Bei tempi quelli della mia infanzia: un mondo sospeso tra semplicità e calore umano, un’epoca in cui il senso di appartenenza al nucleo familiare e alla comunità era il vero tessuto connettivo della vita quotidiana. Ricordo come tutto ruotasse attorno all’amore genuino, al rispetto reciproco e all’unità che rendeva ogni giornata un’esperienza condivisa, autentica, intensa.

Il fabbricato dove abitavamo era più di un insieme di mura: era una vera e propria famiglia allargata. Il vicino di casa non era una presenza anonima, ma qualcuno di caro, un confidente, un sostegno nei momenti di bisogno. Si conoscevano i nomi di ciascuno, le storie, i piccoli segreti; era naturale scambiare due parole, chiedere aiuto, offrirlo senza esitazioni. Questo legame tessuto tra persone così diverse creava un sistema di sicurezza affettiva che oggi è impossibile ritrovare.

Tornare a casa da scuola era un piccolo rito di gioia quotidiana. La porta si apriva e la voce di mamma risuonava accogliente: era tempo di pranzare insieme, condividere il cibo ma soprattutto i pensieri. La tavola era un luogo sacro dove si raccontavano le avventure scolastiche, i sogni, le piccole conquiste e anche le difficoltà. Dopo aver mangiato, si usciva nel cortile del palazzo, quel piccolo mondo all’aperto dove si rincorrevano le risate, si costruivano amicizie durature e si imparava a stare insieme attraverso il gioco. Quel cortile era il regno della spensieratezza, un’oasi di libertà e socialità lontana dalle distrazioni digitali che oggi monopolizzano il tempo dei bambini.

La sera, poi, era il trionfo della famiglia riunita. Il padre tornava dal lavoro stanco ma pieno dell’amore che solo la sua famiglia sapeva donargli come ricompensa. Tutti attorno al tavolo, si condividevano i momenti della giornata, si ascoltavano storie, si rideva e si rifletteva. I genitori si interessavano davvero dei figli, chiedendo cosa avevano imparato a scuola, come avevano trascorso le ore diurne, quali nuovi desideri o preoccupazioni li abitavano. Era un dialogo autentico, fatto di sguardi sinceri e attenzione vera, un antidoto potente contro l’indifferenza e la solitudine.

Oggi, invece, cosa resta di tutto questo? Il vicino di casa è spesso un volto sconosciuto, a volte nemmeno percepito se non come un lontano rumore o un’ombra dietro una finestra chiusa. Le case sono diventate barriere, l’isolamento si fa sempre più forte e il senso di comunità si dissolve come sabbia tra le dita. La tecnologia, tanto preziosa e capace di connetterci, ha paradossalmente eretto muri invisibili tra le persone. Tutti hanno la testa chinata su uno schermo, persi in un flusso continuo di notifiche, messaggi, social network, e raramente si incontrano davvero gli sguardi degli altri.

Le famiglie si frantumano nella loro stessa quotidianità. I bambini non giocano più nel cortile sotto casa, ma spesso sono rinchiusi nelle proprie stanze, inghiottiti da videogiochi e dispositivi elettronici. Le conversazioni sincere sono sostituite da discorsi superficiali o da silenzi immensi. La cena è diventata un momento spesso solitario, ognuno immerso nel proprio mondo digitale. E la domenica, un tempo giorno sacro dedicato alla famiglia e alle tradizioni, ora è spesso sparpagliata tra impegni personali, ognuno per sé, negando quel calore collettivo che dava senso e forza.

Che schifo di società è mai questa? Una domanda amara che nasce dall’osservazione di un cambiamento profondo, difficile da accettare perché rappresenta la perdita di qualcosa di essenziale. È una società in cui il valore delle relazioni umane è messo in secondo piano, soffocato dalla frenesia e da un individualismo crescente. Dove il “noi” si è trasformato in “io” e la solidarietà in indifferenza.

Ma ripensando a quei bei tempi dell’infanzia, non possiamo semplicemente abbandonarci alla nostalgia. Dobbiamo anzi riscoprire quegli insegnamenti, quei valori che ancora oggi possono salvare le nostre vite dall’aridità emotiva. Ricordare che il vicino non è un estraneo, ma una possibile amica o un amico. Che la famiglia è la radice da cui cresce ogni persona. Che il dialogo, la conversazione, l’ascolto sono il cuore pulsante di ogni società sana.

Può sembrare utopico ma non lo è. Possiamo iniziare a ricostruire quei legami perduti partendo da piccoli gesti quotidiani: un sorriso verso chi vive accanto, un invito a pranzo o a giocare, un interesse sincero verso i membri della nostra famiglia e comunità. Spegnere il cellulare e dedicarsi realmente agli altri, riscoprire la bellezza del tempo condiviso, della presenza reale e non virtuale.

Il futuro della società dipende anche da questo. Dalla capacità di recuperare quel senso di unione, di costruire ponti anziché alzare muri invisibili. Solo così potremo restituire dignità e umanità alle nostre vite, e forse allora quei bei tempi della mia infanzia non saranno solo un dolce ricordo, ma un modello possibile per un presente più umano, più autentico, più vero.

Tutti i racconti

0
0
4

IL TRENO DELLE CINQUE (2/2)

09 October 2026

Micia adesso se ne stava sulla porta, aspettando una carezza. Nell’orto comparivano i primi frutti. I fiori, davanti casa, erano uno splendore e a primavera inoltrata la voglia d’estate si faceva palpabile. Maria non aveva mai collegato le voci sul treno misterioso all’appuntamento enigmatico. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

0
0
3

Con le tasche colme di biglie

09 October 2026

Scappo da chi, sfida dopo sfida, ho privato pur dell’ultima sfera, nel pomeriggio più lungo e infuocato. Lui, un '58 due spanne più alto, umiliato davanti agli amici, già mi insegue, gridandomi dietro "Tanto ti prendo, se non oggi sarà domani". "No, oggi non mi acchiappi!" A casa, ansante e sudato, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

5
9
58

IL TRENO DELLE CINQUE (1/2)

08 October 2026

“Sciò, sciò.” Ogni mattina la solita storia. Quella gattina si piazzava alla porta di casa e non c’era maniera di mandarla via. Non si sapeva di chi fosse. Sembrava ben nutrita, non aveva l’aspetto di un randagio. Non riuscendo a infilarsi in casa si acciambellava sullo zerbino fino a sera quando [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
18
48

La misura del tempo

altri tempi

08 October 2026

Il cimitero del mio paese si trova sul lato destro della via nazionale che scende verso Isernia e sul lato sinistro salendo da Isernia verso il mio paese. Sembra una riflessione lapalissiana, ma, con il senno del poi, non è affatto banale. È chiaro che il cimitero è uno solo, ma quel che è da considerare [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Luca C: Per Rubrus e Lumi
    "e poi si guarda il cellulare mentre si guida, al [...]

  • Goccia: Luca C.: Bello emozionarsi del presente avendo un retaggio di emozioni antiche. [...]

7
12
97

Briciole

07 October 2026

Lei quasi appoggiò i gomiti sul tavolo, poi si ritrasse di scatto. «Non si appoggiano i gomiti sul tavolo!». Come un tuono, arrivarono nella sua mente le parole che sua madre le ripeteva ogni domenica a pranzo. Lui la vide smarrita, cercò di intuire quale fantasma l'avesse appena attraversata, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino.Like

  • Luca C: Quasi come loro, i dissuasori noi siamo capaci a distruggerli, e a posarci [...]

3
2
92

IL RITORNO DEL DINOSAURO

SANGUE E DENTI ROTTI NEL MIO DRINK

07 October 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica, quella di oggi potremmo chiamarla “ANCORA SANGUE E DENTI ROTTI NEL MIO DRINK”, vi piace il tema? Oggi torniamo a parlare di Frank Mooostro, ve lo ricordate lo stunt-man franato sputa sangue e kerosene? E la sua memoria da recuperare e l’incantevole Sissy ninfetta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

5
14
61

Il linguaggio delle pentole

06 October 2026

Alzatasi all’alba, Maria ha sfacchinato tutta la mattina per preparare un’enorme teglia di lasagne, con la sfoglia tirata ancora a mano. Eccole lì, profumate e invitanti, pronte a sfamare le quindici persone che compongono la sua numerosa famiglia, generi e nipotini compresi. Ha sempre avuto una [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: Grazie Riccardo, col il tuo commento mi hai fatto ricordare tante altre cose [...]

  • Goccia: Vuote le pentole, vuoto l'animo di Maria. Quando l'intenso passato [...]

5
8
48

Bruno

06 October 2026

Sono le due di notte, Bruno è sul balcone di casa in cerca di fresco. Davanti ha un piccolo spazio con una manciata di alberi mezzi bruciati, quelli del posto lo chiamano parco. Alla sua sinistra una sequenza di palazzine popolari. Bruno è un settantenne ex operaio telefonico, pensionato da poco, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
6
131

L'infermiera (2/2)

05 October 2026

I due agenti mi guardarono con chiaro risentimento, ma probabilmente avevano intuito quale terribile paura avessi provato, così evitarono di farmi la tipica ramanzina che meritavo per averli disturbati inutilmente. D'altronde, pensavo, le tasse le pago anch’io e ho il diritto di chiedere il servizio [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: bella...Un finale veloce ma tenero.Like

  • zeroassoluto: Un po' spiazzante... le aspettative di una fine cruenta causata da vendetta [...]

4
6
69

Il buio

05 October 2026

La finestra sul mondo Da qui Da sola Osservo Gente che corre Gente che parla Gente che ride Io resto immobile Attenta Silenziosa Solamente gli occhi si muovono Il resto del mio corpo è fermo Inerme Il vento soffia forte Che voglia urlare? Le chiome degli alberi si piegano al suo volere Resistergli [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

3
5
96

Diario di una Mangiuomini – 11 Agosto 20XX

04 October 2026

Ah... Caro Diario. Ti sto scrivendo sempre meno... Ma ce l’ho fatta, sai? Sono successe un bel po’ di cose... ora ho un dojo tutto mio. Sono la quinta in classifica e mi sono ufficialmente ritirata dalle battaglie. Judy dice che per il momento è meglio così: unendo le forze impediamo ad altri [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
9
63

L'infermiera (1/2)

04 October 2026

Ormai ne ero assolutamente convinta: qualcuno da diversi giorni mi stava pedinando. Qualcuno molto furbo, capace di celarsi nell’ombra quando rientravo dal turno di notte, o tra la folla durante le passeggiate pomeridiane nelle strade cittadine. Ne avvertivo distintamente la presenza, anche se [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Andrea Castellini: Per Giampaolo: certo che si capisce ma è insolito, anche "un esercito [...]

  • Giampaolo: Andrea, è probabile che tu abbia ragione, ma se è così [...]

Torna su