusta.

Nico non riusciva a parlare e non si rese conto che si erano ritrovati davanti a una casa. 

"Nico, benvenuto a ‘La Esperanza’." 

"Che cosa...? Che vuol dire?"

La donna di cui ora si poteva vedere la figura sotto la luce di un lampione sorrideva gentilmente.

"'La Esperanza' è il luogo di tutti i bambini abbandonati."

"IO NON SONO STATO ABBANDONATO!", esclamò Nico piangendo a dirotto.

"Nico.", riprese la donna trattenendo a stento la tristezza che provava per Nico "Tuo padre non tornerà. Lui è volato via, ha dovuto farlo."

"Come...? Ma noi dovevamo volare insieme! Andare allo stadio! Doveva portarmi a scuola!" 

"Tuo padre vola e volerà da solo d'ora in poi."

Nico non voleva arrendersi ma si sentiva così stanco. 

"Nico, sai perché questa casa si chiama 'La Esperanza'?"

Nico fece cenno di no con la testa.

"Qui si può tornare a sognare, a sperare."
"Se papà non tornerà come hai detto in cosa posso sperare?", domandò Nico affranto.

La donna prese Nico per mano e si abbassò dolcemente. Aveva un viso dolce e rassicurante.

"Tu troverai il coraggio di lottare e magari un giorno potrai volare di nuovo."

"Fidati di me." disse la donna allungando l'altra mano.

Nico alla fine si lasciò andare ed entrò nella casa 'La Esperanza', dove avrebbe vissuto per molti e molti anni. 

 

Tre anni dopo

 

3/8/2003

"Caro papà,

Lo so che sei volato via. Adesso l'ho capito. Mi hai abbandonato e io pensavo che avessi deciso di volare per il mondo senza di me. Ma ora mi sono reso conto che sei volato sul serio. 

Mi ci è voluto coraggio per scrivere questa lettera e non so se mai la leggerai, ma scriverti mi aiuta e mi fa credere che un giorno tornerai. 

Non so come farò adesso perché mi sarebbe piaciuto andare allo stadio, mi sarebbe piaciuto prendere l'aereo o un piccolo elicottero e volare via, avrei voluto che mi accompagnassi e che mi fossi venuto a prendere all'uscita della scuola o che fossimo andati a passeggiare insieme per i boschi.

Quella notte mi hai lasciato senza dirmi nulla. E ora non ci sei più. Lo so che non tornerai, ma io talvolta mi sento solo anche se a 'La Esperanza' è tutto molto bello. Ci fanno sognare, ci fanno giocare, ma tutti ci sentiamo tristi perché molti di noi non vedranno più i loro genitori. Qualcuno invece se ne va e ritrova la sua famiglia, o una famiglia nuova. 

Papà se senti piangere sappi che quello sono ancora io e voglio che tu sappia che anche se mi fa male io ti porterò sempre dentro al mio cuore. 

Papà, io ho ancora bisogno di te. 

 

Tuo figlio Nico"

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=lKICXSBQwUw

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