IO E IL PROFESSORE

 

( la solitudine)

 

 

 

 

Sono ormai dieci anni che vivo in questa casa e posso dire che non mi trovo tanto male. La persona che mi ospita e divide con me lo spazio di questa abitazione è un po’ stramba, sopra le righe, ma ha dimostrato, in questo tempo, di avere un animo sensibile e un buon cuore. La nostra convivenza si basa più che su una vera amicizia su un rapporto di reciproca sopportazione consolidato negli anni. Il mio precedente compagno, con cui convivevo, era esattamente l’opposto di questo attuale.

Il professore mi tiene in alta considerazione, tutti i giorni parla con me, espone il suo pensiero e cerca conforto, nella mia parola. Sono gratificato dalla volontà di condividere con me la sua solitudine. Siamo due esseri che vivono con sofferenza, ma con diversi stati d’animo. Lui sente molto la mancanza di interlocutori, gli manca chi possa colloquiare con lui di argomentazioni che gli stanno a cuore. Non gli importa se deve cucinarsi da solo, fare il bucato e tutte le altre faccende legate al vivere quotidiano. Lui gradirebbe avere un pubblico per esporre le sue idee in merito ai grandi quesiti dell’esistenza, del resto da un professore di filosofia non ci si poteva aspettare altro. Da parte mia, vivo la solitudine come un fatto puramente fisico. La prigionia, di fatto, è la forma più esecrabile di solitudine che si può infliggere ad un essere vivente. Io soffro per la mancanza di spazio. Ho un vago ricordo di cieli azzurri, stormi d'amici, miei simili, garruli e rumorosi. Il nostro continuo volteggiare sopra le cime degli alberi in cerca di cibo o, più semplicemente, per la gioia di poter guardare il mondo dall’alto, sospesi nell’azzurro del cielo. La solitudine è uno stato d’animo, una condizione di precario disagio, una sofferenza, una ricerca costante di domande esistenziali e risposte a volte impossibili. Non esiste un luogo o un tempo definito per sentirsi soli, può essere una costrizione mentale o una gabbia metallica, ma si può sentire la solitudine in ogni momento della vita. Un tempo, di queste elucubrazioni filosofiche, non ne sapevo nulla, le ho apprese con la frequentazione del mio amico professore. Stavo dimenticando di dire che io sono un'Ara scarlatta, in termini volgari, un pappagallo.

 

Accade, ed è inevitabile, sempre più spesso nell’età avanzata, che ti guardi intorno e, l’unica sensazione che percepisci è il nulla, il vuoto. La mente è sola, persa nella nebbia di pensieri non espressi, di dubbi da chiarire, di domande da porre. Vorrebbe dialogare, ma spesso non ci sono interlocutori. L’involucro dell’anima, chiamato corpo, è circondato da molti altri simili a lui, ma è il contenuto dei corpi che differisce. Questa specificità rende unico ogni essere dall’altro. Sono tante le solitudini, si prova ad interloquire, ad esprimere ciò che ti passa per la testa, esporre la personale visione della vita sperando di trovare altre menti che siano in sintonia con la propria. Si cerca di rendere visibile, palpabile e intelligibile il pensiero, ma non c’è comprensione, nessuno comprende o, ancora peggio, nessuno vuole capire l’altro. Delusa, la mente torna ad isolarsi nel silenzio, nella fantasia, nella solitudine, l’unica vera amica e fedele compagna di viaggio della persona anziana. Con lei puoi liberamente viaggiare nel tempo e nello spazio. Puoi immaginare e creare amici fantastici, pensare ad un qualcuno che capisca l’esigenza del dialogo. Si può frugare nei meandri della memoria per ritrovare episodi, eventi, tracce di una vita già vissuta, riflettendo se, i momenti cruciali, potevano essere affrontati e interpretati in un altro modo.

Nel momento stesso in cui si compie un’azione, si prende una decisione o si sceglie una strada da percorrere, tutti sono convinti di aver fatto la scelta giusta, di aver agito per il meglio, ma esiste sempre la possibilità che ci può essere stato un errore, di aver tralasciato una possibile alternativa.

Il professore afferma che è sempre meglio agire, senza esitazioni, magari sbagliando nella propria scelta, piuttosto che sottoporsi, in seguito, alla tortura del rimpianto.

Il rimpianto è un tormento, un dolore nascosto ed infido, che ci si porta dietro per il resto della vita. Il dubbio corrode l’esistenza con i “se” ed i “ma”! Significa, in un modo o nell’altro, di non aver preso nessuna decisione. Tutto questo continuo elaborare, questo travaglio mentale per i motivi e le conseguenze delle nostre azioni, è solo un passo verso la ricerca della felicità, ma non ci può essere felicità, in persone prive di discernimento, in persone prive delle capacità intellettive necessarie per superare le barriere dei desideri, delle insoddisfazioni personali, dell’invidia, dell’egoismo, che è una prerogativa insita nell’essere umano.

Con tutti questi sentimenti che impediscono una serenità di spirito, a questo punto, è difficile dire se la felicità esista davvero. La vera felicità è conoscere e star bene con se stessi, non lasciarsi condizionare dai molti fattori esterni, conoscere i propri limiti, non desiderare nulla di più di ciò che serve al nostro bisogno. La maggioranza dell’umanità è tesa verso la ricerca di qualcosa che non riesce a trovare dentro di sé. Ognuno ha la sua ricerca personale da seguire, chi desidera denaro, chi il potere, chi si rifugia nella fede in cerca di una benevolenza divina. Chi cerca di concretizzare la sua ricerca nell’amore, in tutte le sue forme.

La vita di un anziano, chiusa in quel bozzolo di pelle rugosa, non si realizza nel vivere quotidiano, ma attinge le poche energie rimaste per la propria sopravvivenza, proprio da quell’involucro che contiene lo spirito della vita. Le ricava da una lunga sequenza di ricordi, di storie, d'eventi, dalle memorie e dal vissuto, da tutto quello che ha contribuito a creare ciò che è adesso. Queste rimembranze diventano lo scudo per proteggersi dalla solitudine.

Oltre una certa età, non si possono fare più progetti per il futuro. Superare la notte d'ogni singolo giorno, è già un traguardo, un impegno difficile, al limite delle reali possibilità. Alla persona anziana, alla fine, cosa resta, se non la riflessione, ma anche questa si può applicare solo in presenza della solitudine, senza distrazioni esterne. È necessario essere soli, rilassarsi, concentrarsi nonostante le difficoltà che la mente stessa pone come ostacoli.

Accade raramente che si realizzi questa simbiosi di perfetta armonia fra il corpo, la mente e l’ambiente che ci circonda, ma quando accade, è il momento che più si avvicina alla felicità.

 

Tutti i racconti

2
2
18

Bortolo e il re

30 April 2026

Bortolo era un elefante con una passione per il verso, tanto che si esprimeva con cadenza poetica anche nella vita quotidiana. Era un elefante letterato. Viveva in un giardino reale, pieno di alberi da frutto che spandevano il loro profumo nell’aria, e ogni giorno si chiedeva se esistessero elefanti [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Teo Bo: L'arte dell'ascolto, una caratteristica in via di estinzione. L'umiltà [...]

  • Dax: grande Bertolo e non perché è un elefante....😊.Like

9
7
18

Il delitto perfetto

Come non uccidere tuo marito in 4 mosse e 1 valigia.

Miu
30 April 2026

Mi chiamo Carla e ho 55 anni, mio marito Mario, pensionato, 63. Quando mi annunciò che voleva lasciarmi per una ballerina brasiliana, pronunciò il suo nome, Ortensia, con un rispetto oserei dire tropicale. Non piansi. Non gli tirai un mestolo solo perché era troppo lontano e poi non ho mai amato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Beorn: Una comicità irrestibile, intelligente, implacabile.

  • Riccardo: ma che meraviglia di scritto. brava brava. 👌🕵

2
5
185

Ombre sull'Appia Antica

La vide per la prima volta durante un'ordinaria giornata di lavoro

29 April 2026

La vide per la prima volta durante un'ordinaria giornata di lavoro, nei pressi della Tomba di Cecilia Metella, lungo la Via Appia Antica. In quel periodo lavorava come guardiano presso le Catacombe di San Callisto, proprio di fronte al mausoleo. La notò in mezzo a un gruppo di turisti. Comprese [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Teo Bo: Ciao Jean. Apprezzato l'espediente narrativo anche se in un racconto Horror [...]

  • Dax: Carino...povero il protagonista. like

5
6
251

Solitudine

Nuova Edizione

29 April 2026

Dicembre, un mese pieno di aspettative, freddo, shopping sfrenato... L'umanità è in movimento frenetico, sciama per le strade, c'è folla dappertutto. Difficile credere che nel mese del Natale ci possano essere episodi di solitudine. Certo che pensando ai senza fissa dimora verrebbe da preoccuparsene, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
18
145

Un piatto genuino

28 April 2026

Mi piacciono i piatti genuini fatti in casa: la lasagna che preparo al forno è il mio orgoglio. C’è qualcosa di più saporito? Non credo. È un piatto che si può gustare già da piccoli. Mio figlio era lì davanti a me, rompiscatole e cocciuto, con la bocca chiusa, mentre scuoteva la testa da sinistra [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: P.S. Armitrá tè prego. non dire che non accetti la sfida perché [...]

  • Teo Bo: Grande Walter! La risposta migliore ad un racconto... border line. Anch'io [...]

4
6
775

Passaggio di consegne

Un volante, un’idea di famiglia e un’automobile che ha sempre sete

28 April 2026

In casa mia guidare non era solo spostarsi, era un rituale: stessi percorsi, stessi posti, stessa distribuzione dei ruoli. Io ho trascorso anni sul sedile posteriore, con i libri in mano, mentre davanti si decidevano direzione, tempi e, con tutta probabilità, anche il destino dell’umanità. Poi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Maria Merlo: Piacevole e ben scritto. Complimenti.

  • Asbe: Grazie a tutti pe le belle parole e già che ci sono chiarisco una cosa [...]

3
8
47

Vi racconto di Mecenate

Mecenate e mecenatismo

27 April 2026

Quando sentiamo la parola "Mecenate", subito la nostra mente richiama l’idea di una persona che sostiene gli artisti, e protegge la creatività. con generosità finanzia È un termine familiare, talvolta persino affascinante, ma sappiamo davvero chi era Mecenate? Chi si nasconde dietro questo nome, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
5
192

Il metodo

27 April 2026

Era tutto cominciato così, quasi per scherzo. Paolo aveva letto su un volantino che stava per cominciare un corso di scrittura creativa a Modena. Non ci pensò fino alla sera in cui iniziava, ci andò per curiosità e anche perché in TV non c’era nulla di interessante. L’insegnante disse che ognuno [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • GiorgioPetenatti: Grazie dei commenti:) in particolare Maria perchè la fascinazone del [...]

  • Dax: Bello e triste. Il protagonista non ha saputo sfruttare il piacere della scrittura [...]

3
7
77

Capablanca 2/2

una strana partita

26 April 2026

Capablanca era stato rapito. Questa però era per lui l'ennesima di tante battaglie combattute ed era pronto a contrastare qualsiasi mossa. Non era nuovo a vincere in condizioni d’inferiorità, ma doveva raccogliere elementi per analizzare il tutto e trovare la strategia vincente. Un uomo nella [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Pietro Agus: Luigia, poi alla fine,vedo il risultato finale e l'editing è ben [...]

  • Dax: Bel finale, da gentiliomini. like

5
8
380

La Saudade

26 April 2026

Esiste una parola portoghese, nata dalla cultura galiziana, intraducibile in italiano: saudade. È intraducibile perché è un miscuglio di malinconia e mancanza, persino per ciò che non hai ancora perso ma sai che perderai, mescolato a un ricordo felice che continua a restare felice nonostante tutto. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
9
268

Capablanca 1/2

una strana partita

25 April 2026

IL SEQUESTRO DI CAPABLANCA Nessuno sa che il più grande campione di scacchi di tutti i tempi è stato in Sardegna. Il Gran maestro Josè Raoul Capablanca, cubano, diplomatico di vaglia, ma soprattutto campione del mondo incontrastato per oltre otto anni e comunque sempre ai vertici delle classifiche [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Pietro Agus: Oggi è il mio giorno fortunato, grazie!

  • Dax: Un bel pezzo...e chissà donna Irene cosa ne pensa...del "pezzo"😂.Like

3
3
173

La lettrice dei romanzi di Liala

25 April 2026

Leggere un libro è un’attività affascinante ed è anche misteriosa. Attiva in noi tutta una serie di immagini che modificano la nostra percezione di noi stessi e degli altri. La lettura dei romanzi ci fa entrare in empatia con i personaggi e questo ci facilita i rapporti con gli altri nella vita [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    I libri sono tante cose.
    Proviamo ad immaginare la nostra vita [...]

  • Dax: I libri hanno permeato la mia vita e ce ne sono alcuni che mi hanno confortato...w [...]

Torna su