Quando Lorenzo S. mise piede a Calerano, il paese stava attraversando la crisi più discussa degli ultimi dieci anni. 

Luisa, barista e moglie del fornaio, era scappata con il geometra Giuliani – pare per divergenze sui cornetti asimmetrici del marito – lasciando l’intera vallata a corto di caffè e brioches. 
Per alcuni non era un problema, per altri era la fine del mondo.
In quel clima, l’arrivo di un tizio in giacca lucida, occhiali da sole stile Top Gun e ventiquattrore in similpelle nera non passò inosservato. Lorenzo si presentò come esperto di finanza olistica, PhD in Creative Economics, specializzato in “Ripristino dei Portafogli”. Nessuno capì cosa significasse, ma tutti annuirono come se fosse ovvio.
Il progetto che proponeva si chiamava “The Crystal Pyramid”.
“Un fondo etico, innovativo, energetico!” Annunciò dal palco del teatro parrocchiale, che ospitava commedie dialettali d'estate e tornei di burraco d'inverno.
In prima fila sedevano Gisella, parrucchiera e paladina della tinta senza ammoniaca, vicino a Carlo il fornaio, deciso a rifarsi il forno e riconquistare la moglie. C'era anche Elvio del bar, che senza Luisa aveva perso metà dei clienti e tutta la gioia di vivere. Più defilati sedevano la signora Piera, famosa per il suo languido sguardo dovuto a un lieve strabismo divergente e il professor Morandi, un pensionato che da anni tentava di spiegare la meccanica quantistica attraverso il sudoku.
Lorenzo parlava con enfasi di rendimenti luminosi, concetto tanto indefinibile quanto allettante. Bastava diffondere la buona novella della finanza olistica al maggior numero di persone possibile, per generare un’armonia di prosperità collettiva. 
– È come coi Boeri – Bisbigliò Elvio.
– Già – confermò Carlo, – uno lo compri e uno lo vinci.
All’inizio i soldi arrivarono davvero. Lorenzo distribuiva buste bianche gonfie di denaro e la gente festeggiava, mentre riprendeva i contatti con vecchi compagni di scuola, ex commilitoni e parenti anche oltre il sesto grado.
Perfino il parroco, don Celestino, iniziò a valutare l’idea di mettere cuscini imbottiti sulle panche della chiesa.
Elvio attaccò un cartello sulla vetrata del bar: “Porta un amico alla Crystal Pyramid – Una colazione gratis ogni tre nuovi iscritti”. 
Calerano visse settimane di euforia, come se Natale, la festa del patrono e la finale dei Mondiali fossero capitati nello stesso periodo.
Tutti erano felici. Tutti, tranne Anna, la bibliotecaria.
Anna era nota per due motivi: leggere qualunque cosa, anche gli scontrini sbiaditi, e non fidarsi di chi tiene gli occhiali da sole al chiuso. Quando Lorenzo si presentò in biblioteca per proporle una partnership culturale, lei incrociò le braccia e non si fece abbindolare.
– Mi spiega da dove arrivano esattamente questi profitti?
– Dal flusso positivo! – Rispose lui, muovendo le braccia come un maestro di Tai Chi alle sette di mattina.
Anna, che aveva il torcicollo cronico e riusciva a malapena ad alzare le spalle, decise di indagare.
Consultò riviste finanziarie, controllò date, confrontò importi, creò addirittura una tabella Excel a forma di piramide capovolta. Più approfondiva, più tutto diventava chiaro: i guadagni venivano dai nuovi partecipanti, non da miracolosi investimenti luminosi.
Era un classico schema Ponzi o, come disse poi il professor Morandi, un sudoku truccato dall’inflazione cosmica.
Quando la gente smise di portare nuovi investitori, la “luce” cominciò ad affievolirsi. Le buste bianche si fecero leggere come carta velina e Lorenzo, sempre più sudato, forniva vaghe giustificazioni.
– È un periodo di transizione energetica!
– Risentiamo delle radiazioni cosmiche di fondo.
– Il flusso universale è in stallo...
Quest’ultima insospettì persino Gisella, che padroneggiava il flusso d’aria del phon, ma aveva forti dubbi su quello dell’universo.
Una mattina Lorenzo scomparve. 

La sua stanza alla pensione sopra l’ufficio postale era vuota. Sul letto, un bigliettino: “Torno presto. Vado a una convention per la riattivazione del flusso”.
Ma il flusso non tornò mai. E neppure Lorenzo.
Luisa invece sì, sfinita da mesi di simmetria con il geometra.
Il paese rimase scosso, ma non abbattuto. Anna presentò la sua tabella piramidale al consiglio comunale, suscitando un misto di vergogna e applausi. Gisella prese a raccontare l’intera storia a ogni cliente e Don Celestino propose di trasformare la vicenda in una recita parrocchiale: – Per sdrammatizzare, figlioli. 
Carlo, che nel frattempo aveva riconquistato Luisa, continuò a sfornare cornetti asimmetrici.
– È il destino – Sospirava lei.
Da allora, sul portone del teatro di Calerano campeggia un cartellone giallo: 
“Ai sensi dell’art. 121 del T.U.L.P.S. non si affitta a rappresentanti, rivoluzionari e ciarlatani in generale”. 

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