Mi piace raccontare storie, questo si è capito. Da bambino mi piaceva ascoltarle e leggerle, le divoravo con appetito smagliante. Da grande l’appetito non è scemato, ma provo gusto anche a condividere quelle che io stesso vivo.

 

Tranne qualcuna.

 

Ci sono storie che sembra non abbiano piacere di essere raccontate, ma solo vissute nel proprio intimo. Ti dicono loro stesse: “Questa tientela per te, mi raccomando.”

Oppure sono io che mi autocensuro, mi faccio prendere la mano da un certo pudore. Solo che, a volte, il desiderio di fissarle (sulla carta, sullo schermo di un notebook) è irrefrenabile. Vanità o altro, decidete voi.

Così mi dico: “Dai, è una storia come tante”, e la scrivo. Come questa che segue.

 

Vorrei raccontare di quella volta che ho sognato di parlare con Dio.

Si, proprio Lui, quello con la “D” maiuscola. Nel sogno ero in campagna, durante una delle mie frequenti passeggiate. Avevo percorso a passo sostenuto l’ultimo chilometro, per cui mi ero fermato a riposare seduto sul ceppo di un grande albero abbattuto l’anno prima insieme al suo gemello, distante poco più di due metri. Entrambi, con le loro ampie chiome, gettavano troppa ombra sulla risaia accanto; per cui, zac, via a far legna per i caminetti. Agricoltura intensiva.

Mi accesi una sigaretta aspirando con gusto. Al mattino c’era stato un  bell’acquazzone, ora l’aria era limpida come raramente capita, il profumo di erba bagnata acuto e penetrante. D’un tratto lo sentii arrivare, prima ancora di vederlo.

 

Ancora qualche istante, e me lo trovo davanti. Un signore anziano ma non troppo, si vede che porta bene gli anni (quanti?) che ha. Un po’ l’aria fricchettona, capelli lunghi e bianchi raccolti in una coda di cavallo; niente barbone michelangiolesco, solo un sottile pizzetto ben delineato. Indossa una tuta da ginnastica quasi identica alla mia (“lo fa per mettermi a mio agio”, penso), solo che la sua ha delle bande fluorescenti sull’attaccatura delle maniche e sulle coste dei pantaloni. La mia no.

 

“Ciao ragazzo, come va?”, chiede. Ragazzo, mi chiama.

“Si, lo so che hai cinquant’anni suonati,” - (capperi, mi legge nel pensiero!) – “ma per me siete tutti ragazzi.”

“Ah, già” – rispondo – “tu sei il papà di tutti.”

“Non fare l’impertinente” mi dice, ma sta sorridendo.

“Ti va un po’ di liquirizia?” E me ne offre un bastoncino da masticare, uguale a quello che tiene in bocca lui. Che buona! Dolce e succosa, non ne assaggiavo da quando ero ragazzino.

Si siede sul secondo ceppo, sporgendosi verso di me, con i gomiti sulle ginocchia.

 

“Allora, di cosa dobbiamo parlare?”

Sono un po’ confuso. Parlare? E di che?

“Dai, se mi hai chiamato qualcosa ce l’avrai, da dirmi.”

Chiamato? Io?! Ma se vado dicendo da anni che non credo in lui.

Piccolo sbuffo d’impazienza, poi spiega:

 

“Senti, tu credi nelle persone, vero?”.

“Beh, in alcune si e in altre no. Dipende.”

“Non intendevo questo. Tu credi nell’umanità, nella coscienza, nella forza interiore.”

“Si, ci credo.”

“E allora è la stessa cosa. Non formalizziamoci, che il tempo stringe.”

“Beh, visto che sei qui, qualcosa da chiedere ce l’avrei …”

“Alla buon’ora! Spara, dunque.”

“Mi spieghi come mai una religione che va professando amore, pace, fratellanza, tolleranza, ha come simbolo l’immagine di un martirio, di una tortura, di un assassinio?”

“Parli del crocefisso. Eh, bella domanda. Quella è farina del vostro sacco.”

“Cioè?”

“Guarda, quel poveretto di mio figlio doveva scendere sulla Terra per lanciare un messaggio e fare in modo che qualcuno lo raccogliesse. Sapevamo che i tempi non erano dei migliori per un’operazione del genere, però non si poteva aspettare oltre. Avevamo messo in conto il rischio del sacrificio, anche se speravamo non succedesse. Pensa che alla fine anche lui si è un po’ spaventato. Ma bisogna capirlo. Tu cosa avresti fatto?”

 

Sarei scappato a gambe levate, altro che messaggio!

 

“Ecco, vedi. Lui invece è rimasto fino in fondo. Poi gli altri hanno scelto quell’immagine come simbolo. In realtà, pensiamo che non abbiano capito molto. Pazienza. Seconda domanda?”

“Come si fa a credere in te se poi succedono certe cose? Guerre, massacri, genocidi, pulizie etniche, orrori su orrori …”

 

Tace per un momento, pensieroso. Un moscone, di quelli grossi e verdastri, gli vola ronzando intorno alla testa. Lui allunga una mano, col palmo aperto verso l’alto, e l’insetto vi si posa. Avvicina la mano alla bocca e sussurra: “Dai, da bravo, vai a volare da un’altra parte, che qui abbiamo da fare.” L’animaletto si allontana ubbidiente. Caspita!

 

“Prima parlavamo dell’umanità, intesa come coscienza collettiva, giusto?”, chiede. “E’ una forza potentissima, sai. Però estremamente latente. Bisogna che si combinino insieme tanti fattori, per potersi sviluppare. Il più delle volte vince quell’altra.”

“Il Male?”

“No, la vostra stupidità, caro. Che è poi la causa di tutti i vostri guai, inclusi il riscaldamento globale, la siccità, le carestie eccetera.”

“E noi cosa possiamo fare?”

“A me lo chiedi? Sta tutto nelle vostre teste, bello mio. Com’è che diceva quel cantautore che ti piaceva tanto? Ah, sì:  <Io di risposte non ne ho, io faccio solo rock and roll > …”

 

Si alza ridacchiando. Mi faccio prendere dal mio insano gusto per lo sberleffo.

“Senti, un’ultima cosa. Ho letto in un libro che lassù dalle tue parti è un po’ triste e vuoto, come un grande albergo durante la bassa stagione. E’ vero?”

“E tu, figlio mio, credi in tutto quello che leggi? Anche tu ogni tanto scrivi, no? E ci credi, in quello che scrivi? Sempre?”

 

Non so cosa rispondere, forse è meglio che me ne stia zitto.

 

“Ciao, pistola, adesso bisogna che vada. Chiamami se hai bisogno.” Mi da uno scappellotto sulla nuca, come faceva mio padre quando aveva voglia di scherzare, e si allontana spazzolandosi con le mani il fondo dei pantaloni. E poi …

 

E poi ti sei svegliato, direte. No, al contrario. Mi sono girato sul fianco destro (il mio preferito) e – bam! – addormentato di botto. Un sonno lungo e profondo fino al mattino dopo.

 

Sapete, era un sogno ad occhi aperti.

 

 

Tutti i racconti

0
0
2

CONTRASTO

L'anima nell'acqua

07 July 2026

Era una grande gabbia di legno, attraverso le fessure potevo scorgere l'orizzonte fatto di acqua e cielo. I miei piedi appoggiavano su una tavola che dondolava seguendo il movimento del mare. L'acqua, filtrando dai lati, entrava bagnandomi fino alle caviglie. Non mi spaventava poi tanto stare lì [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
4
36

Un piano perfetto

06 July 2026

Il piano di Harry era complesso, ma geniale. Aveva lavorato intensamente per quasi tre anni sino ad elaborare un sistema perfetto. La morte di Robert, un uomo ripugnante che non meritava alcuna pietà, sarebbe apparsa a tutti gli effetti un decesso naturale. Nessuno avrebbe mai pensato a un omicidio. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Rubrus: Pure la bieca mietitrice ci si mette di mezzo. Piaciuto molto.

  • Maria Merlo: Uno stile da noir: secco ed essenzìale. Bravo.

2
3
69

Nicoleta

05 July 2026

Fine aprile. Nicoleta, dopo aver trascorso la Pasqua ortodossa a Iasi, era tornata a Centocelle. Le settimane passate in Romania con i due figli minori erano state un riposo forzato. Ore e ore recitando la parte della madre. Il distacco era iniziato tre anni prima, quando nel Regno Unito aveva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Una meretrice consapevole,che esercita per il guadagno spudorato...Un vecchietto [...]

  • Simone Graziosi: Grazie per i commenti pensati.

4
4
61

Evviva gli Americani

Storie di famiglia

04 July 2026

Il fatto che gli Americani avessero preso posto in casa Vannelli, con l'aia piena di calcinacci e la stalla a destra dell'ingresso, aveva portato, se non altro, una ventata di novità in quel periodo di miseria nera che si stava attraversando. Certo le zuppe di fagioli e le patate non bastavano [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
11
52

L'amore ai tempi del DSM

03 July 2026

“Fatela respirare!” furono le concitate parole che accompagnarono il convulso risveglio di Rosa. Aprì gli occhi. Lentamente focalizzò. Dove si trovava? Non conosceva quel posto. Chi erano le persone in circolo attorno a lei? Perché erano vestite da cerimonia? Sbatté le palpebre. Guardò meglio il [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

5
6
51

20/05/2026, volo Brindisi - Torino

Come far passare il tempo

02 July 2026

20/05/2026 Volo Brindisi - Torino Partiti alle 18:50, arrivo alle 20:35... Mi sembra che prima ci metteva meno... che abbiano diminuito la velocità per risparmiare carburante? Quasi due ore... che non passano mai! Sono ancora le 19:50 e mi sono rotto le palle!!! Continuo a guardare l'orologio… [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
4
55

Il gigante 2/2

Un pomeriggio d'estate

02 July 2026

Si interruppe un attimo per prendere il più piccolo dei nipoti, metterlo a sedere sulle sue ginocchia e accarezzargli i capelli. «Tanto, tantissimo tempo fa, dove oggi ci sono le vecchie pietre del nuraghe di Palmavera, viveva un popolo felice. Nessuno conosce il nome dell'uomo che lo guidava, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
3
29

Il gigante 1/2

Un pomeriggio d'estate

01 July 2026

Sotto il cielo di un caldo agosto, i bambini erano seduti sul muretto di confine che separava le due proprietà. A poca distanza, due uomini rientrati dal lavoro sorseggiavano un bicchiere di vino bianco fresco con succose pesche tagliate a pezzi. Sedevano all'ombra di un pergolato da cui pendevano [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Mi intriga assai.Che bella immagine fresca e gioiosa. Like

  • zeroassoluto: Io sono con i due uomini che osservano compiaciuti la loro famiglia.
    Like [...]

4
5
163

Guerra e pace

01 July 2026

Quando il suo insegnante di storia aveva esordito dicendo “La pace è un lusso che gli uomini si possono concedere in tempi di abbondanza” Daisy era rimasta piuttosto contrariata. Non le piaceva il cinico pragmatismo con il quale l’anziano professore soleva dipingere il mondo. A costo di apparire [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Un'anticipazione di quello che sarà tra qualche tempo; uomini contro [...]

  • Lorenzo: Vi ringrazio per i commenti, precisi e motivati, che offrono anche a me un [...]

24
15
120

In fondo al pozzo

The Circle

30 June 2026

Peppe era sfacciatamente bello. In paese quante mamme avrebbero fatto di tutto per vederlo fidanzato con una propria figlia! Lui era un vero maschio dal carattere simpatico, con due occhi azzurri che portavano la luce ovunque andasse. Sapeva ballare Peppe e quasi ogni sabato, dopo la partita di [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • An Old Luca: letto d'un fiato dall'inizio alla fine. Piaciuto.

  • Italo Prato: Inizio ad alto valore glicemico giusto per consegnarci uno svolgimento e un [...]

7
7
30

Festa patronale (2/2)

La gara

29 June 2026

Domenica, ore 9:45 È domenica. Oggi mi aspetta la grande avventura organizzata dal nostro allenatore. Siamo riunite, io e la squadra di cicliste, con le nostre mountain bike robuste e colorate; quelle leggere da corsa su strada sono troppo delicate per noi. Il contatto con la natura è la motivazione [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Teo Bo: Replico il mio like contento di avere partecipato all'avventura, che è [...]

  • An Old Luca: Evocativo e istruttivo. Bello.
    like

10
10
233

Antiogheddu, storia di un gallo

Storie di animali e non solo

29 June 2026

Ci sono animali che mostrano il loro carattere più di altri e che scriveranno per questo le loro avventure. La storia del nostro gallo è sicuramente particolare. Nato nel pollaio del vicino ha deciso ben presto di venire a trovare le nostre galline. Prima qualche visita saltuaria, poi sempre [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • U2222: Bellissimo racconto, da fare conoscere ai bambini e anche adulti. Mi sono persino [...]

  • U2224: Un racconto davvero carino, simpatico e piacevole. Antiogheddu ha conquistato [...]

Torna su