Pericolante e nebuloso il nullafacente rincasa.

Scarta le urla stanche della madre automatica, da cui però alcune gocce d’alito levitano sulla barbetta chiazzata, sfronda il vano della porta sua e atterra sul letto, le scarpe fanno poc e poc sul pavimento.

Il soffitto è un cielo d’inverno e minaccia pioggia ma lui non vuole ancora addormentarsi e così accende la scatola che subito sfavilla, e l’eco di vite insulse riempie la stanza ma non la testa, ancora distratta dalla polvere e dal pernod.

Pigia e pigia e pigia, cosa cambia anche se cambia e l’iride si incrosta con la ruggine che avanza, impilandosi in strati che neanche una bomba o un terremoto potrebbero: nemmeno le macerie rimangono mai intatte, sfrigolano nella rete infuocata che l’avviluppano ma non bruciano, si consumano a poco a poco come carbone nel vento, fuliggine di giorni gettati nel camino. 


Come ho fatto, come non ho fatto, come potevo fare: una discesa lenta e inesorabile in salita, un peso delle gambe che dà in testa, un fondale dipinto di nero con qualche squarcio di fiamma subito rabberciato. Questa sigaretta, la milionesima, brucia ed è la prima eppure il fumo disegna segni nuovi che non dicono nulla, come un suggello consumato dall’uso che spande sulla ceralacca un marchio indecifrabile. Il mio oblio m’ha trovato da mo’, puzza di alcol vaneggiante e funzioni epatiche iridescenti, le vene sono canali dalle rive rovinanti e il bitume che scorre così pieno di detriti che manca poco e lui lo sa, l’ha sempre saputo, le strade van diritte finché svoltano ma la curva si è perduta nella nebbia.


C’era, c’è stato, un tempo vivo con le gambette magre, di colori a bizzeffe e giochi pensierosi senza pensieri e binocoli puntati al domani come la festa del giorno dopo, illusioni morbide e sfocate tintinnanti di scintille e verità. Durato poco. Durato troppo. Il perché non è una domanda e il come non risponde: sia così come è naturale che sia, e il fino a quando rimane a galleggiare sulle lenzuola come una bottiglia di plastica che non riesce ad affondare. 


Una spiaggia ci vorrebbe, una spiaggia assoluta e assolata, un prato morbido di sabbia dove si rotolerebbe nudo, con movimenti primordiali, gioiose espressioni gutturali, con la pelle che si infarina e si cuoce, con le palpebre lente e il silenzio del mare che si sente in lontananza. Una spiaggia con le palme dei film che lo invitano all’ombra, a bersi un cocco da tagliare col machete e farlo colare sul mento, una bandana in fronte tanto per fare il pirata, e gocciolante si volta quando sente il passo di qualcosa tra le foglie secche: che sia una donna si sa, lui è l’ultimo uomo su quella terra, anche il primo se è per questo, e lei è un dono meritato, dopo tutta quella solitudine e quella polvere e il pernod.

 

Facciamola bionda o bruna, come se importasse, coi capelli conditi dal mare, stracci appesi alle spalle, occhi naufraghi di spavento che si sorprendono che sia ancora vita e due passi in avanti a crollare tra le sue braccia, troppa emozione e poco pane. Le labbra luccicano sulla testa riversa, sa che la bacerà ma non ancora, dopo, quando gli specchi e l’anima saranno ripuliti e la paura scura trasformata in serena limpidezza, per ora adagiarla sulle fronde di un giaciglio naturale, come un nido d’amore e la bocca inghiotte il cocco senza pause, gli occhi che dicono tutto quello che c’è da dire, Eva e Adamo chi non conosce la storia non sa che le parole sono mute e che, forse, non ci sono mai state, vengono sempre dopo, quando ormai non c’è più niente da dire.


Sarà il fuoco che fa ballare le ombre a guardarli rincorrersi in cerchio, risate che crepitano nella notte, fiati caldi ansimanti e eccitati che si incontrano per la prima volta e per sempre in un bacio che spacca la terra e ci riversa dentro il mare ribollente, piombo fuso e lava e poi cotone e ali di farfalla, tutto a bruciare per lasciare solo un filo ritto di grigio sul fondale appannato dell’alba, rosa in tutti i sensi, il primo giorno e anche l’ultimo, sempre così perché la noia non esiste quando il tempo finisce.


Il sogno poi si sveglia e qui finisce come si sa, a polvere e pernod, ancora per un po’, ancora per un…

Tutti i racconti

1
1
12

A 140 Bpm (1/2)

01 September 2026

Le luci stroboscopiche tagliavano il buio a ritmo di centoquaranta bpm, il pavimento appiccicava di gin tonic rovesciati e l’aria era un concentrato di condensa, profumi dolciastri e sudore. Era il primo venerdì di giugno. L’estate era un’esplosione imminente che si sentiva sulla pelle, un'elettricità [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
1
16

Io sono

01 September 2026

Spesso, da giovane fanciullo, nel sonno sognavo di librarmi dentro un lungo e flessuoso tunnel dalle pareti colorate e morbide. Man mano che avanzavo, fluttuando in quella strettoia, il tunnel si allargava sempre di più. Ad un tratto sentivo un fruscio, un'energia delicata e gentile ed allora non [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
3
9

Vi racconto in breve bellezza e mistero dell'Isola della Gaiola

Un incanto naturale

01 September 2026

L’Isola della Gaiola, nascosta tra le acque cristalline di Posillipo a Napoli, è un piccolo gioiello naturale che rapisce lo sguardo e incanta il cuore di chiunque la osservi. Due isolotti rocciosi emergono dal mare con una forza quasi magica, abbracciati da fondali rigogliosi, popolati da una [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Gennarino: Gentile Paolo, grazie di cuore per aver letto e commentato. Con le perle che [...]

  • Riccardo: descrizione e racconto eccellente!
    non conosco la zona, ma come non amarla [...]

6
6
33

L'insalata

31 August 2026

Una volta o l'altra ci sarebbe rimasto secco. Così Bruno pensava del vecchio. Lo vedeva arrancare tutti i giorni dalla casa all'orto. Pochi passi, ma nell'ultimo anno erano diventati parecchi. Il Camillo aveva novant'anni, forse novantuno – Bruno non ricordava – e, a quell'età, un anno è lungo, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: ToAll: Grazie.
    Ho notato questo atteggiamento in più di un anziano [...]

  • Ondine: È importante andarsene vivi, e non solo se ami le attività dell'orto, [...]

5
8
33

Arrivederci

31 August 2026

Se lo avessi saputo, ci sarei venuto prima. Eccovi lì, arrivati quasi tutti. Vi siete vestiti bene, non serviva. Non serviva neanche portarmi in questo posto, bastava un bel prato in mezzo al bosco. Bastava una catasta di legna secca. E invece siete qui, in chiesa a guardare una cassa di legno [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Rubrus: PRRFF Ci siamo capiti :-). Reincarnazione? Mi viene sempre in mente quel film [...]

  • Ondine: Mi piacerebbe reincarnarmi... ma boh non sono neppure certa che sarebbe una [...]

8
14
53

La Befana del 1952

Memorie di Carpinone

30 August 2026

Le pere, le nespole, i fichi, le noci, le mandorle, le mele, le pesche e l'uva: a mia memoria, era la frutta che si poteva cogliere, nella stagione giusta, a Carpinone. Poi arrivava il venditore ambulante che proponeva, kaki, arance e mandarini con voce stridula, anche in cambio di patate. Si, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Goccia: Grazie,Ondine
    Ho nel cuore e nella mente il sorriso di papà e la [...]

  • Dax: Maledetta malattia. Racconto intenso. like

3
7
34

Dalla Bilancia di Themis alla Iustizia

Da Simbolo astronomico ad attributo di un Santo Armato

30 August 2026

La Bilancia di Themis, che fino a quel momento era stata solo un concetto filosofico nel banchetto nuziale dell'Olimpo, trova finalmente il suo corpo fisico in cielo. I Romani prendono lo strumento della Titanide, lo strappano dalle mani della mitologia e lo trasformano nel monumento eterno del [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Chissà se c'è un collegamento tra la parola "tribunale" [...]

  • Rubrus: PS: il bicameralismo, italiano e non solo, ha una causa differente: il Senato [...]

9
16
55

Là fuori

Eco
29 August 2026

Anche oggi la stessa storia. Sempre in coda. Una fila interminabile che si snoda attraverso una rete di strade tutte uguali. Accelerazioni, rallentamenti, soste improvvise. Ogni giorno percorro lo stesso tragitto. Il mio lavoro è semplice. Prendo ciò che mi viene affidato, lo consegno dove serve [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • lottimista: Bel ritmo, bel colpo di scena, bellissimo stile.

  • Dax: Bello, intenso. Like

4
5
43

L’ala bianca di Marozza

29 August 2026

L’ala bianca di Marozza Tanto tempo fa, in un lontano regno della Calabria, viveva una strega cattiva di nome Marozza, che aveva il potere di trasformarsi in un angelo. Questo le permetteva di ingannare tutti, anche i suoi genitori, il Re Pesce e la regina Margherita. Infatti, essi erano convinti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Maria Merlo: Una favola amara con un finale crudo, sobrio e lineare. Piaciuto.

  • zeroassoluto: Ma quante New Entry su LDM!!!
    Bellissima una famiglia che cresce.
    I [...]

4
11
35

Lo Scorpione Giallo (4/4)

La puntura

28 August 2026

Una spider rossa cabriolet, con il tettuccio arrotolato, frenò bruscamente nello spiazzo alzando una nuvola di polvere sottile che per un momento offuscò ancor di più la vista già provata dell’uomo che era in attesa. Egli pensava erroneamente di avere ancora qualche minuto a disposizione. Dall’auto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
8
31

L'imbarazzo che resta - il ricordo (3/3)

Riflessione sui modi di restare "nudo"

28 August 2026

Quando, dopo anni ti tornano in mente quelle situazioni, le confronti. E rifletti che a dieci anni l’imbarazzo venne dalla normalità. Venne dal fatto che nessuno avesse ritenuto necessario chiedere, o anche solo avvertire. Il mio corpo era un argomento da trattare in mia presenza, ma non CON me. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Matteo B: Quando andavo io le visite mediche a scuola non le facevano praticamente più.

  • Solitaria77: Bello Matteo, mi è piaciuto. Fa sorridere ma anche riflettere su cose [...]

3
4
23

Lo Scorpione Giallo (3/4)

La coda

27 August 2026

In cima a una collina, un uomo seduto al volante di un fuoristrada giocherellava con la sua Glock 19 mentre attendeva in silenzio. Un altro, che sembrava al comando, era in piedi sul cassone e osservava con un binocolo la figura lontana muoversi avanti e indietro nello spiazzo. Un terzo uomo, il [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

Torna su