Amici lettori questa è una storia di attualità realmente accaduta e ora vi andrò a raccontare come è nato il fatto. Partendo dall'inizio vi dirò che l'argomento de 'sta cosa è artistico, quindi quello che bollirà in pentola sarà pittura, scultura e tutte le tecniche che fanno parte del circondario e che al momento ritengo giusto e doveroso farvi presente di cosa andremo a vedere (da notare che sul “vedere” ci sarà molto da focalizzare), quindi per voi amici lettori passeggeri in bus, in metrò o dovunque voi siate vado a precisare con il massimo rispetto che se di arte non ne capite un'acca, state sereni, non abbiate paura che in questa narrazione verrete coinvolti in qualcosa che di sicuro apprezzerete, ne sarete interessati e per certi versi ci sarà una assonanza con il mondo della scrittura, scrittura non propriamente in maniera letteraria ma volendo, se gli artisti saranno bravi. Potreste trovarla e "vederla".

Insomma eravamo quattro amici in chat uozzapp il 16 Giugno 2026 quando ad un certo punto a titolo informativo postai due articoli riguardanti una mostra con esposte varie montagne di stracci e un'altra esposizione nella quale appese su una parete c'erano settanta cappotti lerci. Dopodiché si iniziò tra di noi a disquisire se tutto ciò poteva considerarsi arte oppure no. Qualcuno diceva di si qualcuno no, qualcuno ni, ma la scintilla si accese quando uno di noi disse più o meno così: “Oh! Ma se è arte una banana lo è pure la mia zucchina” mostrando una foto di un suo zucchinone colto dal proprio orto. Ed è allora che recepita al volo la simpatica provocazione ho subito trovato la soluzione rispondendo così: “Bene! Allora facciamo una mostra dedicata alla zucchina, ognuno la raffiguri a seconda della propria tecnica e così le nostre zucchine artistiche diventeranno la nostra risposta alla banana più costosa e più famosa  di sempre”.

A questo punto si aprì tra noi una nuova disquisizione sul fatto che tale mostra poteva dare adito a riflessioni di carattere sessuale. Eh! No! Era dura da spiegare che non ci sarebbe stata nessuna allusione in quel tal senso al sesso e così illuminato da un fantasioso e provvidenziale flash creativo dissi: “Ok allora per risolvere la questione facciamo una mostra invisibile cosi non si vede un casso e nessuno si potrà lamentare. Che idea! Non sapevo che in quel momento stavo creando una nuova pagina dell'arte moderna! Pertanto quel giorno in maniera casuale ma non troppo nacque al volo la ”INVISIBLE ART" della quale ora vado a spiegarvi i dettagli e la filosofia.

 

Punto primo: l'artista deve realizzare un'opera di qualsiasi tecnica che “vede" solo lui e per la quale gli assegnerà comunque un titolo.

Punto secondo: i fruitori e gli osservatori di un'opera invisibile sono invitati a “vedere” nella suddetta opera quel che gli pare.

Punto terzo: sia gli artisti che fruitori ed osservatori sono obbligati per regolamento ad utilizzare alla massima potenza la propria fantasia e fervida immaginazione altrimenti di fronte ad un'opera invisibile ci potrebbe essere il rischio che non vedranno una cippalippa.

Punto quarto: è arte invisibile tutta quella realizzata con qualsiasi tecnica espressiva, per i fotografi è ammessa la lavorazione post-produzione ma se potete tutti nessuno escluso, state lontani dall'utilizzo della intelligenza artificiale.

Punto quinto: essendo arte invisibile è adatta per tutti. Non viene richiesta esperienza o titolo di studio, l'arte invisibile non è per una elite oppure per una cerchia stretta, macchè, l'arte invisibile è fruibile per tutti nessuno escluso, anzi finalmente possiamo dire che anche un non vedente può vedere un'opera d'arte.

 

Quindi, riassumendo, in un'opera invisibile anche se non vedete quello che l'artista dice di vedere, ognuno può vederci tutto quel che gli pare, ma naturalmente anche essere d'accordo con l'artista stesso, ovviamente questo vale se avete ancora in voi fantasia, passione ed immaginazione.

 

Questo è il manifesto del movimento INVISIBLE ART, quando si farà una mostra che sia fisica o virtuale ve lo faremo sapere, nel frattempo se potete non diventate zombie.

Presenti al momento della nascita dialettica ed estemporanea del suddetto movimento: Sonia Boeri, Marco Troia, Romano Pittore, Antonio Carrara, Luisa Zinna, Walter Festuccia.

In finale non avete capito bene il tutto? Vi capisco e non vi contraddico, comunque se potete non perdiamoci di vista, eventualmente immaginate possibilmente allegramente la compagnia e l'arte degli artisti, che comunque saranno sempre sottoposti al giudizio e al favore o al dileggio del pubblico osservante, considerando che l'arte per essere apprezzata deve essere comunque bella.

E ricordatevi che finchè c'è arte, c'é speranza in un mondo migliore.

L'autore certifica e dichiara che la storia è vera e che nella realizzazione del testo non è stata utilizzata un'intelligenza artificiale.

 

PS. Auguro un Buon Ferragosto bislacco e spiritoso a tutti voi!

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