Era una mattina strana.

 

Appena sveglio si affacciò alla finestra e vide che tutto era coperto da un sottile strato di nebbia, che sembrava aderire perfettamente ai contorni delle cose, delle persone.

Un po' inquietato, con un inspiegabile senso di avvilimento, si preparò per andare al lavoro.

Uscì di casa e si chiuse la porta alle spalle. Seguì la strada con lo sguardo e vide che non c'era più nessuno in giro, anche se dalla finestra aveva notato un insolito numero di persone pochi minuti prima. Con un'alzata di spalle si mise in cammino, era anche in leggero ritardo.

 

Andava al lavoro a piedi, non aveva la macchina e non gli piaceva la folla dei mezzi pubblici; vi si era sentito soffocare ogni volta che era stato costretto a prenderli e quindi aveva scelto di andare a piedi.

E la cosa non gli dispiaceva. Non usciva molto di casa, era un tipo un po' solitario, ma non stava male. Socializzava con gli sguardi, quando camminava in mezzo alla gente. In fondo era sufficiente vedere le persone e sentirsi parte del grande fluire di passi e discorsi che seguiva ogni mattina ed ogni sera, andando e tornando dall'ufficio.

 

Quella mattina, però, non c'era nessuno in giro. Era strano e inquietante.

 

Passava davanti a vetrine di negozi che di solito erano presi d'assalto già di prima mattina, ma non c'era nessuno davanti. Più proseguiva lungo la strada e più si sentiva oppresso.

Ecco il bar in cui faceva colazione; doveva sempre aspettare prima di poter consumare un caffè, ma anche lì… nessuno.

Spinse la porta a vetri per entrare, ma già mentre appoggiava la mano al maniglione si era accorto che qualcosa non andava. Anche la cassiera, che gli regalava sempre un sorriso meccanico, molto professionale, e che lui odiava per questo motivo, non era al suo posto.

Entrò nel bar e rimase colpito dal silenzio che vi regnava. Andò fino al bancone, ma nemmeno lì c'era gente, neanche il barista.

 

Un brivido gli passò sulla schiena: il bar era completamente vuoto, come la strada.

 

Mentre uscì, in fretta ed impaurito, fece attenzione ai rumori della strada; il silenzio del bar gli aveva lasciato un senso di vuoto che prima, perso nei suoi pensieri, non aveva avvertito.

 

Anche la strada era completamente e perfettamente silenziosa!

Nessun rumore di macchine, di passi frettolosi, neanche il continuo cinguettare degli uccelli.

Anche la brezza che faceva muovere gli alberi ai lati della strada, silenziosamente, notò, non aveva voce quella mattina.

 

Era come se fosse diventato sordo.

 

"Ma cosa..?" disse, e si spaventò del suono che udì. Era la sua solita voce, quindi non era diventato sordo, ma in quel silenzio perfetto ebbe il potere di terrorizzarlo.

In preda allo sgomento si mise a correre verso il suo ufficio.

 

Continuava a guardare nelle vetrine e lungo la strada, osservava febbrilmente ogni finestra dei palazzi che gli passavano a fianco come se si trovasse in una strana galleria, per vedere qualcosa, un volto, una tenda smossa, un'imposta che si apriva… niente!

 

Nessun movimento, a parte lui che adesso correva come un forsennato, col cuore che quasi si spaccava dalla fatica e dal terrore.

Erano spariti tutti.

Il libraio che lo salutava sempre, fumando il sigaro davanti al suo negozio.

La fioraia che ogni mattina, da anni, gli chiedeva se finalmente avesse trovato una donna.

Il ragazzo che da mesi cercava di vendergli lo stesso ombrello nero, che ci fosse il sole o che piovesse.

Nessuno! Era completamente solo!

Nella mente solo un pensiero fisso "Non è possibile, non sta succedendo. Dove sono tutti quanti?", con la corsa frenetica che lo portava sempre più vicino all'ufficio.

Mancavano forse duecento metri al palazzo dove lavorava, anche di meno.

Sbatté con violenza contro il portone, troppo preso dall'orrore per poter rallentare.

Entrò, col naso che sanguinava per la botta presa, e, come temeva, non vide nessuno.

 

Non era possibile, perché erano spariti tutti quanti? E perché lui era lì? Non aveva senso.

 

Salì le scale per raggiungere il suo ufficio. La sua inquietudine gli rendeva impensabile l'uso dell'ascensore.

Mentre seguiva il corridoio guardava negli uffici dei colleghi, persone che conosceva da 10 anni. Vuoti.

In preda al panico, ormai, aprì la porta del suo ufficio e la sbatté dietro di sé, appoggiandosi ad essa per riprendere fiato.

Era un ambiente conosciuto, confortevole, che lo calmò un poco, non riuscendo, però, a togliere nulla alla sua disperazione.

Accese il televisore per sentir parlare qualcuno, chiunque, solo per sentire una voce, solo per ascoltare delle parole.

 

Frrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrssssssssssssssssssssshhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

 

Fu tutto quello che uscì dalle casse. Un fruscio, nulla più. E dopo qualche istante si spense anche quel rumore. Si lasciò andare sulla poltrona, alla sua scrivania e pianse, singhiozzando come un bambino. Era inspiegabilmente rimasto solo, completamente solo, e non riusciva a capire cosa fosse successo.

Alzando gli occhi rossi e gonfi colse un movimento nella stanza.

Vide un'ombra avanzare verso di lui, più nera della notte più nera.

Quando fu a poca distanza, dall'ombra uscì un tentacolo che gli porgeva qualcosa.

L'ombra lasciò l'oggetto sulla sua scrivania e lentamente si dissolse.

 

Silenzio assoluto durante la consegna.

Silenzio assoluto dopo.

 

Abbassò gli occhi per vedere cosa ci fosse sulla scrivania e vide che era una via d'uscita da quella follia.

 

Una via d'uscita col cane già armato.

 

Tutti i racconti

2
1
197

Dov'è la fede di un marito fedifrago?

10 April 2026

Marco aveva smesso da tempo di indossare la fede. Nessun orologio, nessun bracciale, nessuna collanina. Tutto lo infastidiva. Sara si era dispiaciuta per un breve periodo, ma poi lo aveva accettato con tranquillità. Si era sempre detta che contavano i sentimenti e non i simboli. Ora però, dopo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
2
124

L’amore che resta Capitoli 5 e 6

10 April 2026

Capitolo 5 — Le dimissioni (dentro di me) C’è stato un tempo in cui non riuscivo a stare ferma. La fermezza, per me, era vuoto. E il vuoto faceva paura. Allora mi inventavo dei gesti. Piccoli, segreti. Gesti che sembravano amore e invece erano ansia. Una volta sono andata sotto casa sua con una [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like

    cara Lucia
    proseguendo il viaggio doloroso nella tua memoria, [...]

  • LuciaM: ti rispondo con ironia e simpatia che ne avrei fatto vole tieri a meno ........

4
6
396

Tutto il giorno stanco

09 April 2026

Era tutto il giorno che era stanco, aveva anche una certa età ormai e non si aspettava più nulla della vita. Aspettava solo Sorella Morte, che lo avrebbe liberato da quella stanchezza e, alla fine, da tutte le stanchezze. Ma c'era ancora qualcosa. C’era un sole abbagliante là, sulla piazza davanti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
2
76

Amani (2/2)

il bambino di bronzo

09 April 2026

I due eserciti nemici decisero, in quel preciso momento, davanti all'ingresso della vecchia metropolitana, di congelare i propri rancori. Adesso avevano quasi capito che stavolta sarebbe stato diverso. L'aria era estremamente fredda, il vento radioattivo sembrava sospeso. Molti di loro tolsero [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
3
701

La Versione sTramba

Centrale paranoica n°10

08 April 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica... colpo grosso stanotte!! Sapete chi è il grande capo qui al Transcend Village? Come no!? È lui, il Dott. Stella. È a capo di un sistema di cura e protezione psichica dei picchiatelli tanto avanzato e tecnologico e tuttora mai replicato da nessuno. Immaginate: ogni [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

2
5
292

Amani (1/2)

il bambino di bronzo

08 April 2026

Il cielo era rimasto grigio per così tanto tempo che nessuno ricordava più il colore dell’alba. Non era un futuro distopico, quello immaginato mille volte nei film. Non era una vecchia serie televisiva. Fumi inquinavano l'aria, liquami di ogni genere l'acqua. Le città erano scheletri di cemento [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
3
290

L'Onore

07 April 2026

“Addio mia bella addio L’armata se ne va E se non partissi anch’io Sarebbe una viltà.” Così cantavano migliaia di giovani, spavaldi e sorridenti, affacciati ai finestrini dei treni che li portavano al fronte. Era una viltà non partire, restare a casa, mentre altri andavano inseguendo ideali e [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: Perché nessuno parla oggi della grandezza e della lungimiranza di uomini [...]

  • Dax: Triste verità...la guerra fa piangere tanti e ridere pochi, di norma [...]

8
12
340

Fillus de anima

07 April 2026

L’appartenenza non è solo condividere la stessa casa. È avere gli altri dentro, come radici nella stessa terra. Un tempo, nelle campagne di Sardegna, bastava uno sguardo per cambiare un destino. Non c’erano firme, né documenti. C’era la parola data e quella bastava. Così nascevano i fillus de [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
6
331

Il bicchiere mezzo pieno

Il mare a giugno

06 April 2026

Matteo abitava in un posto particolare, di quelli che sembrano messi lì apposta per rendere inutile qualsiasi tipo di lamentela. Una terra un po' “storta”, Devia, con il mare talmente vicino che, a forza di guardarlo ogni giorno, aveva smesso di considerarlo una conquista. Stava lì, come una sedia [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • An Old Luca: Piacevolissomo e rasserenante.

  • Rubrus: Carino. Giugno e luglio sono i mesi migliori per andare al mare. Via via che [...]

3
4
103

Prima guida

06 April 2026

L’auto arrivò con qualche minuto di ritardo. Una Panda vecchia, di quelle che sembrano sempre sul punto di spegnersi. Si fermò davanti a me con un leggero strappo del motore, poi silenzio. Dal finestrino uscì un braccio che salutava. «Sei tu quello per Monza?» chiese il conducente. Annuii. Me l’aveva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • U2108: Descrizione brillante di una esperienza di viaggio particolare. Bravo

  • Dax: Bello. Ma il protagonista è un ragazzo o una ragazza?Guido che guida....like

5
5
88

Il tributo

05 April 2026

L’ uomo emerge dall’oscurità del sottopassaggio. Sale con passi lenti e respiro pesante le scale che lo separano dal binario. Il buio senza luce del tardo pomeriggio invernale sembra una propaggine della voragine oscura che incombe sulla sua anima. Sulla banchina c’è solo la ragazza, con i suoi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Luigia: Ho rimosso il commento perché di questo pezzo si è occupato un [...]

  • Dax: Un racconto interessante... più vhe una bestia è uno.psicopstico....like

5
5
108

Vi racconto la storia dell'abbottonatura (2/2)

La differenza tra uomo e donna

05 April 2026

Tutti i giorni ci vestiamo, abbottoniamo i nostri abiti, le donne a sinistra e gli uomini a destra. Gesti semplici, quotidiani. Ma perché c'è questa differenza tra uomo e donna? Cercherò di spiegarlo in questa seconda parte. La scelta di abbottonare i vestiti a destra o a sinistra risale a pratiche [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: E abnottonate al centro?Like

  • Riccardo: sempre interessanti i tuoi scritti. ciao caro Gennaro 👌

Torna su