Erano passati giorni e settimane, Horace aveva ripreso gli studi e frequentava la scuola con profitto, nel tempo libero cercava dei lavoretti da fare fra i negozianti della strada, che impararono a conoscerlo e gli affidavano piccole mansioni che lui diligentemente eseguiva, racimolava qualche soldo per poter esaudire suoi piccoli desideri. Spesso incrociava la banda di Harley, tirava dritto senza fermarsi per salutare, molte volte cambiava strada, quando si accorgeva che erano in procinto di fare qualcosa di poco pulito. Una volta capitò di fermarsi in un negozio per chiedere se avesse bisogno di lavori, stava uscendo, quando irruppero con il viso nascosto nei passamontagna, quattro ragazzi con le pistole alla mano. Stavano tentando una rapina al negoziante che, preso dal panico tentò di prendere la pistola nel cassetto, uno dei quattro se ne accorse e gli sparò, poi in fretta la banda di malviventi si dileguò. Horace era rimasto paralizzato dalla paura, se la stava facendo addosso, vide il corpo del negoziante disteso per terra in una pozza di sangue e si allontanò in fretta, ma appena uscito dal negozio incappò in due poliziotti che intanto erano arrivati.

«Fermo! Dove credi di andare, ti faccio passare io la voglia di fare le rapine ai negozianti.»

« Fermo non ti muovere.»

«Scusi agente, io ero venuto a chiedere del lavoro, sono arrivati quattro con le pistole e hanno sparato, io non c’entro.»

«Davvero! Hai sentito – disse rivolto verso il compagno che intanto era entrato e aveva visto il morto a terra, - dice che lui non c’entra, poverino!»

«È la verità agente, può chiedere agli altri negozianti, mi conoscono, faccio dei lavori per loro, non so nemmeno com'è fatta una pistola.»

«Basta, piccolo negro di merda, vuoi prenderci in giro, non solo andate in giro a sparare alla gente, ma volete farci passare anche per fessi. Sappiamo che non sei stato tu a sparare, ma tu lo stesso fai parte della banda di quello svitato di Harley, credi che non lo conosciamo? Sappiamo tutto di lui e di quei quattro delinquenti che gli vanno dietro.»

«È giusto agente – disse Horace – ma io non faccio parte di nessuna banda, io vado a scuola, non ho tempo per queste cose, vi prego mia madre sarà in pensiero per me, non mi vede arrivare, mi chiamo Horace e vivo nel palazzo fantasma, se avete bisogno di me mi trovate lì»

«Lasciatemi andare, per favore, non ho fatto nulla, mi sono trovato nel posto sbagliato, non è colpa mia.»

«Ehi Johnson lo senti questo porcello di negro, lui dice di essere un bravo ragazzo, mi dici come fa un negro ad essere un bravo ragazzo a Harlem, e come credere che nevicherà a Ferragosto o che esiste Babbo natale. Smettila muso nero, stai buono se no con la scusa che scappi ti pianto una pallottola in testa, tanto uno più uno meno non cambierà certo la situazione, capito!»

A questo punto Horace perse la testa, si arrabbiò sul serio e si scagliò contro il poliziotto.

«Possibile che voi sbirri siete così stupidi da non saper vedere la differenza fra una persona onesta e un delinquente, avete modo di verificare quello che sto dicendo, io non c’entro mi sono trovato sul posto per caso, cosa avrei fatto secondo voi, a sparare non ho sparato, non sono corso via, non ho rubato niente, quelli della banda non li conosco, che volete da me. Lasciatemi andare, domani magari vi fate un giro fra la gente onesta come dite voi e vi accorgerete che dico la verità.»

I due poliziotti non lo mollarono di un centimetro, ascoltarono con un sorriso le parole del ragazzo, poi gli misero le manette. 

«Sai invece che facciamo piccolo muso nero, noi adesso andremo in centrale e ci resterai fino a quando il giudice non deciderà che sorte dovrai avere, con il nostro rapporto credo che un po’ di anni al riformatorio non te li leva nessuno, così ti passa la voglia di prendere in giro la polizia.»

Esasperato Horace cominciò ad urlare, "sono innocente non ho fatto niente, questi due maiali di poliziotti solo perché sono nero vogliono farmi pagare colpe che non ho." Le sue urla attirarono la gente intorno e i negozianti si fecero avanti per dimostrare che il ragazzo diceva la verità.

«Agenti, il ragazzo dice la verità, lui viene tutti i giorni da noi chiedere di lavorare, conosciamo sua madre, suo padre che lavora per il comune, brave persone, quelli che hanno tentato il colpo erano più grandi ed erano mascherati.»

«È vero, disse un altro»

Anche una signora anziana e ben vestita che passava in quel momento, si fermò a parlare con i due agenti.

«Sì, conosco quel ragazzo, è un mio alunno, viene a scuola tutti i giorni ed è anche bravo.»

Man mano i due agenti si videro circondati da una folla di persone che cominciava ad alzare la voce, a spingere, a chiedere sempre con più insistenza che fosse liberato. I due si videro a mal partito e chiesero rinforzi, di lì a poco altre macchine della polizia arrivarono a sirene spiegate e ne scesero agenti in tenuta antisommossa, cominciarono a menare manganellate a destra e a sinistra.

 

«Circolate, circolate, forza levatevi di torno, che succede qua, c’è un indiziato e deve subire gli accertamenti, forza andate via, prima che passiamo alle maniere forti. Il guaio, di voi neri, è che non sapete mai quando è il momento di fermarvi. Volete sempre esagerare.»

 La comunità nera di Harlem non era nuova a questi atteggiamenti di prepotenza da parte della polizia e cominciò a rumoreggiare, la folla si era fatta sempre più numerosa e gli agenti erano in minoranza, cacciarono fuori le pistole. In mezzo alla gente che protestava, in modo anche pacifico, c’erano elementi che non vedevano l’ora di mettere le mani addosso a poliziotti bianchi prepotenti, quale occasione migliore. Il cerchio dei dimostranti si stringeva sempre di più intorno ai poliziotti, che di difendevano a colpi di manganello, poi cominciarono a sparare ad altezza di gambe e ci furono i primi feriti, la ressa dei protestanti si sciolse lasciando per terra, molti feriti. Visto l’esito dei loro colpi, i poliziotti continuarono a sparare, questa volta leggermente più in alto, si videro delle persone accasciarsi per terra sanguinanti. Da lontano altre sirene avvisarono che erano in arrivo altri rinforzi. 

 

Tutti i racconti

0
0
1

pensieri comuni in partenza

punti di vista in partenza

Ste
15 March 2026

Eccoti qui, in fila all’aeroporto per il check in. Hai progettato, pianificato il viaggio, hai cercato di evitare tutte quelle scocciature che potrebbero rovinare l’umore… Sta per iniziare la vacanza! Ti guardi attorno, per la maggior parte sono famiglie, gruppi, poi qualche coppia e pochi solitari, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
1
1

Un gabbiano

15 March 2026

Ho vent'anni, i miei genitori volevano che fossi libero di volare come un gabbiano, mi hanno chiamato Jonathan in omaggio alla libertà. Mia madre mi ha nutrito con le proteine che pascolano libere nelle nostre praterie, ora i miei cento chilogrammi di muscoli la sollevano e la fanno volteggiare [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Faber: Giusto l'omaggio alla libertà, purtroppo lo scrittore ha lo stesso [...]

5
4
32

Ascia Nera - La tomba (2/2)

Dax
14 March 2026

Si tolse il piatto e lo scudo dai piedi. Erano ammaccati, ma ancora utilizzabili. Li ripose nello zaino. La lancia giaceva a pochi passi da lui, spezzata in due. Si puntellò sulle braccia e si alzò in piedi. Lo stomaco brontolò. — Sarà meglio mangiare. Sacco vuoto non sta in piedi. Mangiarono in [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Miri Miri: Dax, mi hai fatto piangere quando pensavo che avessimo perso Fiammotto.Mi resta [...]

  • Dax: bhe, i gatti hanno 9 vite...😇😊

6
4
42

Uscita d'emergenza

14 March 2026

Sabina ormai capiva dalla pesantezza dei passi e dal tono più o meno cavernoso della voce se si sarebbe dovuta preparare al solito silenzioso linciaggio. Saverio sapeva bene dove e come colpire senza lasciare segni visibili. La polizia penitenziaria lo aveva liquidato con una generosa buona uscita [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Bello, e tragico. eEa più giusto se i barbiturici li faceva assumere [...]

  • Miu: Prima di tutto mi scuso per questo commento, che resta comunque un parere del [...]

7
4
76

Ascia Nera - La tomba (1/2)

Dax
13 March 2026

Mentre saliva la scala di pietra con ritmo costante, la densa luce rossastra che illuminava l'ambiente fece pensare a Trom di stare attraversando una fornace. La daga appesa alla cintura tintinnava debolmente. Il gatto rosso, Fiammotto, era acciambellato sulla sua spalla. Il tempo si misurava in [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lawrence Dryvalley: NUOOOooo... COME L'ULTIMA?! The last dance for Dark Axe... 😭

  • Miri Miri: Bravo Dax, sai tenerci sempre con il fiato sospeso. Molto curiosa di legegre [...]

4
5
86

Andrà tutto bene 2/2

La vita ai tempi del Covid

13 March 2026

Per evadere, mi dedico a una maratona di film che nemmeno Netflix regge il confronto: potrei fare un database, ma forse è più facile elencare quelli non visti. E quando chiudo gli occhi, sogno i figli a Roma e mia madre, una novantenne che dribbla il virus meglio di Ronaldo. Ma la videochiamata [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Riccardo: accipicchia! scrivi davvero bene, argomento che ha lasciato il segno certo, [...]

  • Mister Fox: Il tuo racconto mi ha colpito, mi ha dato un pugno diritto allo stomaco.Racconti [...]

6
6
640

In mezzo al prato 2/2

12 March 2026

«Abito qui di fronte. La casa dalla parte opposta della strada. Era dei miei nonni». Il Pedretti annuì, come se avesse capito di che cosa stava parlando la ragazza. In realtà, da buon cittadino, appena aveva notato uno spazio sotto un platano che cresceva nel cortile davanti all’osteria, ci aveva [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
4
460

Andrà tutto bene 1/2

La vita ai tempi del Covid

12 March 2026

I vicini ormai sono diventati rumorosi coinquilini: una coppia di coniugi quarantenni che fanno finta di lavorare da casa, ma in realtà stanno diventando chef stellati di pizze e dolci (la farina è il nuovo oro). I loro figli? Urlano come se stessero salvando il mondo… ma in realtà stanno solo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
4
266

In mezzo al prato 1/2

11 March 2026

Matteo Pedretti non sarebbe entrato nell’osteria se non fosse stato per la luce. Attraversava il vetro smerigliato della porta come se giungesse da una grande distanza. Anche la tinta era diversa. La riconobbe prima di posare la mano sulla maniglia. Lampadine a incandescenza. Erano sparite da anni, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

6
9
717

Lo hai trovato

11 March 2026

Lo hai trovato Lo hai trovato in un libro In una delle ultime pagine di un romanzo che parlava di un viaggio Verso un paese lontano che non avevi mai visto e solo sognato a occhi aperti Un piccolo fiore secco Che molto tempo prima avevi nascosto Per ritrovarlo solo ora che quel libro non aveva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: grazie ragazzi/e, sempre carinissimi 🤗

  • Rubrus: Be', sì, era relativamente comune una volta mettere un fiore o uno [...]

3
5
364

Mi chiamo Chiara e ho 19 anni

10 March 2026

Da quando vivo a Bologna ho imparato una cosa: i portici proteggono dalla pioggia, ma non dalle pessime decisioni sentimentali. Me ne accorgo ogni volta che resto ferma sotto uno di quegli archi, con lo zaino sulle spalle e il cuore che batte più forte del traffico di via Zamboni. I mattoni sopra [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: "Di tal genere se non tali appunto". A volte crediamo che sia un [...]

  • Lawrence Dryvalley: Piaciuto molto. Bell'equilibrio di emozioni giovanili, cultura e nozioni [...]

2
3
162

Aurora Che Deflagra

10 March 2026

Nel fauto soffio del tuo nome, appendo sul cuore il giorno d'amore della mia ambascia di seta come una giacca di luce, e il sorriso labile del primo sole che rischiara boccioli di emozioni, nel refolo d'attesa, impara, tra cumulonembi a respirare dal tuo passo, drappo magnetico che [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • U2108: Brava. E' poesia.

  • Dax: Like...molto romantica

Torna su