Durante l’estate del 2002 Pescara offre la sua porzione d’Adriatico al set del film “Liberi”, regia di Gianluca Maria Tavarelli, con un esordiente Elio Germano che fa la corte a Nicole Grimaudo, anch’ella abbastanza sconosciuta al pubblico del cinema d’essai, sebbene ben presente nei ricordi degli ex adolescenti dei tempi di “Non è la Rai”… 

Una mattina mi telefona mio padre, contento come se avesse vinto ad un gratta e vinci, e mentre io fatico astaccarmi dalle braccia di Morfeo, mi urla come un ossesso nell’orecchio:“Ugo, ti ho procurato un lavoro d’attore! Vieni al mare, corri! Anche perché s’è alzato lo scirocco!” - “A pà, io sto ancora a dormì… Pà? Pààà?...”  

Mi precipito al mare, che da Chieti è raggiungibile in 10 minuti fregandosene degli assurdi limiti di velocità rimasti invariati dal ’48, oppure in mezz’ora abbondante se vuoi restare nella legalità. In meno di 8 minuti sono lì. Lo so perché mi sparo a palla Master of Pappets dei Metallica che dura esattamente 8 minuti e 38 secondi, e quando parcheggio c’è ancora Hetfield che urla nell’autoradio.Lo azzittisco girando le chiavi. E’ un peccato, non lo merita, almeno in quel disco. Ma lui può aspettare, lo scirocco no.

Il posto in questione - in gergo surfistico dovrei dire lo spot - è uno stabilimento balneare di Francavilla al Mare, cittadina confinante a nord-ovest con Pescara e a sud-est con Ortona, famosa per aver dato i natali a Rocco Tano, in arte Siffredi. Mi precipito a montare la mia vela, la aggancio alla tavola e in meno di 8 minuti sono in acqua. Anche in questo caso non avrei lasciato Hetfield terminare la sua canzone, se mai l’avessi voluta usare come sottofondo durante il montaggio… 

Il vento è bello teso, il che mi permette di planare velocemente, cioè di far sì che la tavola si stacchi dall’acqua e viaggi a velocità simili ad un motoscafo. Ma quando non hai il fastidioso rumore di un motore a poppa, ti puoi gustare tutta la velocità accompagnato dal solo suono del vento e, soprattutto, ti senti un dio. 

Il windsurf è uno di quegli sport che creano dipendenza. 

Per l’adrenalina che mette in circolo. 

Per la necessaria sfida delle leggi della fisica. 

Per le corde che tocca nella parte più spirituale della tua anima. 

Sarò grato tutta la vita a mio padre per avermi iniziato a questo splendido sport. 

Una volta rientrati a riva, io e il mio vecchio non abbiamo fiato per salutarci. Se avessi saputo che non avrei trascorso con lui più di altre cinque estati, probabilmente avrei trovato la forza di parlargli. Ma credo siano bastati i  nostri  sorrisi salmastriscolpiti sui volti bruciati dal sole di quel lungo pomeriggio d’ Agosto a dirci più di quanto avremmo potuto fare con la grammatica. 

Smaltite le endorfine in circolo, mi torna in mente la seconda ragione per cui ho rischiato una multa sfidando i Metallica… “Pà, ma allora che mi stavi a dì del lavoro d’attore?” – “Niente, stamattina sono venuti qua a fare un sopralluogo per il film che stanno girando a Pescara, hanno visto i windsuf e mi hanno chiesto se potevano girare delle scene qua…” – “Eh… e che c’entro io?” – “Aspetta, se mi fai parlare!!!”  - “E parla!” – “Eh! Se tu non m’interrompi!!!” – gira le spalle e se ne va. Lo mando affanculo. La gramamtica tra noi non funziona, dovremmo tornare in acqua, ma ormai è buio. 

Mi rimetto in macchina e questa volta,senza alcuna brezza  da inseguire, mi attengo ai limiti di velocità e lascio al vecchio James tutto il tempo di terminare la sua canzone, mentre col passo d’un carro di buoi mi avvio pian piano sulla strada di casa. 

Una volta, ai tempi in cui avevo più brufoli che peli e tenevo in allenamento i corpi cavernosi guardando “Non è la Rai”, per abbattere la distanza casa-mare potevo servirmi soltanto dell’autobus che, non solo si attiene rigorosamente ai limiti di velocità, ma passa in rassegna ciascun paesino avvolto dalle viti di Montepulciano delle colline teatine. Per una gita eno-gastronomica sarebbe il massimo, soprattutto al prezzo del bilgietto di un mezzo pubblico, ma per un adolescente con l’ormone a palla che non vede l’ora di acquietarlo tra rafe frangenti, è una vera Via Crucis.

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