Oggi sono un po' triste.


E' da qualche giorno che LUI non mi degna di uno sguardo.

 

Lo vedo passare al mattino e alla sera, con le sue borse da lavoro; a volte lo vedo uscire per fare la spesa; mi passa vicino, ma nulla di più.


Quando eravamo a Torino era tutta un'altra storia.
Il sabato e la domenica si usciva sempre assieme e si andava in giro a visitare posti nuovi.


A volte portava qualche amica o qualche amico; spesso andavamo a trovare suo figlio Francesco, che da un paio d'anni aveva comprato casa e si era trasferito li con la sua metà.


All'inizio abitavamo in via Zumaglia, in un bel palazzone moderno. Lui lavorava come consulente per una società di Informatica del Gruppo Fiat, nei pressi del Grattacielo Lancia.
Io lo accompagnavo tutte le mattine e a volte anche il sabato.


- Buongiorno Ingegnere.
I sorveglianti erano gentili: la sbarra si alzava e ci facevano entrare sino all'androne di ingresso. Allora eravamo importanti e il nostro amico, direttore dell' Information Technology, ci aveva concesso un permesso speciale per arrivare sin li. Solo i Direttori potevano entrare in macchina, mentre tutti gli altri erano costretti a parcheggiare fuori la sbarra di ingresso, nell'ampio spiazzo di fronte alla Guardiola.

 
Poi, dopo un paio d'anni, c'è stata la fusione con IBM e tutto è cambiato: anche per LUI, parcheggio fuori, come tutti i comuni mortali.


Io lo aspettavo sempre fuori, tranquilla e fedele, con la pioggia e con la neve; raramente col sole. Il cielo di Torino era sempre grigio, quasi ci fosse una cappa di polvere; raramente si intravedeva un celestino pallido, orlato di nuvole grigie.

 

Dopo qualche anno, ci siamo trasferiti in Via Andorno, nei pressi di Corso Belgio.
Eravamo a meno di 400 metri dal suo nuovo lavoro: LUI aveva lasciato l’Informatica di Fiat e aveva seguito il Cliente principale per cui lavorava all’interno del gruppo Fiat: il Cliente aveva deciso di far gestire le Retribuzioni dei sui dipendenti in Out-Sourcing, seguendo la moda del momento


LUI era indispensabile a questa migrazione; senza di LUI sicuramente non sarebbe andato tutto liscio: un breve periodo di sovrapposizione da Dicembre a Gennaio, e a Febbraio ormai tutto il servizio di Retribuzioni del Cliente era gestito egregiamente in Out-Sourcing dal nuovo fornitore.


LUI era bravissimo e aveva tutto sotto controllo. Si era costruita una buona reputazione in entrambe le società e nel contratto di migrazione, la direzione del Cliente aveva preteso e inserito la clausola che ci fosse LUI a tirare le fila.


Spesso mentre eravamo assieme, parlava dei suoi problemi e dei suoi successi; sembrava parlare da solo, ma io ascoltavo e me ne compiacevo.


A volte, in preda ad una sorta di euforia, andavamo più veloci per i grandi viali torinesi, incuranti dei limiti di velocità: il rombo del motore, gli abbassamenti, le accelerate repentine erano la nostra musica, mescolate ora a Vasco Rossi, ora ad Antonello Venditti, ora a Eros Ramazzotti.


Spesso però eravamo soli, io e LUI... seconda, terza, seconda, terza... 6000, 7000 giri... LUI mi toccava, mi accarezzava... mentre la luce filtrava nell'abitacolo dal tettuccio aperto: bellissimo!

 

Ricordo una volta, che con un'amica comune che abitava da quelle parti, mi ha portato su delle stradine di montagna strette e tortuose. Si saliva molto lentamente, tutto in seconda, con la montagna a destra e il precipizio a sinistra, senza alcuna protezione. LUI è un uomo del Sud e non è abituato alle stradine di montagna. Anch'io ho avuto molta paura! Ad un tratto abbiamo incrociato una macchina che scendeva e si avvicinava sempre più: siamo andati nel panico più assoluto! E adesso? Come si fa?


La sua amica ci ha tranquillizzato subito e ci ha detto di avvicinarci il più possibile alla montagna, che a passare ci avrebbe pensato l'altra macchina, sicuramente esperta di quella strada. Così è stato: ci siamo avvicinati alla montagna, quasi a toccarla, chiudendo gli specchietti (e gli occhi) e quel pazzo scatenato di fronte, ha fatto una piroetta veloce, con due ruote sulla strada e due ruote sospese nel burrone ed è passato intrepido!

 

Per fortuna LUI ha detto alla sua amica che voleva assolutamente tornare indietro e che non avrebbe più percorso stradine di quel tipo. Siamo stati tesi e preoccupati per tutto il tempo, sino a quando non abbiamo trovato un punto sufficientemente largo per fare inversione; abbiamo pregato tutti i Santi per non farci trovare macchine di fronte durante la discesa, mentre quella “stronza” della sua amica se la rideva sotto i baffi. Per fortuna è andata bene e siamo riusciti a rientrare su una strada degna di tale nome.


Poi d'improvviso, la nuova Società in cui lavorava è stata acquistata da una multinazionale mondiale, leader nella gestione del personale in Out-Sourcing, che, dopo proclami, meeting, e progetti super mega galattici, ha iniziato a sfrondare “i rami secchi” e a far fuori tutto il personale esterno. Quindi anche LUI!


Gli hanno ridimensionato il contratto, gli hanno affiancato un paio di persone interne, che LUI con la sua professionalità e serietà ha addestrato perfettamente e, dopo tre mesi, era fuori.


LUI pensava di ricollocarsi subito da un'altra parte e lo pensavo anch'io, ma nel frattempo, la “Grande crisi” italiana e l'articolo 18, hanno bloccato tutta l'economia.


Siamo stati quasi un anno a cercare lavoro. Io lo accompagnavo sempre dovunque, ma ogni volta LUI tornava sfiduciato: riceveva tanti complimenti per l'esperienza e il curriculum, ma non c'era lavoro per la sua professionalità.

 

Poi un giorno ha deciso: - Mia cara ragazza – mi ha detto – preparati che si torna giù!

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