Nel vasto mondo delle invenzioni, solo poche di esse riescono a catturare l’immaginazione collettiva come a me capitò con la macchina da scrivere musicale. Seppur non ampiamente conosciuta, questa straordinaria invenzione ha segnato un’epoca in cui la musica e la scrittura potevano fondersi in un’unica, affascinante esperienza. Ricordo direttamente quel giorno del 1962 o 1963, quando mi trovai di fronte a una macchina da scrivere che non scorreva semplicemente lettere su un foglio, ma creava melodie.
La scena si svolgeva nella casa di un amico di mio padre, un talentuoso suonatore di clarinetto e compositore, il cui nome aleggiava tra i suoi pezzi musicali come una dolce melodia. Era una bella giornata d'estate, e l'aria era pervasa da un profumo di musica e creatività. Entrando nel suo studio, fui colpito dalle pareti decorate con spartiti, note e foto di grandi musicisti. Ma ciò che catturò immediatamente la mia attenzione fu quella macchina da scrivere, posizionata tra una pletora di strumenti musicali e libri di teoria musicale.
Quella macchina aveva un aspetto incantevole: sembrava una fusione perfetta di meccanica e arte. I tasti erano ornati con simboli musicali, mentre le leve e le manopole invitavano alla scoperta. Non era solo un oggetto, ma un portale verso mondi sonori mai esplorati prima. Mi avvicinai, quasi ipnotizzato, e osservai l'amico di mio padre mentre digitava su quella meraviglia i tasti si muovevano con grazia, e ogni colpo era un puzzle, fino a creare un brano che si aggiungeva ai già tanti brani per il suo clarinetto.
La mia mente era stupita e affascinata. Immaginai cosa significasse per lui, quel prodigio meccanico, un modo per mettere su carta non solo parole, ma anche note, emozioni e storie musicali. La macchina da scrivere musicale sembrava trasmettere una libertà creativa infinita, permettendogli di comporre senza limiti. Non doveva più fare affidamento su pentagrammi tradizionali; bastava premere un tasto e le note prendevano vita, danzando nell’aria con una brillantezza tutta loro.
La curiosità e l'entusiasmo mi spinse ancora a chiedere come funzionasse. Mi spiegò che la macchina, pur apparendo simile a una comune macchina da scrivere, era dotata di un sistema complesso in grado di trasformare i movimenti dei tasti in suoni musicali. Ogni tasto corrispondeva a una nota, e la combinazione di tasti permetteva di creare accordi e melodie. Era un’invenzione tanto straordinaria quanto affascinante, una testimonianza della genialità umana nel tentativo di unire diverse forme d’arte.
In quel momento, compresi che la musica era un linguaggio universale, e che anche la scrittura lo era se utilizzata in modo creativo. Quella macchina rappresentava un ponte tra l’arte della scrittura e quella della musica, rivelando una connessione profonda tra due mondi apparentemente distanti.
Col passare del tempo, il ricordo di quella macchina da scrivere musicale è rimasto vividamente impresso nella mia mente, un simbolo di un’epoca in cui la creatività era celebrata e incoraggiata. Eppure, nel turbinio della vita adulta, mi sono reso conto che oggi siamo circondati da tecnologie sempre più avanzate, ma spesso perdiamo di vista l'essenza pura dell'arte. Ci concentriamo su software sofisticati e sulla produzione musicale digitale, dimenticando l'emozione e la semplicità di uno strumento che ci invita a esplorare la nostra creatività.
Pensando a quel pomeriggio del '63, mi rendo conto che la macchina da scrivere musicale non era solo un oggetto, ma un simbolo di ispirazione. Mi ha mostrato che la bellezza dell’arte sta nel processo creativo, che può manifestarsi in forme inaspettate. A volte basta un semplice tocco, un colpo di tasto, per aprire le porte a nuove melodie e racconti. La magia di quell’esperienza ha piantato in me un seme di curiosità e di amore per la musica e la scrittura che ha continuato a fiorire negli anni e continua ancora oggi.
Ricordo vividamente come, dopo aver visto quella macchina, iniziai a scrivere le mie canzoni e poesie. Anche se non avevo accesso a una macchina da scrivere musicale, il suo spirito continuava a vivere in me. Ogni volta che mettevo penna su carta, cercavo di catturare non solo parole, ma anche emozioni, melodie, e pensieri che danzavano al ritmo della mia immaginazione.
Quel ricordo di una macchina da scrivere musicale è diventato molto più di un semplice episodio della mia infanzia. È un richiamo a tutti noi affinché abbracciamo la nostra creatività, mettendo insieme le varie forme d'arte che ci circondano. In un mondo sempre più frenetico e tecnologico, non dimentichiamo mai l'importanza di esplorare la bellezza delle nostre passioni, proprio come fece quel suonatore di clarinetto nella sua magica casa, utilizzando una macchina che parlava la lingua della musica.

Da quel momento sia l'amore per la musica e l'amore per la scrittura si è intensificato in me diventando parte integrante della mia esistenza. 

Tutti i racconti

1
1
14

Io boomer

21 July 2026

I mancini si sono visti legare la sinistra alla sedia e hanno dovuto imparare a scrivere con la mano destra senza che i genitori si sognassero di rivolgersi al giudice per cacciare la maestra, ma col vantaggio che crescevano ambidestri e ti potevano menare con entrambe le mani a richiesta. Siamo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
2
13

Le B-Roll Girls, il parcheggio occupato e il digiuno intermittente

La storia è vera, parola per parola. Solo i nomi, per ovvi motivi, sono stati modificati.

Miu
21 July 2026

Prima dell’era Furio, prima di Skyfall, prima del secondo dito e delle prove trasformate in addestramento psicomotorio, per le B-Roll Girls ci fu l’era Pia, la precedente maestra con il suo digiuno intermittente. La maestra Pia, una quarantacinquenne riccia, rossa di capelli, secca, perfettina, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Complimenti all' autrice:
    Brava ed intelligente.
    Ma [...]

  • Rubrus: Chi è a dieta o chi si autoimpone limitazioni alimentari al nostro regime [...]

6
6
38

La commessa

Un giorno di ordinaria routine

20 July 2026

Il mio superpotere non è volare. È guardare in basso. Dal Martedì alla domenica, dietro la cassa del negozio di souvenir nel centro storico di Alghero, io radiografo i piedi del mondo. Con il sole di agosto che spacca le pietre e l’aria condizionata a palla, il mio copione è sempre lo stesso: schiena [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Riccardo: moollttooo carinooo..buon esordio al Chinotto 👌👠👡👢👞👟

  • Dax: ci ho messo 1/2 racconto per capire che la protagonista fosse una ragazza/donna. [...]

3
5
18

IL SUONO DELL'ACQUA

IN DIALETTO PIEMONTESE

20 July 2026

Tema: Traduzione in dialetto piemontese LA VÒS DËL L’AIGA A scòta, për piasì, la vòs dë l’aiga, ch’a sussùra segreti ant ël mormòri pian, tra ròche veje e foje che a balla, a porta stòrie ëd mond ch’a son an scondù al còr ch’a crèd. A scòr neta, frèida, com’un arfóm, n canzòn d’etërn ch’a [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
74

Murales 3/3

19 July 2026

Quando Elisa ebbe finito di esporre la sua idea, il padre rimase senza parole. Quella che lui riteneva ancora, una bambina scriteriata gli stava offrendo su un piatto d’argento un progetto unico e fattibilissimo. L’immagine delle strade tappezzate di testi musicali lo attraeva, forse si poteva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Conosco un paio di borghi affrescati. In realtà le difficoltà [...]

  • Rubrus: PS: Sono andato a fare una ricerca, senza pretesa di esaustività: si [...]

25
26
179

AKUM Saga

Microstriscia sci-fi in tre episodi

19 July 2026

Episodio I: Akum Z Dopo due anni di guerra, il governo terrestre si è arreso ai Miken. Il Progetto Z non è bastato. Ci temevano, ci chiamavano "mietitori", ma alla fine la tecnologia aliena e le enormi risorse del nemico hanno prevalso. Mi cercano. Devo salvare Akum, fuggire. * Episodio II: [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
2
73

Murales 2/3

18 July 2026

Terminate le lezioni, i giovani si dispersero nella piazza in cui stazionavano i vari autobus che li avrebbero condotti ai rispettivi paesi. Elisa e Vincenzo rimasero in attesa di altri compagni del loro stesso borgo. Il loro autobus sarebbe partito fra venti minuti. Nell’attesa erano seduti ai [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
1
28

Sull'eros in fiore

18 July 2026

Occhi non avevo che per quel golfino rigonfio suo nero e la bocca pensavo mia sul turgido seno. A lei dintorno che sull'amàca stava scia lasciavo io là come lumaca. Tu mi garbi mi conturbi e con te farei assai tardi la notte tutta a consolarti per averti poi sotto ulivi sempreverdi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Bello. mi è garbata tanto l'ultimo poema. Like

3
5
91

La foresta

17 July 2026

L’oasi era quasi vuota. Qualche auto nel parcheggio sterrato, una bicicletta appoggiata vicino alla staccionata e un cartello della LIPU mezzo scolorito dal sole e dalla pioggia. Di quelli che cercano di spiegarti quali uccelli potresti vedere, anche se poi, alla fine, non ne riconosci quasi mai [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
3
79

Murales 1/3

17 July 2026

La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
4
58

Notte Che Divora

Poesia D'amore

16 July 2026

L’alba cela nel suo grembo scuro raggi di sole che filtrano rancori. Stanco è il mio sorriso senza sale, e assaporo colori che scrivono fuochi a cancellare ogni stella esaudita. La battigia, confessore fedele, raccoglie ancora le mie speranze senza veli che nascondono lacrime. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Miu: C'è un verso, in questa poesia, che vale da solo tutto il resto: [...]

  • Dax: Like

7
7
35

Sala preoperatoria

Un mondo tra parentesi

16 July 2026

Nell'ultimo anno per tre volte mi sono ritrovata come paziente in tre diverse sale preoperatorie. Ė un mondo a parte. Ė un regno dove si gioca con regole diverse. Il personale che ti accompagna fino al varco ti saluta sulla soglia. Non la oltrepassa con te: lì non sono ammessi. Il tuo corpo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Condivido tutto e un grazie a tutti gli operatori sanitari e alla loro empatia... [...]

  • Dax: Già.... è sempre un'incognita il risveglio.Like

Torna su