Sono giorni che mi sento niente. Come una strana sensazione di niente nello stomaco, fissa. E niente. L’altro ieri mi sono deciso e sono andato dal medico. E niente. Lui mi visita accuratamente e poi mi guarda per un poco senza dire niente. Era chiaro che non aveva niente da dirmi. Poi prende coraggio e mi fa: “Allora le segno niente da prendere prima dei pasti due volte al giorno” 

“E niente altro?”, chiedo io.

“Se vuole la sera prima di andare a dormire si può fare anche una bella tazza di niente. Niente altro” “Devo preoccuparmi?”, chiedo io. "Di cosa?", fa lui.

“Di questo niente”.

“Ma no, che dice! Sa quanta gente soffre di niente? Non può immaginare durante le festività natalizie quante persone si sono ammalate di niente per niente”

“Ma non si può fare niente?”, domando sapendo già che niente poteva essermi risposto.

“Vede non c’è niente di meglio del niente che con niente si cura e con niente si contagia.”

“Anche lei dottore soffre di niente?”

“Conosce qualcuno che non soffre per niente?” 

“Già”, dico io. 

“E siamo fortunati noi. A lei posso dirlo. Gira un dispaccio tra noi medici che sta per arrivare il nulla.” 

“Nulla?!” 

“Sì ha sentito bene. Nulla.”

“E nessuno fa niente per fermare il nulla?”

“Ma sì, vedrà che le case farmaceutiche con un niente produrranno il vaccino per il nulla. Ma non preoccupiamoci ora per niente del nulla. Piuttosto mi faccia sapere come va con il niente e mi avvisi subito se non succede niente.”

“Va bene, grazie. Quanto le devo? Niente?”

“Macché”,dice, “sono 100 euro.” “Ah!? 100 euro per niente. Vede se non le chiedevo niente tutto ciò non sarebbe valso a niente.”

E niente. Ho pagato e sono uscito senza dire più niente. Niente da dire con la paura del nulla.

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