C’è un sole che illumina tutto. Se solo lo vuoi.

I piccoli gesti o i pensieri positivi generano ondate di positività, come le onde generate da un sasso nello stagno. Un sorriso, una carezza, un fiore hanno un grosso potere energizzante che instaura una “catena invisibile” di amorevolezza e “attitudine al bello” che ha un potere inimmaginabile. Potere curativo, emotivo ed edificante.

Dovremmo crecare di limitare gli “imput negativi” quindi.

Non dico di rimuoverli completamente, ma di limitarli con la capacità di saperli ben gestire (come la sigaretta una volta al mese che si concede chi è uscito dal vizio).

Meno musica struggente, malinconica, metal, caotica. Meno libri auto-distruttivi o lesionisti.
Meno telegiornali o programmi di bassa lega. Meno film truci, con mille sparatorie o morti sgozzati.

Le cose e i pensieri negativi generano, viceversa, una spirale di odio, bruttezza e autodistruzione che diventano, alla lunga, una sorta di droga a cui non si può rinunciare. A certe conclusioni ci si arriva a una certa età, aimè. Avessi raggiunto questa consapevolezza prima mi sarei evitato un sacco di rogne, preoccupazioni e dolori di stomaco.

Ad alcuni poi, non basta un’intera vita per arrivarci. Ma a ognuno il suo percorso. A ognuno le proprie scelte come è giusto che sia. Non esiste un solo percorso o una sola Verità, in queste cose. E bisogna avere la lungimiranza e la saggezza di saperle rispettare tutte. Nessuna esclusa.

Così riflettevo tra me e me nella camera iperbarica, dalla notte insonne prima, davanti al corpo ormai morente di mio padre e così avrei voluto parlargli, un ultima volta, se me lo avesse concesso.

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